“Omen – L’origine del presagio”: la recensione in anteprima

Alla continua ricerca di un horror degno di questo genere, mi sono imbattuto nel prequel di uno di quei film che hanno segnato un’epoca e l’orrore in senso lato: “Il Presagio”. La curiosità era tanta così come le aspettative: la pellicola sarà stata all’altezza?

Era l’aprile del 2016 quando annunciarono la lavorazione di un prequel de Il Presagio, film iconico degli anni ’70 con molti premi alle spalle. Ma solo nel 2022 la produzione iniziò effetivamente ed il titolo scelto per questo film fu Omen – L’origine del presagio.

Già da. esso appare evidente l’intenzione della produzione, determinata a dare un degno inizio ad una delle storie horror più longeve ed interessanti del panorama cinematografico, cercando di fornire nuove risposte ad alcuni quesiti irrisolti dal 1976.

Quando uscì il primo trailer ad inizio anno, rimasi subito colpito dalle sue immagini, che davano una direzione ben precisa al film, senza naturalmente fornire indizi su quello che poi si sarebbe effettivamente visto.

Partendo da questi presupposti e con un elenco di film horror in attesa di essere visti nella speranza di poterne trovare finalmente uno degno della sua nomea, sono arrivato alla tanto attesa prima visione di una pellicola che nelle intenzioni prometteva benissimo. Ma nella realtà è stato veramente così?

Omen – L’origine del presagio è prodotto da Phantom Four e distribuito in Italia da 20th Century Studios, con la regia di Arkasha Stevenson (al suo primo lungometraggio) e la star di Servant, Nell Tiger Free, nel ruolo della protagonista. La pellicola uscirà nella sale italiane oggi, giovedì 4 aprile.

Questa recensione non presenterà alcun tipo di spoiler, ma descriverà le sensazioni e le emozioni da me provate nel corso della proiezione.

Roma Caput Mundi

Anno 1971, la novizia Margaret arriva a Roma per compiere il grande passo: prendere i voti nella città della Chiesa su consiglio del suo protettore, Padre Bennan. Per poterlo fare inizierà il suo percorso ecclesiastico e lavorativo in un orfanotrofio, dove al suo arrivo è accolta dalla madre superiora. Tuttavia qualcosa di oscuro si nasconde in quel luogo e ben presto il male sprigionerà tutto il suo potere.

Per Margaret cominciano infatti numerose visioni. miste ad incubi immondi. Le ombre del passato si fanno sempre più cupe su di lei e questo la porterà ad una decisione drastica, ovvero l’idea che per lei non sia ancora l’ora del matrimonio con dio. Questo accadimento cambierà dunque profondamente qualcosa in lei.

In un turbinio d’azione e di pathos, la nostra protagonista arriverà a scoprire il grande segreto che si nasconde dietro la Chiesa e acquisterà la consapevolezza del fatto che solo lei potrà salvare il destino del mondo. O forse no… .

Omen – L’origine del presagio si configura come una storia che colpisce, costituita da numerosi colpi di scena, pur rimanendo coerente col messaggio che vuole dare. L’ampio uso di simbolismo rende il contorno del film interessante, portando lo spettatore a calarsi nella vicende e diventare anch’esso parte della pellicola.

L’utilizzo della semiotica, inoltre, fa si che il film acquisisca un ampio spettro di lettura. Era dai tempi di The Village che non assistevo ad un impiego così accurato di immagini, simboli e suoni, che forniscono messaggi differenti, pur convergendo in un disegno più ampio.

Una prima alla regia approvata

Una delle incognite della pellicola era sicuramente la regia. Quella di Arkasha Stevenson, per il quale il film costituisce a tutti gli effetti una prima assoluta che, sotto l’egida di Disney, poteva rappresentare un trampolino di lancio o un bungee jumping senza corda. E, visti i risultati, per quanto riguarda Stevenson siamo d fronte senza alcun dubbio alla prima opzione: le scelte stilistiche e la fotografia esaltano un’ambientazione che ci trasporta totalmente negli anni ’70, senza se e senza ma.

Sulla fotografia mi soffermerei maggiormente, in quanto rappresenta il vero fiore all’occhiello per Omen – L’origine del presagio, dotato di una color che ricorda vagamente i tratti di Sidney Sibilla in Smetto Quando Voglio (per chi non l’abbia mai visto, si parla di una colorazione tendente al verde, che ben si sposa con la collocazione storica).

La colonna sonora è un altro suo assoluto punto di forza. Le musiche solenni vengono sapientemente alternate alla musica dance e a voci bestiali, conducendo lo spettatore in un mondo quasi distopico. In certe scene sembra quasi di essere finiti in un film di Dario Argento, per il livello d’immedesimazione e di ansia prodotta.

La nota dolente, però, è dietro l’angolo.
Ed in questo caso – come in tanti altri – risiede nel genere.
Se da una parte, infatti, abbiamo finalmente un film che non cerca di fare paura con l’utilizzo di jump scare forzati, dall’altra la pellicola non riesce mai nell’intento di spaventare lo spettatore.

Pur attaccando alla sedia il pubblico senza mai stancarlo, Omen – L’origine del presagio non riesce nell’intento principale dell’Horror. Si potrebbe quasi pensare ad un nuovo genere per questo film, una sorta di horror-thriller con momenti d’azione ed indagine. Capaci di appassionare, ma non di spaventare.

Promosso o bocciato?

Escluso il problema atavico degli horror moderni, il film può essere considerato un piccolo capolavoro. Oltreoceano è stato addirittura paragonato a quello che Rogue One è stato per la saga di Star Wars e, nonostante io rifugga da un paragone tanto azzardato, certamente la pellicola rappresenta una vera e propria gemma.

Il sapiente mix di fotografia, sceneggiatura e musiche riesce ad elevare Omen – L’origine del presagio, rendendolo uno dei film più interessanti di questo inizio 2024 (ovviamente rapportandolo al genere in cui si inserisce e rimanendo certamente un gradino sotto ai molti film autoriali usciti in questo periodo).

La storia non è banale e, pur sapendo già quello che ci aspetterà nel finale, la strada percorsa è ricca di colpi di scena sapientemente utilizzati. Fino ad arrivare ad un interessante plot twist che, solo dopo averlo visto, apparirà palese (cosa che in realtà non è).

Rispetto a molte pellicole horror uscite nell’ultimo periodo, con Omen – L’origine del presagio uscirete dalla sala con il desiderio di rivedere tutta la saga. Con un sapore buono in bocca che, nonostante l’imperfetto inserimento del film nel genere di appartenenza, vi lascerà soddisfatti e appagati.

Assolutamente consigliato a tutti gli amanti degli horror, ma anche a tutti coloro che, nonostante siano desiderosi di affacciarvisi, hanno paura di farlo per il troppo spavento che film di questo tipo potrebbero causare. Rimane il mistero attorno alla classificazione R-16, ma dagli Stati Uniti ci si può aspettare di tutto.

Non vi resta, dunque, che andare in sala e godervi il film, in uscita oggi, giovedì 4 aprile!

a cura di
Andrea Munaretto

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – “Il meglio di te”: la recensione in anteprima
LEGGI ANCHE – “Inshallah a Boy” – la recensione in anteprima

di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

Related Post