Il 28 agosto il Capitano sbarca ad AMA Music Festival, aggiungendo al cartellone una firma simbolo della dance europea. Nel programma anche il producer Alan Walker, atteso il 21 agosto con il suo universo elettronico dal respiro internazionale
Romano d’Ezzelino (VI) – AMA Music Festival aggiunge una nuova vibrazione alla propria estate 2026 e porta agosto nel segno della grande dance. Venerdì 28 agosto il Parco di Villa Negri accoglierà Gigi D’Agostino, uno degli artisti che più hanno inciso nell’immaginario elettronico degli ultimi trent’anni: un nome capace di trasformare la pista in memoria collettiva e di parlare a pubblici diversi con un linguaggio essenziale, ipnotico e riconoscibile già dalle prime battute.
Il nuovo annuncio rafforza il profilo elettronico dell’agosto di AMA, già aperto dalla presenza di Alan Walker, protagonista venerdì 21 agosto. Due percorsi lontani per storia ed estetica: da una parte la matrice italiana, melodica e popolare del Capitano; dall’altra l’universo digitale, visivo e cinematografico del producer norvegese. Non la stessa serata, ma una direzione comune: portare l’elettronica fuori dai confini del club e dentro l’orizzonte internazionale del festival.
Biglietti disponibili su Ticketone e su www.amamusicfestival.com
Nel cartellone di AMA 2026, l’arrivo di Gigi D’Agostino segna un vero cambio di luce. Dopo le coordinate più heavy e rock già tracciate per luglio, e accanto alle traiettorie alternative, pop e indie di fine agosto, AMA apre un ulteriore spazio alla musica elettronica di grande richiamo, con un appuntamento pensato per tenere insieme nostalgia, energia collettiva e sensibilità contemporanea.
Il 28 agosto diventa così una delle giornate più riconoscibili dell’edizione: una serata in cui la dimensione popolare della dance europea torna al centro della scena, con Villa Negri trasformata in un grande ambiente sonoro a cielo aperto. AMA conferma ancora una volta la volontà di costruire un programma ampio, mobile e non prevedibile, capace di passare dalle chitarre alle basse frequenze senza perdere identità.
La dance come memoria collettica: Gigi D’Agostino
Pochi nomi, nella musica elettronica italiana, sono riusciti a diventare un codice comune come Gigi D’Agostino. Nato a Torino come Luigino Celestino Di Agostino, inizia il proprio percorso da DJ nella seconda metà degli anni Ottanta, attraversando club, console e produzioni fino a imporsi come una delle figure centrali dell’italo dance, della progressive e della scena club europea.
Tra anni Novanta e Duemila il suo repertorio diventa un archivio di inni immediatamente riconoscibili: “Sweetly”, “Fly”, “Gigi’s Violin”, “Elisir” e “Cuba Libre” aprono la strada a una stagione che porta brani come “Bla Bla Bla”, “Another Way”, “La Passion”, “Super” e “L’Amour Toujours” dentro la memoria di più generazioni. Non semplici hit, ma frammenti di cultura pop che continuano a riattivarsi ogni volta che tornano in pista.
La sua scrittura lavora su un equilibrio particolare: melodie dirette, malinconia luminosa, bassi profondi e progressioni ipnotiche. Accanto alla produzione più nota, D’Agostino ha costruito anche un territorio personale con il “Lento Violento”, filone diventato parte integrante del suo immaginario, dove tempi rallentati e basse frequenze trasformano l’energia dance in una materia più fisica, scura e riconoscibile.
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