Primus – Circolo Magnolia, Milano – 31 Luglio 2026

Primus: Quando il basso diventa un’arma di distruzione di due atti

Ok, parliamoci chiaro: io suono il basso, quindi, sono davvero una grandissima fangirl di Les Claypool. Potrei non essere obbiettiva, anzi, non lo sarò… Specialmente dopo ben 11 anni dal loro ultimo concerto in Italia.

Se pensavate di uscire dal Magnolia con le orecchie intatte e la mascella al suo posto, avevate sbagliato completamente serata. I Primus non fanno concerti, fanno agguati sonori, e ieri sera il concerto si è trasformato in una centrifuga psichedelica da cui nessuno voleva scappare.

Due atti. DUE. Come se un solo set potesse contenere tutta quella follia, neanche per sogno. Il primo ti scalda, ti destabilizza, ti fa chiedere “ma che cavolo sto ascoltando?”, ed è meraviglioso. Tra un atto e l’altro il pubblico si guarda intorno tipo reduce di guerra felice. Qualcuno va a farsi una birra, qualcuno resta lì fermo a fissare il palco vuoto come se stesse ancora elaborando quello che ha appena visto. Il secondo ti finisce, ti smonta e ti rimonta con pezzi diversi da come eri entrato.

E poi lui. LUI. Les Claypool.

Onestamente a un certo punto mi sono dimenticata che esistesse una chitarra sul palco. Il basso di Claypool non accompagna la canzone, la possiede, ci cammina sopra con gli stivali chiodati e se ne va ridendo. Slap che sembrano schiaffi, groove che sembrano enigmi matematici risolti a orecchio, e quella faccia da personaggio dei cartoni animati mentre fa cose tecnicamente impossibili con quattro (o sei, o boh, dieci) corde. Bassista incredibile è riduttivo, è più un fenomeno atmosferico con le dita veloci. C’è un momento, verso la fine del secondo atto, in cui sembra smettere di suonare per il pubblico e iniziare a suonare per sé stesso, come se si fosse dimenticato che eravamo lì, e proprio in quel momento tutti quanti abbiamo smesso di respirare per non disturbarlo.
A My Name is Mud sarei voluta svenire, ma per fortuna non l’ho fatto e spero nemmeno voi.

Verdetto: se i Primus tornano in Italia e non ci andate, non ditemi niente, perché tanto non vi ascolto, sarò ancora sordo dalla gioia di ieri sera.

PURO DELIRIO BASSISTICO.


A cura di
Nathalie R. Jachetti


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