La band torinese torna in Ancona per portare le “Terre Rare” al Flame Festival
Sembra non passare mai il tempo per i Subsonica: trent’anni di carriera che sul palco non pesano per Samuel e soci, anzi. L’entusiasmo dei cinque continua ad essere vivo e rinnovato con il nuovo album “Terre rare”, generato in Nord Africa e che risente forte e chiaro di influenze della musica del Maghreb e delle terre mediorientali, che tra visual e testi come sempre impegnati trovano ampio spazio nel live.

E trovano come sempre spazio anche le classiche schermaglie comiche tra Boosta e Samuel, gli arieti sul palco equilibrati dalla moderazione di Max Casacci, che ora come allora trova sempre le giuste parole per farci fermare e riflettere sui tempi bui nei quali stiamo precipitando, sferzando gli animi a un’esercizio di sensibilità e di resistenza fuori dal comune.
Posizione defilata come sempre per Vicio e Ninja, ma solo all’apparenza per quella silenziosa base melodica che ogni band desidererebbe avere.
La carica dei tremila accorsi nella centralissima Piazza Cavour si impenna ovviamente al suono degli intramontabili cavalli di battaglia dei Subsonica, che ad ogni live riescono nell’impresa di non stancare mai, ma che cominciano davvero a faticare nel condensare in una scaletta di due ore un repertorio che ogni anno si impreziosisce sempre di più.
A dimostrazione che per i Subsonica quei trent’anni di carriera non sono arrivarti per caso: sempre pronti a rinnovarsi senza snaturare mai la propria autenticità.
a cura e foto di
Emmanuele Olivi































