“Manifesto della Donna futurista”

“Manifesto della Donna futurista”
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Artiste che si fanno strada e creano spazi in quello che è stato un movimento che disprezzava il femminile in ogni sua declinazione

La composizione di un nuovo assetto sociale, sull’onda del progresso industriale, tra ottocento e novecento, è il palcoscenico in cui viene messa in scena una grande trasformazione socio-culturale e artistica, di cui si farà portavoce il Movimento Futurista.
Musei, accademie e biblioteche diventano il simbolo di un mondo passato, con cui gli uomini affamati del nuovo non si identificano più, e combattano fortemente l’antico con innovazione, velocità e progresso.


Coraggio, audacia, forza, linguaggio della violenza, esaltazione della guerra come sola igiene del mondo e disprezzo per la donna, sono solo alcuni dei temi trattati negli undici punti contenuti nel Manifesto Futurista pubblicato, su Le Figaro, nel 1912, dal suo maggiore esponente Filippo Tommaso Marinetti.

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Velocità di motoscafo, Benedetta Cappa
Le artiste nel movimento

Marinetti infatti dichiara di voler glorificare il disprezzo della donna, ma il movimento stesso attrasse anche artiste, come Benedetta Cappa Marinetti, colei che ha contribuito ad inventare una nuova forma d’arte, il tattilismo.

Moglie del leader del movimento, si firmerà Benedetta per scollarsi dall’influenza del nome del marito, una pratica messa in atto da molte artiste. Le prime opere attestano un legame stilistico con il maestro Balla, ma in seguito il linguaggio dell’artista diverrà autonomo.

Sarà firmataria negli anni trenta del manifesto dell’aeropittura, un’ interesse riflesso anche in molte delle sue opere; parteciperà a diverse edizioni della Biennale e, nel 1930, sarà la prima artista donna ad avere un’opera pubblicata nel catalogo della stessa.

Tra il 1933 e il 1934 realizzò una serie intitolata Sintesi delle comunicazioni, cinque pannelli a tempera e encausto su tela, in cui racconta i diversi tipi di comunicazione.
Attraverso il dialogo armonico caratteristico di questa serie e la scelta dell’azzurro come colore dominante, i soggetti si scompongono creando nuove forme, restituendo così il senso del movimento.
In queste opere Cappa accosta gli elementi naturali a quelli della tecnologia, simbolo della superiorità dell’uomo, facendosi portavoce di temi cari al movimento.

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Sintesi delle comunicazioni aeree. Benedetta Cappa

Il disprezzo della donna, dichiarato nel Manifesto, va contro l’ideale femminile imposto dalla tradizione.
I futuristi non sono contro la donna, ma contro un prototipo di donna e dell’importanza sentimentale che le si attribuisce.
Un modello femminile non più tenero e fragile ma forte e coraggioso, capace di adattarsi alla vita e affrontarla come una sfida.
Una vera futurista!

Valentine de Saint-Point e il manifesto della donna futurista

Nel 1912, in risposta al disprezzo marinettiano, Valentine de Saint-Point pubblica su un volantino Il Manifesto della donna futurista, nel quale scriverà: “ È assurdo dividere l’umanità in donne e uomini; essa è composta soltanto di femminilità e di mascolinità” dichiarando che entrambe siano parte sia degli uomini che delle donne.
E ancora:

Che le prossime guerre suscitino delle eroine simili a quella magnifica Caterina Sforza che, mentre sosteneva l’assedio della sua città, [..] vide minacciare la vita di suo figlio, e mostrando eroicamente il proprio sesso, gridò: «Ammazzatelo pure! Mi rimane lo stampo per farne degli altri! »

Saint-Point sostiene che sia inutile il disprezzo della donna, ma sia invece necessario rivolgersi a lei, citando nel suo manifesto Amazzoni e Erinni come modelli femminili. Le donne devono tornare libere e riappropriarsi dei loro istinti, come la lussuria, con l’accezione di forza creatrice comune anche allo spirito, di cui tratterà il suo secondo manifesto.

Barbara e l’aeropittura

Un’altra figura importante nel panorama del secondo futurismo è quella Olga Biglieri; conosciuta con lo pseudonimo di Barbara, una delle prime aviatrici italiane, sarà anche pittrice e poi giornalista.
Biglieri farà parte del movimento futurista come esponente dell’aeropittura; declinazione pittorica del movimento come espressione del mito della macchina e della modernità.

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Aeroporto che abbranca l’aereo, Olga Biglieri, esposta alla Biennale di Venezia 1938

Marinetti la scopre per caso e colpito da un suo quadro Vomito dall’aereo, la invita ad esporre alla Biennale di Venezia del 1938.
Paesaggi aerei, visioni dall’alto, distorte e a volte capovolte che richiamano il movimento e la velocità, saranno i soggetti prediletti della sua pittura nel periodo in cui aderirà al futurismo.

Il volo, quindi, come atto fisico e stato d’animo.

La cesura con il movimento

Biglieri però non condividerà mai la posizione futurista a favore della guerra, questo e il dolore per il marito tornato scosso dal fronte faranno crollare la fede dell’artista nel movimento.
L’ultimo quadro di quell’epoca, Battaglia aerea è privo di colori e trionfo, il soggetto diventa decadimento e sconfitta.
Un’opera che riflette lo stato d’animo dell’artista, ossia un’aereo abbattuto che precipita per tutta la lunghezza del quadro; nel 1943 lascerà il movimento.

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Battaglia aerea, Olga Biglieri

La presenza di queste artiste, e di molte altre all’interno del movimento, dimostra in realtà quanto il progresso e l’emancipazione parlassero un linguaggio non più esclusivo degli uomini.
Con l’arte sono riuscite a creare uno spazio che permettesse loro di esprimersi secondo una sensibilità ed un’estetica nuova, dimostrando che dibattiti su temi di genere e sul ruolo delle donne potessero essere affrontati da quel femminile tanto condannato dal movimento futurista.

Molte di queste artiste ispireranno e, come Olga Biglieri, faranno parte dei movimenti femministi che verranno, dimostrando la volontà di sganciarsi da limiti che impedivano l’espressione di desideri e nuove aspirazioni.

a cura di
Letizia Servello

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