Sting – Mediolanum Forum, Milano, 25 ottobre 2022

Sting – Mediolanum Forum, Milano, 25 ottobre 2022
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Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting, cantante britannico ed ex frontman della storica band The Police, fa sold out al Mediolanum Forum di Milano per il tour My Songs. Ad aprire il concerto per lui c’era il figlio Joe Sumner, che aveva aperto anche nella data del 19 luglio a Parma

Con molta calma decido di avviarmi verso il Mediolanum forum in modo da arrivare almeno un’ora prima dell’inizio del concerto di Sting e, fortunatamente, ci riesco.

Dopo aver assistito alla pessima organizzazione del concerto dei Deep Purple, mi aspettavo di trovare gli stessi problemi anche stasera. Per fortuna non è stato così, questa volta c’erano membri dello staff ovunque, pronti ad accompagnare ogni persona al proprio posto.

Io ho avuto il privilegio di sedermi in platea, molto vicino al palco, dove solitamente c’è il parterre, in cui il pubblico è in piedi, pronto a scatenarsi e a pogare. Per questo concerto, invece, sono state disposte delle sedie numerate e organizzate a blocchi.

Oltre a tutto questo c’erano anche due maxi schermi ai lati del palco, per proiettare le immagini dello show in alta definizione, in modo da consentire anche alle persone più lontane di vedere quello che succedeva sul palco nel migliore dei modi.

Godermi il concerto di una leggenda come Sting a pochi metri dal palco… non avrei potuto chiedere di meglio.

Partenza col botto!

Alle 20:30 circa sale sul palco Joe Sumner per suonare alcune delle sue canzoni e preparare il pubblico allo show del padre. Dopo circa mezz’ora il mini concerto termina e le luci si riaccendono.

Passa un altro quarto d’ora e finalmente arriva il momento del protagonista della serata. Prima salgono i membri della band, composta da tastiere, armonica, chitarra, batteria e coristi, subito dopo arriva Sting, in una forma invidiabile, accompagnato dal suo basso. La folla lo acclama a gran voce… e lui ricambia con una partenza memorabile.

Il concerto infatti inizia con tre grandi classici: Message in a Bottle, tratto dall’album “Reggatta LeBlanc” dei Police, English Man in New York, tratto dall’album solista “Nothing Like the Sun” e Every Little Things She Does is Magic, anch’esso tratto da uno degli album dei Police “Ghost in The Machine”.

Già dopo la prima canzone il pubblico non è riuscito a rimanere seduto sulle proprie sedie e si è alzato in piedi per ballare al ritmo di musica. Solo alla fine di questo primo “round” siamo tornati tutti a sederci.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi, persona che suona uno strumento musicale e spazio al chiuso
Sting sera al Mediolanum Forum (PH. Francesco Prandoni; fonte: Pagina Facebook Mediolanum Forum)
Il momento delle presentazioni

Com’era giusto che fosse, ogni membro della band è stato presentato a dovere da Sting: alla chitarra Dominic Miller, alle tastiere Kevon Webster, armonica Shane Sager, alla batteria Josh Freese e i coristi Melissa Musique e Gene Noble.

Poi Sting decide di introdurre la canzone successiva sfoggiando tutto il suo italiano.

“Certe volte una canzone inizia solo con un… fischio”

E, dopo aver fischiettato le prime note, inizia a cantare If it’s Love, tratto dall’album solista “The Bridge”.

Pesante eredità

Il concerto prosegue con altri meravigliosi brani come Rushing Waters e Fields of Gold, ma a un certo punto ecco che Sting torna a parlare italiano:

“Questa canzone si chiama Giorno Nuovo di Zecca (pubblico visivamente confuso ndr)… Brand New Day, in italiano no? Con Stevie Wonder all’armonica. Allora, ecco un ragazzo, che spera di suonare la parte di Stevie Wonder.
Shane, quanti anni hai?”
Shane: Diciotto
Sting: Diciotto! La parte di Stevie Wonder… sei sicuro?
Shane: Sì!

Con molta sicurezza Shane inizia a suonare la sua armonica per introdurre la canzone, e lo fa alla grande!
Sting gli lascia il giusto spazio e lui se lo prende tutto, facendo un’ottima performance e onorando Stevie Wonder.

Alle parole “stand up” della canzone, Sting invita il pubblico ad alzarsi…non ce lo siamo fatti ripetere due volte.

Duetti d’eccezione!

