Una serata travolgente al Beky Bay che ha visto esibirsi tre leggendarie band del punk-hardcore internazionale. Uno degli appuntamenti più attesi del Road to Bay Fest, evento di punta organizzato da Hub Music Factory e LP Rock Events
Dunque Hot Water Music, Therapy? e Dropkick Murphys, un trio che lascia senza fiato in una serata da caldo record. Insomma, roba per cuori impavidi, only the brave. Si parte con gli Hot Wayer Music, band di riferimento per le band emo più mainstream (andatelo a chiedere ai My Chemical Romance). Una formazione che, dopo cambi di formazione e addii momentanei, sembra tornata allo splendore di sempre.

Diverso il discorso per i Theraphy?. Negli anni ’90 se ne parlava molto di loro, fra gli esperti del settore. Addirittura qualcuno li ha definiti i Nirvana europei. Esponenti di spicco dell’alternative metal e quella tendenza al crossover di quegli anni dove la band riusciva a sposare punk, alternative rock e, appunto, alternative metal con ritornelli sorprendentemente pop. L’album “Troublegum” regalò loro notorietà e, ovviamente, buona parte della scaletta contiene brani di quel disco.

I Theraphy? hanno dato prova di gran coinvolgimento. Voci dicono che il cantante chitarrista Andy Cairns si sia operato a entrambe le ginocchia: non farà i salti del bassista Michael McKeegan, ma ha ancora potenza e carisma.

E veniamo agli headliner della serata. I Dropkick Murphys. Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi sull’attitudine da palco della band dopo questo live si ricrederà. Potenza punk, ballate velate da malinconia, spirito folk, i DM sono tutto questo. Un leader carismatico come Ken Casey, Tim Brennan e Jeff DaRosa, polistrumentisti che danno colore a uno show ricco e adrenalinico.
Una scaletta che rivela l’identità della band, con lo spirito irish tenuto sempre vivo.I DM sono un trionfo di generi. E quindi non mancano gli omaggi a Bon Scott con la cover di “It’s a Long Way to the Top..” eseguita egregiamente, malgrado qualche stecca, da Kevin Rheault, bassista turnista della band. Ma non manca l’omaggio ai Pogues e Shane McGowan con “The Body of an American” fino al tributo a Lou Koller, cantante dei Sick of It All, con “Step Down”.

Un concerto in cui si respirava aria d’Irlanda coi Theraphy e Dropkick. Ma sopratutto abbiamo potuto apprezzare la classe di band che continuano a sfornare dischi ed andare incessantemente in tour, sopratutto i Dropkick perennemente girovaghi fra gli States dal quale provengono e l’Europa.
Musicisti incalliti, professionisti del palco, animali che hanno fatto del punk e del rock’n’roll una scelta di vita. Un’attititudine che si alimenta ogni sera su palchi diversi con un pubblico, purtroppo, sempre meno giovane. Se i ventenni torneranno (o verranno incuriositi) ad ascoltare i generi che ci hanno appassionato non è dato saperlo: a noi ci bastano serate come questa per sapere che la passione della musica vera, sudata e suonata è ancora viva e pulsante,
Setlist Dropkick Murphys
- Do or Die
- The State of Massachusetts
- The Boys Are Back
- Johnny, I Hardly Knew Ya
- Only the Strong
- Who’ll Stand With Us?
- The Gang’s All Here
- Bastards on Parade
- Caps and Bottles
- Chesterfields & Aftershave
- It’s a Long Way to the Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll)
- (AC/DC cover)
- Barroom Hero
- First Class Loser
- Sooner Kill ‘em First
- Rose Tattoo
- Paying My Way
- Streetlights
- Good as Gold
- The Body of an American
- (The Pogues cover)
- Worker’s Song
- I’m Shipping Up to Boston
- Step Down
- (Sick of It All cover)
a cura di
Beppe Ardito
foto di
Emmanuele Olivi


































































