Malanima è il romanzo d’esordio di Rosita Manuguerra, edito Feltrinelli. È un romanzo di formazione che racconta la storia di due ragazze, Mia e Marina, intrecciata a quella delle loro madri e all’isola dove tutto ha avuto inizio molto tempo prima. Quest’ultima non è solo un luogo fisico ma anche un luogo dell’anima dove se si parte si può sempre tornare per ritrovarsi.
La trama di Malanima
L’arrivo di Marina sull’isola non ha lasciato affatto indifferente Mia. Mentre tutti la trovavano diversa e a tratti scostante, lei ci vede soprattutto il fascino di chi viene da lontano.
Mia ha sempre vissuto l’isola divisa tra la visione identitaria della madre, profondamente legata alle sue origini e incapace di pensarsi altrove e quella di Zia Nietta che, invece, ha avuto il coraggio di partire e lasciare per sempre l’isola inseguendo il suo ideale di libertà.
Marina può darle una versione ancora diversa e Mia ne è attratta. Vuole assolutamente conoscerla, per questo decide di trovare un modo per avvicinarsi a lei. Quando ci riesce diventano inseparabili e Marina le svela i suoi dubbi sulla sua famiglia e soprattutto su sua madre Lia.
Insieme hanno un segreto: il pomeriggio Mia segue Marina e passano del tempo nella casa che un tempo era appartenuta al nonno di lei e che racchiude un grande segreto che coinvolge proprio le loro madri.
Si tratta di Malanima, una ferita aperta che ha riportato Lia sull’isola e che Marina insieme a Mia portano in superficie.
“Dove vai, che poi ’u scogghio ti manca?”

Cosa mi ha colpito di Malanima
Il tema di questa storia ha a che fare con le radici; l’isola rappresenta per molti personaggi un’identità che talvolta crea catene indissolubili. Marina le ha ereditate e quando si trasferisce non sa ancora quanto il passato della sua famiglia peserà sulla sua vita e sul rapporto con l’ambiente.
A mano a mano che si addentra nel mistero che tutti sembrano conoscere tranne lei, si rende conto di quanto si senta estranea a quel luogo. In effetti il senso di appartenenza non si può ereditare e la verità a volte è dolorosa ma necessaria per trovare delle risposte.
Un altro tema è l’amicizia. Due adolescenti che si scelgono e condividono un segreto, reiterando a loro insaputa ciò che le loro madri avevano fatto in passato: giurarsi di non separarsi mai.
L’amicizia è un legame che unisce due anime affini che si scelgono e trovano sempre il modo di trovarsi anche quando sembra tutto perduto. È esattamente come lo scoglio sull’isola: un punto fermo dove sai che puoi sempre ritornare.
Si sente forte l’amore per il mare, le tradizioni, le persone anziane che amano raccontare la loro vita, l’energia dell’isola.
Ho apprezzato le frasi dialettali, le atmosfere e il forte appeal del personaggio principale, Marina, che attraverso il suo percorso di ricerca della verità, illumina anche gli altri. Lei supera quella patina di cattiveria della gente, che vorrebbe incatenarla al passato etichettandola, creando le basi per un legame più libero con l’isola.
Il passato non si cancella, fa parte di noi, ma possiamo scegliere se viverlo come una catena oppure lasciarlo andare e trovare un nuovo equilibrio proprio contando su quei legami che ci fanno sentire davvero parte senza diventare mai un limite.
Consiglio la lettura di Malanima a chi ha voglia di un libro profondo…che profuma di mare.
a cura di
Anna Francesca Perrone

