Angelini e D’Erasmo in “Songs in a conversation” – Officina degli Esordi, Bari-18 marzo 2022

Angelini e D’Erasmo in “Songs in a conversation” – Officina degli Esordi, Bari-18 marzo 2022
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Un gran bel viaggio musicale ed emozionale condotto da due ottimi musicisti e narratori: Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo

Anche questa volta la curiosità e la fiducia nei confronti di chi ama la musica come me mi ha regalato una bella scoperta. Ascoltare, per la prima volta live, Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo è stata una piacevole e interessante scoperta per la sottoscritta. I due che si sono esibiti venerdì scorso presso l’Officina degli Esordi a Bari sono stati capaci di catturare l’interesse e le emozioni anche di chi non conosceva la musica di Nick Drake che con “Songs in a conversation” i due omaggiano in maniera personale ma sempre rispettosa dell’intento dell’autore.

Songs in a conversation è tanta roba, un disco, un documentario di Giorgio Testi con Manuel Agnelli, Niccolò Fabi, Adele Nigro (Any Other), Andrea Appino e Piers Faccini, infine un liveracconto pensato per celebrare i 50 anni dall’uscita di “Pink Moon” terzo e ultimo album del folksinger inglese che in tre anni ha consegnato alla storia della musica canzoni piene di passioni, ambizioni e tormenti che hanno costellato la sua breve vita.

L’incontro tra Angelini e D’Erasmo e il sogno di Drake

Era il 2005 quando Angelini e D’Erasmo si incontrano grazie alla passione comune per Nick Drake, di qui l’idea di omaggiare un cantautore che ha ricevuto solo post mortem quei consensi tanto ricercati in vita. Così mentre Angelini si dedica allo studio della tecnica chitarristica, delle canzoni e della voce. D’Erasmo, da violinista, si concentra sugli arrangiamenti di Robert Kirby “prima figura fondamentale della vita di Drake”.

Seguendo un ordine cronologico i due musicisti presentano live i brani tratti da “Five Leaves Left“(1969), primo album “straordinario, un piccolo miracolo” nonostante Drake avesse solo 21 anni.

In questo tour per ogni tappa Angelini e D’Erasmo sono accompagnati da un amico musicista, per la data barese è stato scelto il contrabbassista Pierpaolo Martino.

Da PogMoon a Songs in a conversation

Day is Done” è stato il primo brano che i due musicisti hanno reinterpretato:

“Il primo che ci ha restituito quella magia che sognavamo di poter vivere vedendo un concerto di Nick Drake”

Rodrigo D’Erasmo

La prima tappa di questo viaggio dedicato a Drake è stata “PongMoon. Sognando Nick Drake“, come ricorda Angelini “abbiamo giocato con il pongo”, la copertina infatti è realizzata con un immagine di plastilina come lo stesso video di Day is Done con le creazioni di Lorenzo Terranera. Seconda tappa è stato un concerto con tanti musicisti estimatori di Nick Drake a Villa Pamphili “una di quelle serate che ti cambiano la vita”, come l’incontro con Robert Kirby a Fiesole. Tra i brani più conosciuti del cantautore inglese c’è sicuramente “River Man“, l’unico dell’album non arrangiato da Kirby. Un brano in 5/4, un tempo poco utilizzato nel jazz.

La prima parte di “Songs in a conversation” si chiude con altri due brani tratti da “Pink Moon“, Way to Blue e Fruit Tree: “disco a cui abbiamo attinto di più, perchè più vicino alle nostre corde. Primo disco su cui molti avevano grandi aspettative, ma che non riuscì ad andare oltre le 5000 copie vendute”. Fu la prima sconfitta, non facile da superare per un ragazzo così giovane.

L’arrangiamento originale di “Way to Blue” era orchestra e voce. “Abbiamo provato a immaginarci come sarebbe potuta essere una chitarra di questo brano”, confida D’Erasmo. Altra canzone iconica è “Fruit Tree” anche per l’aspetto letterario impressionante per un ragazzo di vent’anni. I due musicisti raccontano emozionati di aver avuto il privilegio di avere John Wood nella loro versione di Pink Moon e Know: “altro personaggio cardine della vista di Drake, suo fonico e produttore“.

