Nella giornata di ieri, nella splendida cornice dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, è stato presentato The Sound of Flames, film diretto a quattro mani da Ye Yiyun e Giuseppe Ferlito. Un ponte culturale tra questi due grandi Paesi che riflette sulla contrapposizione tra vita e morte, tra natura e individuo.

C’è un mondo, al Lido di Venezia, sconosciuto ai molti. Un mondo lontano dai flash dei fotografi e dalle masse di appassionati che ogni giorno si accalcano sul Red Carpet della Mostra.

Un luogo discreto e silenzioso, distante dai grandi riflettori, dove però il cinema vive, freme, si mostra e fa parlare di sé, grazie a un fitto programma di incontri, proiezioni e conferenze. Ogni giorno, nella suggestiva location dell’Hotel Excelsior, istituzioni culturali, professionisti del settore, talent e produttori si incontrano per confrontarsi su un sistema cinematografico sempre in continua evoluzione.

Ed è proprio in questa atmosfera di passione e condivisione che nella giornata di ieri, al Padiglione Regione Veneto dell’Hotel Excelsior, è stato presentato Sound of Flames: diretto a quattro mani dalla regista cinese Ye Yiyun (Everybody’s Fine, Day of Redemption) e dall’italiano Giuseppe Ferlito (The Private Lives of Jordi Mollà & Domingo Zapata, Look Around).

Madrina dell’incontro è stata Maria Grazia Cucinotta, innamorata della Cina fin dal 1987, quando vi si recò per partecipare a Miss Mondo. Da quel momento il legame, sia umano che lavorativo, si è consolidato sempre più. “È molto emozionante accompagnare questo film, a cui tengo molto”, afferma Maria Grazia Cucinotta. “Da diciotto anni lavoro in Cina e sono innamorata di questo Paese meraviglioso. Un Paese che non si ferma mai, dove tutto è possibile e dove tutto è magia. E questo film la rappresenta in pieno”.

The sound of Flames

The sound of Flames (prodotto da TM Pictures e Film Look) racconta la storia di Meng Ran, un affermato poeta cinese che, durante un viaggio in treno, rievoca i ricordi del suo passato. Quelli di un’infanzia felice, scandita dai costanti insegnamenti del nonno, custode della tradizione e di tante magnifiche storie che non manca di raccontare al nipote.

Ma sono anche ricordi dolorosi, segnati dagli ultimi attimi della Rivoluzione Culturale cinese, voluta da Mao Zedong. Un clima di tensione, sospetto e violenza, dove i giovanissimi come Meng Ran vengono addestrati per entrare nelle Guardie Rosse. In questa difficile realtà incontra Chen Yi Qing, giovane dottoressa con cui instaurerà un profondo legame.

Il film vuole essere, sotto precisa volontà dei registi, un punto di congiunzione tra le due culture, quella italiana e quella cinese, riflettendo sulla tensione tra individuo e collettività, tra natura e società. E lo fa attraverso un viaggio nella memoria di un giovane uomo, ma anche mediante la forza delle immagini, che contrappongono la magnificenza e il verde delle montagne al degrado di una città ancora stretta nella morsa della Rivoluzione. Immagini che emergono in tutta la loro maestosità grazie a una regia potente ed evocativa, coadiuvata dalla splendida fotografia curata da Mark Lee Ping-Bin.

Ye Yiyun e Giuseppe Ferlito realizzano un film riflessivo, crudo ma anche poetico, dove emerge prepotentemente come la forza della poesia possa fotografare alla perfezione il mondo che ci circonda.

The Sound of Flames vuole riflettere sulla preoccupante perdita del valore della vita, in un mondo che ha smarrito le sue radici più autentiche e che ha sepolto i bisogni dell’umanità sotto uno spesso velo di apatia. La pellicola ci vuole spingere a riconnetterci con ciò che davvero conta nella vita, con gli affetti, con le cose pure e davvero necessarie, non conformandosi, ma ricercando sempre l’autenticità.

a cura di
Alessandro Michelozzi

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