Il Milano Film Fest è il primo festival del capoluogo lombardo sul cinema e sul settore audiovisivo che si terrà in città dal 3 all’8 giugno. Organizzato dall’omonima Fondazione, l’evento si avvale della direzione artistica di Claudio Santamaria e di Manuel Agnelli in qualità di music supervisor.
Siamo arrivati alla terza giornata del Festival, che si prospetta ancora lungo e pieno di sorprese! Come quelle che ci hanno riservato gli appuntamenti di giovedì 5 giugno, che con il sold out di Progetto Happiness, l’energia di Vai Bello e la superba reading di Stefano Nazzi ha riscosso un enorme successo.
“Vai Bello”: back to the 90s
Vai Bello è un tuffo autentico negli anni ‘90 milanesi e racconta la nascita e l’evoluzione di Spaghetti Funk, la crew formata dagli Articolo 31 e dai loro soci.
Il documentario ripercorre la loro storia attraverso testimonianze sincere di J-Ax, DJ Jad, Space One e altri membri, arricchite da materiale d’archivio inedito e filmati amatoriali. La pellicola valorizza l’intimità del legame umano tra i protagonisti: sogni condivisi, voglia di riscatto e una travolgente energia giovanile.
Nell’elaborato del film viene adottato uno stile che rispetta i codici dell’hip hop: ritmo incalzante, montaggio dinamico, grafiche graffiate e un senso di appartenenza alla cultura underground. Il regista Pacio è riuscito a combinare efficacemente nostalgia e modernità, mantenendo viva l’anima del movimento.
Inoltre, numerose scene inedite ci avvicinano alla vita dietro le quinte della Spaghetti Funk, regalandoci tanti momenti di complicità ma anche momenti di tensione. E per chi ha vissuto in quell’epoca è una testimonianza davvero preziosa ed emozionante.
Ovviamente, la musica è anch’essa protagonista e accompagna il racconto ambientato nel contesto socio culturale della Milano degli anni ‘90: il fenomeno di aggregazione giovanile, la nascita di un’identità hip hop italiana alla “Spaghetti Western”, e la trasformazione urbana e sociale del tempo.
Vai Bello è un documentario appassionato e sincero, che non si limita a celebrare un collettivo musicale, ma restituisce un pezzo di storia culturale italiana.
Una visione imperdibile per chi vuole comprendere le radici dell’hip hop nel nostro Paese, la forza dell’amicizia e il desiderio irrefrenabile di fare la differenza a vent’anni.
Come anche hanno detto i protagonisti nel talk finale, Vai Bello è adatto a tutti: per gli appassionati di rap e di hip hop italiano, per gli amanti dei documentari generazionali, per i milanesi doc e gli storici della cultura urbana.
Bello, bello davvero!
Progetto Happiness: un meraviglioso sold out
Alle ore 18:00, al Piccolo Teatro Strehler, si è tenuto l’incontro con Progetto Happiness, che ha proiettato in anteprima il suo documentario ESMERALDA – La leggenda dei minatori colombiani.

Un viaggio nelle miniere tra le montagne di Boyacá alla ricerca dello smeraldo, una pietra preziosa che per i guaqueros (i minatori locali che, illegalmente, scavano alla ricerca di tesori, tramandandosi questo compito di padre in figlio) non rappresenta solo mero arricchimento, ma il sogno e la speranza di tutti: trovare una pietra che cambi loro la vita. Un compito che portano avanti tra mille difficoltà e rischi, come quello rappresentato dall’arrivo improvviso della polizia. O il pericolo stesso della miniera, esposta al rischio di crollo, priva di ossigeno e dove il calore supera i 40°.
Gli artisti di Progetto Happiness hanno poi raccontato la loro grande avventura di vita. Giuseppe Bertuccio D’Angelo parla degli inizi, affermando di non aver mai seguito i trend e di aver cercato di percorrere fin da subito la strada più difficile.
Nel 2019, ha dato avvio a tutto questo totalmente da autodidatta, sognando di fare il reporter e volendo realizzare un prodotto che perdurasse nel tempo, puntando sulla qualità e seguendo il linguaggio cinematografico. La vera sfida è quindi stata quella di creare un nuovo standard, in modo diverso rispetto alle grandi produzioni. Un documentario realizzato in maniera più digitale, che ha avvicinato esponenzialmente le nuove generazioni – ma successivamente anche gli adulti -, come dimostra il sold out della serata.
Una community che è cresciuta col tempo e che ora ha ottenuto ottimi risultati a livello internazionale, rendendo necessario l’aggiunta di più lingue (ora 14 in tutto).
Il loro obiettivo? Quello di allargare sempre di più il bacino d’utenza e di alzare anno dopo anno l’asticella, portando a casa un prodotto dalla A alla Z, perfetto per i loro standard. Risultato ottenuto già, in parte, nel 2025, grazie all’inserimento di inserzioni commerciali in maniera molto fluida, che hanno alzato la qualità senza danneggiare il prodotto.
Studio, creatività e tanta autocritica: sono questi gli elementi chiave di Progetto Happiness.
In particolare, Esmeralda è stata pensata per essere proiettata in sala e in tale senso è stata realizzata: gli artisti hanno giocato con il buio della ripresa andando ad eliminare la cornice dell’inquadratura, prolungando l’effetto “tunnel” della galleria oltre lo schermo e cercando di catapultare lo spettatore direttamente nella miniera. Un espediente perfettamente riuscito, inserito all’interno di un documentario estremamente coinvolgente ed emozionante.
Un viaggio in una parte di mondo a noi sconosciuta, alla scoperta dei guaqueros, della loro vita e delle loro inesauribili speranze.
I “Canti di Guerra” di Nazzi
Ultimo, ma non per importanza, l’incredibile appuntamento con Stefano Nazzi, che ci ha deliziato con un’appassionante reading sulla malavita di Milano degli anni ‘70.

Grazie alla magnifica interpretazione dell’artista, Canti di Guerra ci conduce lontano, ripercorrendo a ritroso il ricordo di una Milano che non c’è più.
Un viaggio indimenticabile che, tra corse in macchina e sparatorie, rapimenti ed evasioni, ci racconta la vita di Francis Turatello, Renato Vallanzasca e Angelo Epaminonda, i tre boss della malavita milanese.
Il racconto di Nazzi è emozionante e coinvolgente: attraverso le sue parole e le musiche originali di Stefano Tumiati, lo spettatore trattiene il fiato dall’inizio dello show fino alla chiusura del sipario, che coincide inevitabilmente con la reincarcerazione di Vallanzasca.
Uno spettacolo incredibile, che ci sentiamo di consigliare a tutto il pubblico. Perché Canti di Guerra è qualcosa di più di una semplice reading. È un viaggio nella criminalità di quegli anni, uno splendido dipinto di genere il cui ricordo ancora permane nella memoria collettiva di Milano.
A seguito le foto dell’evento Vai Bello
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a cura di
Maria Chiara Conforti
a cura e gallery di
Emanuela Giurano

