Il Milano Film Fest è il primo festival del capoluogo lombardo sul cinema e sul settore audiovisivo che si terrà in città dal 3 all’8 giugno. Organizzato dall’omonima Fondazione, l’evento si avvale della direzione artistica di Claudio Santamaria e di Manuel Agnelli in qualità di music supervisor.
Il Milano Film Fest procede a gonfie vele e si appresta ad entrare nella sua fase più viva e vibrante! Con un palinsesto estremamente ricco e variegato, questa seconda giornata del festival ha offerto alla sua città numerosi panel, eventi e proiezioni, coinvolgendo un pubblico di ogni età ed estremamente eterogeneo.
In questo articolo troverete tutto il meglio di questa seconda giornata: uno sguardo attento su eventi, momenti e protagonisti, con il ritorno di un grande regista, che abbiamo il piacere di ospitare in anteprima.
Cut: “Follemente”, l’incontro con il regista e il cast
In contemporanea, presso Anteo Palazzo del Cinema si sono tenuti il photocall e il panel su Follemente, il film italiano campione di incassi di questa stagione cinematografica, diretto da Paolo Genovese con Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo e lo stesso Claudio Santamaria.
La sala è gremita, complice anche la presenza del Direttore artistico del festival, del regista e di Giallini, che prima dell’inizio dell’incontro hanno deciso di proiettare un breve video sul backstage delle riprese, con scene tagliate e numerosi momenti che mostrano l’amicizia creata sul set, oltre al pensiero degli attori.
Il primo a prendere la parola, dopo aver appreso la data di disponibilità del film sulla piattaforma Disney+ (venerdì 6 giugno), è Paolo Genovese, che ci racconta alcuni aneddoti sulla pellicola. Ad esempio come tutte le scene che vediamo siano state realizzate in momenti diversi e che il film inizialmente non si chiamasse Follemente, ma Migliori amici.
Prende poi la parola Marco Giallini, che racconta come si sia divertito molto durante le riprese. Infine, rispondendo alla domanda della moderatrice Marina Pierri, Claudio Santamaria parla di come questo film possa far riflettere sulla propria giovinezza e – ovviamente – sull’amore, dato il ruolo da lui interpretato. Quello di Eros, l’emozione più accattivante e focosa di Piero, il personaggio interpretato da Edoardo Leo.

L’atmosfera è divertente e scherzosa, e, alla fine del panel, i membri del cast hanno risposto ad alcune domande poste dal pubblico.
Milano tra cinema e musica
Un incontro di grande spessore è stato poi il talk “Milano tra cinema e musica”, tenutosi al Teatro Piccolo alle ore 18:30 con Gianni Biondillo, i Manetti Bros. e Manuel Agnelli. Una chiacchierata sull’arte cinematografica e audiovisiva – contemporanea e non – prodotta in città, che ha assunto come punto di partenza il libro di Biondillo, MM Milano’s Movies. Sapessi come è strano fare cinema a Milano, opera che nasce dalla passione dell’autore per la Settima Arte.
Lo scrittore evidenzia innanzitutto come, prima del fascismo, il cinema fosse prodotto in varie parti d’Italia e, solo a seguito del regime, si sia concentrato a Roma, rimanendo radicato nella Capitale da lì in avanti.
Il Cinema si fa a Roma, tra le vie della città o negli studi di Cinecittà: questo ha, da una parte, portato all’età d’oro di Fellini, Visconti e Antonioni, ma d’altra ha anche raccontato l’Italia in modo “romanocentrico”, utilizzando i set, gli attori e addirittura le troupe della Capitale. In questo contesto, Milano è sempre stata il simbolo della trasformazione – di un mutamento urbano ed interiore – e così è stata raccontata.
La passione per il poliziesco
Tuttavia, c’è un genere specifico che parla di Milano, non limitandosi solo a raccontarla ma anche a riprenderla, utilizzandola come ambientazione protagonista dei suoi film. È il poliziesco degli anni ‘70 ed ‘80, ultimo momento in cui l’Italia si mostra nella sua contemporaneità al mondo. Da qui in avanti il cinema italiano di portata internazionale narrerà solamente di epoche passate, ricordo di un’Italia che non c’è più.

