Il Milano Film Fest è il primo festival del capoluogo lombardo sul cinema e sul settore audiovisivo che si è tenuto in città dal 3 all’8 giugno. Organizzato dall’omonima Fondazione, l’evento si avvale della direzione artistica di Claudio Santamaria e di Manuel Agnelli in qualità di music supervisor
Il Milano Film Fest ha continuato a sorprenderci anche con la giornata di venerdì, ricca di incontri, ospiti ed anteprime.
Gli appuntamenti più interessanti?
Sicuramente la presentazione di 1.14, ma anche l’incontro industry con Gabriele Mainetti e Stefano Leoni al Castello Sforzesco. Ed ovviamente l’evento clou della serata: la presentazione della seconda stagione di Pesci Piccoli, tenuta dai The Jackal!
“1.14”, la presentazione del film con Alberto Tomba
Alle ore 18:30 a Milano, presso il Cinemino, in questo quarto giorno di questa I edizione del Milano Film Fest si è svolta, in presenza di Claudio Santamaria, (direttore artistico del Festival), Tommaso Casissa, del campione Alberto Tomba e dell’Assessore allo Sport Martina Riva, l’anteprima del cortometraggio di Tomba, 1.14.
Nella sala piuttosto gremita ha preso subito la parola il Direttore artistico.
Claudio Santamaria: Benvenuti a tutti, io sono il direttore artistico del Festival… per chi non l’avesse ancora capito! Siamo felici di ospitare questo evento sponsorizzato da Napapijri e di mostrare quest’opera su questo signore, Alberto Tomba. Che si può dire orgogliosamente più grande sciatore di tutti i tempi di tutto il mondo.
Il significato di quell’1.14 ve lo spiegherà lui! In occasione del Milano Cortina ci sembrava giusto ospitare questo evento, anche perché siamo il festival più giovane del mondo: questo è il primo anno del Milano Film Fest e ne siamo così felici che abbiamo infatti invitato l’Assessore allo Sport più giovane d’Italia, Martina Riva.
Martina Riva: Buonasera a tutti e a tutte. Ringrazio Alberto Tomba. Io ovviamente col Milano Film Fest centro molto poco, perché il merito per l’organizzazione di questo evento va al mio collega Sacchi. Però ringrazio moltissimo Santamaria per aver creduto nella nostra città, anche riguardo un aspetto rispetto al quale Milano è quasi totalmente assente al contrario di altre città. Penso a Roma, con cui io sono giusto un filo in competizione.
Sono quindi molto contenta del fatto che stasera si possa unire lo sport al cinema, perché noi in vista delle Olimpiadi di Milano cortina 2026 dobbiamo veramente cercare di parlarne in ogni occasione! E, soprattutto, di far diventare lo sport parte della nostra cultura.
In Italia, quando un bambino prende un brutto voto, i genitori gli fanno saltare l’allenamento. Spero che Milano Cortina 2026 possa portare un cambiamento significativo, facendo sì che lo sport venga finalmente considerato parte di un percorso educativo e formativo degli italiani, esattamente come già succede in altre parti del mondo.
Ringrazio anche Napapijri, che ha permesso che questo evento invadesse la nostra città, già abbastanza affollata, in una settimana abbastanza affollata.
Alberto Tomba e Tommaso Casissa hanno preso poi la parola, ringraziando e parlando dell’impatto della fama e della pressione mediatica sugli atleti. Confrontando l’era digitale con quella degli anni ’80 e ’90, analizzando la difficoltà di gestione del successo e la necessità di vincere per mantenere la positività mediatica. Inoltre, hanno parlato anche dell’equilibrio tra la vita privata e la carriera sportiva, sottolineando l’importanza della tecnica e dell’impegno negli allenamenti per ottenere risultati di successo.
Il micro-docufilm 1.14 dura circa 10 minuti e percorre in breve la storia di Alberto Tomba, trascinandoci in un viaggio assieme a lui, alla scoperta della sua casa, di tutti i trofei vinti e del suo fanclub, che conserva la sua memoria storica.

Alla fine del talk è stato offerto un cocktail e Alberto ha scattato numerose foto e firmato diversi autografi sui pettorali regalati ai presenti, in aggiunta all’omaggio di Napapijri.
