Già conosciuto per Il manoscritto (2019), Il sogno (2020), Puzzle (2022) e Labirinti (2023), Franck Thilliez offre al suo pubblico un altro imperdibile thriller che sembra ispirarsi al film Saw l’enigmista.
Un romanzo che spiazza il lettore e lo lascia col fiato sospeso fino alla fine. Non adatto a chi soffre di claustrofobia.
Trama: passato
Jonathan Touvier è un ex alpinista di Annecy che ha lavorato per una rivista che si occupa di sport estremi chiamata Extérieur.
Grazie al suo lavoro ha scalato le vette più imponenti del mondo e spesso lo ha fatto accompagnato dal suo migliore amico, Max Beck. Quest’ultimo era un uomo estremamente carismatico oltre che uno scalatore esperto. I due erano inseparabili e Jonathan lo ammirava molto. Un giorno però, durante un’escursione particolarmente difficile sul Siula Grande, Jonathan vede il suo migliore amico precipitare dalla montagna. Chiaramente questo fatto traumatizza profondamente l’uomo segnandolo per tutta la vita. Ora, a 50 anni suonati, lavora per un’azienda che organizza escursioni in montagna.
Sua moglie è malata di leucemia e sta aspettando un donatore di midollo osseo che le permetta di sopravvivere.
Trama: presente
Jonathan si risveglia in una grotta buia e umida assieme al suo cane. L’uomo è incatenato e non sa né dove si trova né come sia finito in quel posto. Il suo sguardo incrocia quello di un altro uomo, anche lui spaesato e impaurito, con una maschera di ferro che gli copre la testa.
I due si presentano: l’altro uomo si chiama Michel Marquis, è sposato e lavora in un macello. Ha perso il suo unico figlio per colpa di una brutta malattia. Mentre si stanno chiedendo come siano finiti in quel baratro, scoprono che c’è qualcun altro, un ragazzo nordafricano, anche lui incatenato e sotto shock. Il suo nome è Farid Houmad ed è poco più che maggiorenne. Un ragazzo che ha vissuto nei bassifondi, tra micro criminalità e case famiglia.
L’uomo mascherato fa notare a tutti che hanno un biglietto dietro alla schiena: uno con scritto “Chi sarà il bugiardo?”, un altro che recita “Chi sarà il ladro?” e l’altro con “Chi sarà l’assassino?”. Ben presto i tre realizzano di essere vittime di un psicopatico che chissà per quale motivo, li ha rinchiusi lì dentro. Jonathan, che da giovane ha scalato le vette più alte del mondo ed è sopravvissuto in condizioni estreme, ora dovrà affrontare la sfida più difficile della sua vita: riuscirà a fuggire da questa gabbia di rocce e stalattiti?
Ben presto i tre iniziano a battibeccare, a diffidare l’uno dell’altro e a chiedersi che cosa abbiano in comune. Sia Jonathan sia Michel hanno dei parenti che soffrono per delle malattie ad esempio. Ma Farid cosa c’entra? Un ragazzino cacciato di casa dai propri genitori, che si guadagna da vivere compiendo furti e che frequenta brutte compagnie…
Jonathan non sa di chi fidarsi. Prima stringe un legame con Farid diffidando di Michel; poi si allontana anche da lui rimanendo solo. Iniziano poco a poco a raccontarsi le proprie vite. Ma il punto è: chi dice la verità e chi mente? Rinchiusi in un baratro buio, senza cibo e con scarsissima acqua, i rapporti umani diventano complicati. E intanto il tempo passa e le risorse si esauriscono.
Temi e significati del libro


Vertigine è un libro che parla della condizione umana, ne esplora i lati più torbidi e lo fa senza edulcorare la pillola. Un survival horror che ha molte cose in comune con famose pellicole degli anni 2000 come Saw l’enigmista, ma che si differenzia da essa per alcuni aspetti. Nello specifico va menzionata la violenza nei confronti degli animali, che in certi passaggi, purtroppo, viene descritta dettagliatamente.
Il baratro, la grotta o “Verità” come la chiama Jonathan, d’altronde, non è altro che la metafora della mente umana. Che può diventare una gabbia da cui è impossibile uscire.
Il titolo Vertigine fa riferimento in primis, al senso di disorientamento e stordimento che sperimentano i protagonisti dentro alla grotta. La mancanza di certezze e la perdita dei valori morali che pian piano prendono il sopravvento. Si tratta più di una vertigine interiore che fisica, una perdita di equilibrio dovuta al fatto di trovarsi rinchiusi in una trappola buia, da soli con sé stessi. Oltre a ciò il protagonista sperimenta anche una sensazione di smarrimento e impotenza dovuta al fatto che fuori c’è sua moglie che sta aspettando un trapianto.
Il titolo fa riferimento anche al lavoro di Jonathan, l’alpinista. Al senso di vertigine, appunto, che prova lo scalatore quando si inerpica su di una montagna.
L’autore
Franck Thilliez nasce ad Annecy nel 1973 e attualmente vive tra la Francia e le Antille francesi. Oltre ad essere uno scrittore di successo (nel 2021 è stato tra gli autori più venduti in Francia), è anche un ingegnere informatico.
Vertigine (2023) è stato pubblicato in Italia da Fazi Editore, così come gli altri titoli di successo dell’autore: Il manoscritto, Labirinti e Il sogno. Tutti della stessa, fortunata collana Darkside.
a cura di
Silvia Ruffaldi

