Ci sono artisti che impari a riconoscere dopo pochi ascolti, non perché ripetano sé stessi, ma perché mantengono una direzione chiara, una voce coerente. RiveRs e Federico Cacciatori fanno parte proprio di questa categoria. Avevo già ascoltato i loro lavori precedenti e posso dirlo senza esitazione: mi erano piaciuti tutti. E “Via Qualunque” non fa eccezione, anzi consolida ancora di più un’identità musicale ormai ben definita.

Il nuovo album, uscito il 29 maggio, è composto da tredici brani pop rock registrati interamente con strumenti veri, scelta che oggi suona quasi controcorrente ma che si rivela perfettamente coerente con il loro approccio: niente scorciatoie, niente eccessi di produzione, solo musica suonata e raccontata.
Il titolo “Via Qualunque” funziona come una chiave di lettura immediata: non è un luogo preciso, ma uno spazio emotivo in cui chiunque può riconoscersi. È qui che il duo riesce ancora una volta a centrare il proprio obiettivo principale: trasformare esperienze personali in qualcosa di universale.
Rispetto ai lavori precedenti, si percepisce una maggiore maturità nella gestione delle dinamiche emotive. “Buongiorno” apre il disco con la consueta energia positiva che ormai è quasi un marchio di fabbrica, ma già dalle tracce successive emerge una profondità più marcata, quasi più consapevole.
Brani come “Scappare da me” e “Nella Tempesta” confermano la capacità del duo di muoversi con naturalezza tra introspezione e melodia, senza mai forzare la scrittura. È una caratteristica che avevo già apprezzato nei loro precedenti lavori, ma che qui sembra ulteriormente affinata.
Non mancano i momenti più immediati e radiofonici: “Fingerò” e “Certo certo” rappresentano la parte più diretta del disco, mentre episodi come “L’attimo prima” mantengono saldo il legame con un rock più classico e suonato, dove le chitarre tornano protagoniste assolute.
Una scelta interessante è la presenza di “Il peso dell’anima”, un intermezzo parlato che rompe il flusso tradizionale dell’album e aggiunge un momento di riflessione quasi teatrale. È un passaggio che prepara bene la parte finale del disco, dove l’intensità emotiva cresce fino alla title track.
Dal punto di vista complessivo, “Via Qualunque” non segna una rottura con il passato, ma piuttosto una sua evoluzione coerente. È un album che conferma ciò che già si intuiva nei lavori precedenti: RiveRs e Federico Cacciatori hanno trovato una propria voce, e soprattutto la stanno continuando a sviluppare senza perdere autenticità.
Forse è proprio questo il motivo per cui continuo ad apprezzarli: perché ogni nuovo lavoro non cancella il precedente, ma lo completa.
a cura di
Cristina Cerioni