“La città proibita”: un viaggio con Gabriele Mainetti e Stefano Leoni
Al Castello Sforzesco si è tenuto il Panel con Gabriele Mainetti e Stefano Leoni, durante il quale si è parlato a lungo dei film del regista partendo proprio dal suo più recente, La città proibita. Una pellicola di arti marziali ambientata a Roma, che si è rivelata qualcosa di più: la storia di un incontro tra culture estremamente differenti.
Mainetti ha spiegato che tutto ciò che crea scaturisce inevitabilmente da una sua sensibilità, che si porta dentro: così anche il tema del razzismo, che deriva dal suo percorso personale e scolastico. L’arte nasce infatti da qui, da tutto ciò che siamo, che amiamo e che ci stimola.
Mentre Stefano Leoni ha invece raccontato del suo lavoro sui film del regista, che vengono valorizzati dagli effetti visivi. I quali non sono mai fini a se stessi, ma devono risultare credibili e naturali, prediligendo sempre e comunque le ambientazioni reali. La base di partenza è dunque la realtà, con cui l’attore è già in contatto, che viene poi arricchita successivamente.
Inoltre, per quanto riguarda la collaborazione tra Mainetti e Leoni, la loro sintonia artistica è così consolidata che entrambi sanno già cosa vogliono realizzare, “e questo fa davvero la differenza”.
Nel caso specifico de La città proibita, i due raccontano come siano riusciti a portare un pezzo di Cina in Italia, utilizzando gli studi di Cinecittà e l’impiego dei VFX. La sfida qui è stata quella di concentrare tutte le scene di lotta e le location in un unico linguaggio. Come per le ferite, per le quali è stato creato un prostetico (poi scansionato), o la scena della lotta nel fumo e la ricerca del luogo del combattimento della fabbrica vicino alla ferrovia.

Leoni parla poi del suo lavoro come supervisore degli effetti visivi, analizzando il cambiamento della sua professione con l’impiego dell’AI ed problemi presenti in Italia, che riguardano in primis i giovani e la cultura cinematografica. Riflettendo su domanda e offerta, il supervisor ed il regista hanno analizzato passato e presente, riflettendo sulle differenze generazionali, ribadendo quanto sia fondamentale coltivare nuove visioni e nuovi progetti, ma soprattutto sull’importanza dell’andare al cinema.
Per quanto riguarda il cinema di genere, Mainetti fa notare come esso sia praticamente inesistente in Italia, nonostante il nostro Paese sia pieno di registi e storie interessanti. Chi crea questo tipo di arte non può prescindere da un certo tipo di linguaggio e dai suoi codici (che agli occhi di molti risultano invisibili), intrattenendo e stimolando in modo estremamente interessante lo spettatore. Dai suoi precedenti studi di cinema, Mainetti racconta inoltre di aver appreso quanto sia difficile riprodurre il reale, proprio perché esso dipende dal punto di vista di chi guarda.
“Cos’è il reale? La realtà è solo quella di chi racconta un certo tipo di sguardo. Essere ossessionati dall’idea di riprodurre il reale è inutile.”
Gabriele Mainetti
L’unica cosa che un artista deve fare, a suo avviso, è quella di guardare il mondo attraverso la propria interiorità, parlando di ciò che gli appartiene. Raccontare, con i propri strumenti, il suo mondo, partendo proprio da esso.
“Pesci Piccoli 2” in anteprima con i The Jackal
Alle ore 21:00, presso il Piccolo Teatro, si è tenuto l’evento più atteso della giornata: la proiezione in anteprima dei primi due episodi della seconda stagione di Pesci Piccoli, in un clamoroso sold out anticipato dal photocall con i fotografi, in grande stile.
Acclamati a gran voce dal pubblico, hanno fatto la loro apparizione i The Jackal, la cui prima stagione di Pesci Piccoli (disponibile su Prime Video) ha ottenuto un enorme successo. All’evento hanno presenziato Francesco Ebbasta, Ciro Priello, Fabio Balsamo, Aurora Leone, Gianluca Fru e Martina Tinnirello, che hanno parlato della della nuova stagione di Pesci Piccoli – un’agenzia. Molte idee. Poco budget. Seconda stagione, in uscita dal 13 giugno.
Durante un talk pieno di risate e divertimento, il cast ha ricevuto numerosi complimenti. In occasione di questa fantastica presentazione abbiamo potuto ascoltare senza filtri quello che succederà nei primi episodi della serie. Una stagione che farà ridere, ma anche riflettere, attraverso l’inconfondibile ironia dei The Jackal!
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a cura e gallery di
Luca Micheli
a cura di
Maria Chiara Conforti

