Hazel si è da poco trasferita nel Maine con la sua famiglia quando, il primo giorno di scuola, riceve una proposta indecente dal suo preside. Lei dice no, ovviamente, ma questo sarà solo l’inizio…
Hazel ha detto no di Jessica Berger Gross è il secondo libro pubblicato da Heloola Books e racconta una storia di coraggio. Da un no detto alla proposta di andare a letto con il suo preside, infatti, per Hazel iniziano una serie di vicissitudini che colpiranno, e coinvolgeranno, l’intera famiglia Bloom, che si troverà di fronte a minacce non solo sessiste ma anche antisemite (la famiglia Bloom è ebrea).
Ambientato nel Maine, USA, Hazel ha detto no è un racconto che forse non vuole essere femminista, ma che necessariamente lo diventa. Hazel diventa il simbolo, così nel libro come nella realtà, di numerose ragazze e donne che hanno ricevuto proposte indecenti in luoghi che credevano sicuri: in questo caso la scuola. L’intera vicenda colpirà nel profondo tutta la sua famiglia: il padre Gus, professore di Studi Americani al college, che svolgerà un ruolo chiave nella decisione di Hazel di raccontare al mondo cosa le è successo; la madre Claire, una stilista alla ricerca di una nuova aspirazione; e, soprattutto, il fratello minore, Wolf, nonché nuovo grande amico di Gracie, la figlia del preside.
Hazel dice no e la sua vita cambia per sempre
Da quando Hazel ha detto no alla proposta del preside White la sua vita è cambiata per sempre. In meglio, si potrebbe pensare a un certo punto: il suo articolo che parla di quel giorno viene pubblicato, le viene proposto di scriverne un libro, il suo sogno di diventare una scrittrice potrebbe diventare realtà, ma a che prezzo?
In città tutti parlano di lei, davanti a casa vengono lasciati messaggi minatori sessisti e antisemiti. Il preside White rischia di essere assolto. La maggior parte della gente crede a lui, crede al fatto che sia stata lei a provarci e che questa sia solo una vendetta per il suo rifiuto. Non riesce più a studiare, non riesce a mandare le candidature per entrare al college dei suoi sogni. Ogni cosa che ha conquistato sente di non meritarsela.
[…] si ricordava che nel momento più importante, quella mattina nel suo ufficio il primo giorno di scuola, aveva detto esattamente ciò che doveva dire.
La famiglia di Hazel
Hazel ha detto no è sì un libro che parla di molestie, di denunce e di era post Me-Too, ma è anche un’opera che ci fa riflettere sulla vita. Claire, stilista per un’importante casa di moda a New York, si ritrova vittima dell’ideale della slow life. Costretta a ripartire da capo in una cittadina “sperduta” del Maine con l’idea di avviare una propria linea di vestiti ma senza l’ispirazione giusta per farlo.
Gus, che dopo non essere riuscito a preparare la sua prima lezione di Studi Americani al college si ritrova intrappolato nella cancel culture odierna e rischia di essere “cancellato” per sempre. Da quel momento la sua vita ruoterà attorno alla figlia Hazel e alla speranza di rimediare all’errore della sua prima lezione.
Wolf, troppo impegnato nel cercare di fare nuove amicizie e, al tempo stesso, di difendere la sorella, si ritrova incastrato in mezzo ai due fronti. Dopo aver denunciato pubblicamente, ma in anonimato, che il preside White aveva chiesto favori sessuali in cambio di raccomandazioni scolastiche ad una delle sue studentesse, inizia a sentirsi in colpa. Sente la pressione su di sé, cosa sarebbe successo se avessero scoperto che a denunciarlo era stato lui? Per non parlare della sua nuova amica Gracie, figlia dello stesso uomo che lui ha accusato di molestie sessuali. “Intrappolato” senza amici, con poche passioni e tanti segreti, Wolf è vittima dell’isolamento sociale che colpisce gli adolescenti e, come tanti di loro, trova rifugio su Internet, passando giornate intere davanti allo schermo.
Conclusioni
Insomma, Hazel ha detto no è un libro appassionante, che scorre veloce, che, a volte, fa anche sorridere. È un libro che ti sprona a cambiare quello che non va, che ti spinge e diventare protagonista e a non restare nelle retrovie. È un’opera che va assolutamente letto per comprendere la società di oggi e per combatterla. Quella di Hazel è una storia che mette rabbia, che ti fa empatizzare. È una storia che va raccontata.
a cura di
Giulia Focaccia