Subito dopo è il momento di lasciare spazio ad altri membri della band. Infatti durante il brano Shape of My Heart, Sting duetta con il corista Gene Noble, che dimostra una vocalità pazzesca e crea una perfetta armonia con il proprio mentore.

In mezzo abbiamo uno dei brani più recenti di Sting, scritto per la serie animata Arcane, What Could Have Been, che viene presentato con le immagini della serie proiettate sui maxi schermi.

A seguire è il momento di un altro duetto, stavolta con l’altra corista, Melissa Musique, anche lei dotata di una voce pazzesca in grado di accompagnare perfettamente il cantante sulle note di Whenever I Say Your Name.

Chiusura da brividi

Dopo averci portato nello spazio con Walking on the Moon, grazie a fasci di luce che si muovevano illuminando tutta la platea (e accecando il sottoscritto un paio di volte ndr), arriva il momento di scatenarsi ancora con So Lonely, altro brano dei Police, tratto dall’album “Outlandos d’Amour”.

Poi arriva il momento di Desert Rose, brano di una potenza e di una poesia uniche (ispirato al romanzo Dune di Frank Herbert, di cui recentemente è stata fatta la seconda trasposizione cinematografica) che presenta frasi in arabo all’interno del testo.

Durante questa canzone quasi tutti hanno abbandonato il proprio posto per andare il più vicino possibile al palco, con Sting che invitava tutti a scuotere le proprie mani.

Successivamente abbiamo l’ultimo duetto, quello con il figlio Joe Sumner, con la canzone King of Pain.
È stato molto emozionante vedere padre e figlio esibirsi insieme sul palco con quell’energia e quel rispetto reciproco. Joe è poi rimasto fino alla fine del concerto, escluso l’encore.

Arriviamo, così, all’ultima canzone prima dell’encore, forse la più famosa dei Police: Every Breath You Take.
Che dire, questa canzone è bella in ogni modo in cui viene fatta, ma vista dal vivo è tutta un’altra cosa.
Sting l’ha scritta, e Sting la fa come nessun altro. Ci dispiace per le cover, ma l’originale è l’originale.

Encore

Dopo il rigoroso inchino di gruppo, tutti i membri della band, Sting compreso, scendono dal palco…ma solo per un attimo.

Infatti pochi secondi dopo sono di nuovo pronti a suonare e partono con un altro dei brani più energici di Sting, Roxanne, durante il quale il cantante ha invitato il pubblico a cantare con lui, invocando qualche coro.

L’ultimo brano Sting l’ha voluto dedicare agli abitanti dell’Ucraina, ed è stato Fragile. Solo per questa volta il cantante ha abbandonato il suo basso per prendere in mano una chitarra acustica, che ha suonato in stile classico: senza plettro, utilizzando solo le dita, mostrando tutto il suo talento. Altro momento di pura poesia.

Conclusioni

Con una madre super fan dei Police non potevo che crescere con una certa passione per Sting. Questo per me è stato un concerto molto importante che mi sarebbe piaciuto poter condividere con lei o con altri fan altrettanto accaniti. Purtroppo non è stato possibile, ma è stato comunque uno spettacolo memorabile che non dimenticherò facilmente.

Nonostante i 70 anni suonati, Sting riesce a stare sul palco a meraviglia, senza prendersi neanche una pausa, cantando da Dio e intrattenendo il pubblico in modo egregio.

Anche lui ha dimostrato che la vecchia generazione è sempre sul pezzo e, al momento, non ha nessuna intenzione di farsi indietro. Alcuni erano convinti che quello di Parma potesse essere l’ultimo concerto, ma a quanto pare Sting era di tutt’altra idea. Non so quanti della nuova generazione vedremo fare concerti sold out a 70 anni.

Mamma, da grande voglio essere Sting: figo da paura anche da “anziano”!

Di seguito la scaletta del concerto.

  1. Message in a Bottle
  2. Englishman in New York
  3. Every Little Thing She Does Is Magic
  4. If It’s Love
  5. For Her Love
  6. Rushing Water
  7. If I Ever Lose My Faith in You
  8. Fields of Gold
  9. Spirits in the Material World
  10. Brand New Day
  11. Shape of My Heart
  12. What Could Have Been
  13. Whenever I Say Your Name
  14. Walking on the Moon
  15. So Lonely
  16. Desert Rose
  17. King of Pain
  18. Every Breath You Take
    Encore
  19. Roxanne
  20. Fragile

a cura di
Edoardo Iannantuoni

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