Mannarino – Masseria Ferragnano, Locorotondo – 9 agosto 2026

Torna Mannarino al Locus Festival con il nuovo tour che mescola in scaletta i pezzi del nuovo album “Primo Amore” coi pezzi più storici e lo fa riempiendo la Masseria di fan che cantano con tutta la voce che hanno in corpo in modo liberatorio.

Il concerto

Vedere Mannarino resta, per me, un’esperienza che ha del mistico. Vuoi per la voce profonda con l’accento romano che lo caratterizza, vuoi per la sua ritrosia allo star system, vuoi perché se nei tour precedenti le sue influenze musicali erano percepibili anche sul lieve trucco sul volto, in questo tour assistere al live è un bel vedere a 360°.

L’outfit mi ha ricordato le tribù ammazzoni, colori e colori in questa estate afosa e umida che pare non volerci far respirare, ma nonostante ciò non si può stare fermi quando Alessandro canta, i corpi ondeggiano, le voci si librano nell’aria accompagnandolo nell’esecuzione dei brani, soprattutto quelli che sono divenuti storici nella musica italiana come Me so ‘mbriacato, lasciata alla fine come finale del live.

Interessante è vedere come a pochi passi dal palco è possibile assistere anche ad un percorso sonoro immersivo a cura di Andrea Laszlo De Simone intitolato “Una lunghissima ombra” nel giardino della masseria. Due stili differenti i loro, ma facenti parte sempre del bel cantautorato italiano (quel poco decente che è rimasto ancora attivo perlomeno).

Tornando a Mannarino ammetto che sono di parte, non sono oggettiva, lo amo e qui lo dico senza mezzi termini, lo amo per la semplicità e profondità dei testi e delle musiche, arriva a chiunque con una facilità disarmante. Non si impone, non ne ha alcun bisogno, perché in ogni pezzo ti ritrovi, ci sei anche tu con le tue emozioni, i tuoi ricordi e la tua vita.

Mannarino è uno di noi né più né meno di quello e non posso che ringraziare il Locus per averlo riportato in Puglia regalandoci questa botta di vita piena nonostante tutto quello che succede nel Mondo, cosa che non sfugge nemmeno durante il live quando Alessandro alza la bandiera della Palestina chiaro segno di posizione condivisa dai presenti. Gli perdono pure non aver fatto L’amore nero che è uno dei suoi pezzi che più amo in assoluto perché a lui perdonerei sempre tutto a priori.

Scaletta
  • Dammi
  • Ciao
  • Apriti cielo
  • Cantarè
  • Maradona
  • Carne
  • L’impero
  • Primo amore
  • Kalanera
  • Bambino
  • Arca di Noè
  • Per un po’ d’amore
  • Animali
  • Fatte bacià
  • Tevere grand hotel
  • Serenata lacrimosa
  • Scetate vajo’
  • Mary Lou
  • Me so ‘mbriacato

a cura e foto di
Iolanda Pompilio

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