I Manetti Bros. ribadiscono l’importanza del cinema poliziesco nella loro formazione artistica, nonostante essa derivi maggiormente dalla cinematografia americana. Malgrado siano spesso considerati b-movie, hanno dalla loro un pregio incredibile: quello di aver prodotto una serie di colonne sonore e di musiche estremamente all’avanguardia nel panorama internazionale del tempo. Gli unici elementi davvero di spessore all’interno di un genere che, anche a causa delle ristrettezze economiche, puntava tutto sul carattere emotivo di narrazioni prive di spessore e visione.
Prende poi la parola Manuel Agnelli, che parla delle sue colonne sonore preferite e degli ultimi film e serie tv dall’utilizzo eccezionale (al loro interno) di brani già editi: Forrest Gump, Peaky Blinders e One Day. Egli evidenzia, inoltre, un grosso problema del nostro tempo: quello dell’eccessivo moralismo imposto e applicato all’arte, che altro non fa che appiattirla e ucciderla.
Nella parte finale dell’incontro Manetti Bros. e Agnelli hanno ripercorso la storia di Diabolik e della loro collaborazione, soffermandosi sulla genesi del brano La Profondità Degli Abissi, premiato con il Nastro d’Argento e con il David di Donatello per la miglior canzone originale 2022.
“Blazing Fists”: il grande ritorno di Takashi Miike
“E poi l’ho incontrato.”
Ryoma
Inizia con un incontro Blazing Fists (Blue Fight: The Breaking Down of Young Blue Warriors il titolo originale), il nuovo film del celebre regista Takashi Miike. Quello tra due giovani, Ryoma e Ikuto, costretti a condividere mesi e mesi di reclusione in un carcere minorile di Tokyo, dove la posta in gioco è estremamente alta.
Due vite legate da un destino indissolubile. Due esistenze che l’Universo ha già fatto incontrare e che ora, per ironia della sorte, riavvicina proprio tra le pareti di una cella.
Un incontro che si trasformerà presto in amicizia, in un rapporto fraterno e solidale, di reciproco rispetto e sogni condivisi. Perché ciò che inizialmente li unisce è un unico desiderio: quello di diventare lottatori professionisti di Breaking Down, il programma di pugilato più famoso tra i ragazzi della periferia di Tokyo.
Tra lotte sul ring, scontri tra gang e legami indissolubili, riusciranno i due ragazzi adempiere al loro destino?

Il ritorno di Miike
Takashi Miike ritorna – e lo fa alla grande! – con una pellicola incentrata ancora una volta sul combattimento e sulla lotta fino all’ultimo respiro. Perché in Blazing Fists di violenza ce n’è, e anche parecchia! Scenografica ed esagerata, carica le sequenze action di intensità e di pathos. Come affermava Martin Scorsese, la prima grande vera prova con cui un regista si deve confrontare è quella di girare sul ring, e qui Takashi Miike vi riesce egregiamente: la cinepresa ruota vorticosamente, alternando riprese dal basso e dall’alto ed ipnotizzando gli spettatori con colpi violenti.
Il film si divide nettamente in due: dai toni più seriosi e gravi nella prima parte (che mostra tutta la brutalità del carcere minorile e la violenza verbale e fisica esercitata delle guardie sui ragazzi), nella seconda attinge più cospicuamente dal genere anime per dialoghi e narrazione, che risultano altisonanti e pieni di enfasi. Il regista si concentra inoltre sui volti, con primi e primissimi piani che, in un gioco di sguardi, evidenziano le emozioni e i forti sentimenti dei personaggi.
Insomma, un film che accontenterà i fan e gli amanti degli anime, coinvolgendo anche qualche spettatore curioso capitato in sala per caso alla ricerca di action movie di tutto rispetto.
A seguito le foto di Cut: Follemente
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a cura di
Maria Chiara Conforti
a cura e foto di
Luca Micheli