Ascolti e letture importanti per un ragazzo di vent’anni

Nella poetica di Drake ci sono le sue letture di Camus e William Blake, i suoi ascolti come Bach, la natura che vedeva dalla finestra di casa che restituiscono “un’indagine sulla fragilità dell’animo, della vita e della fama che spesso arriva dopo la morte”, quanto mai profetico nel suo caso.

Joe Boyd è il terzo personaggio fondamentale, il suo produttore, colui che rimette in piedi la squadra dopo la delusione del primo album per tentare un rilancio. L’idea del disco, come si evince dal titolo “Bryter Layter” (1970), è di schiarire la figura di questo “ragazzone timido, introverso, malinconico, delicato e raffinato”. Un disco un pò più pop, ma tante cose non si incastrano con la fase storica “Drake è la persona giusta al momento sbagliato”, chiosa D’Erasmo. Nonostante si tratta di un disco che necessita di una band, i due ci regalano una loro versione di “Hazey Jane I” e “Northern Sky“.

Altro merito di Boyd è stato quello di aver fissato una clausola per cui i dischi di Drake dovevano essere ristampati e sempre presenti nei cataloghi dell’Island, anche dopo aver venduto tutto il catalogo della sua etichetta ad una major.

Drake, il dramma “collettivo” dell’accordatura e il rifiuto dell’esibizione live

Tra le caratteristiche di Drake c’è la scelta di un’accordatura diversa per ogni brano e l’utilizzo del capotasto che implicava un ulteriore controllo successivo: “oggi riusciamo a farlo senza provocare del malessere nei confronti del pubblico”, confida Angelini. Non era così all’epoca di Drake, quando tra un brano e l’altro l’accordatura portava via 5 lunghissimi minuti, che il pubblico, in attesa dell’artista principale, mal sopportava. Di qui la scelta di non volersi esibire più dal vivo e delle sue rare esibizioni live non c’è alcuna traccia video.

Pink Moon

Il capitolo finale della carriera e della sua esistenza è “Pink Moon“, un disco disperato e meraviglioso, lo definisce Rodrigo, semplice, libero da orpelli: “io questo sono, la mia chitarra e la mia voce”. L’ultima traccia del disco è “From the Morning“, nel documentario e nel disco Angelini e D’Erasmo sono accompagnati dalla voce di Adele Nigro.

Nick Drake e Vittorio Camardese: punti in comune e affinità

Roberto Angelini, in uno dei suoi “pop-up” durante il live, racconta come ci sia un filo che unisce la melodia di Drake incompreso in vita, riscoperto poi, con il mondo ritmico del chitarrista italiano Vittorio Camardese, suo padre putativo. “Sono cresciuto in un ambiente straordinario, incontri con musicisti (foto da piccolo con Chet Baker), Vittorio suonava spesso a casa e lo faceva in un modo particolare”.

Altro aspetto che ha accomunato Camardese e Drake è la depressione: “Nick Drake da insuccesso, Vittorio per la fine del matrimonio con mia madre”. Grazie a un video recuperato dalle Teche Rai di un programma in cui Camardese suonava negli anni ’60, caricato da Angelini su YouTube, suo padre ha un posto meritato tra i chitarristi che utilizzavano quella particolare tecnica chiamata “tapping”.

Come alla fine degli anni ’90 successe alla musica di Drake, quando un pubblicitario tedesco scelse “Pink Moon” per il lancio della Wolksvagen Cabrio. Questo fece sì che il cantautore inglese e la sua musica tornassero a essere considerati e a circolare anche con le colonne sonore di film.

La musica e i testi senza tempo: ispirazione per le generazioni successive

Parasite” e “Place to Be” sono due tra i brani più attuali di Drake, tratti da “Pink Moon” album che lo ha consegnato alla storia e l’ha anche dettata. “Tanti cantautori dagli anni ’90 – precisa D’Erasmo – si sono riappropriati di questo rapporto intimo con lo strumento come Smith, Damien Rice, Kings of Convenience, creando un nuovo movimento di musica acustica. Fino anche a musicisti più lontani come Kurt Cobaine e Thom Yorke. “Parasite e Place to Be sarebbero potuti essere tranquillamente due brani dei Radiohead”.

Angelini e D’Erasmo, prima del bis con “Saturday Sun“, ringraziano il pubblico e lo invitano a tornare a vedere i concerti, anche quelli brutti: “è davvero importante”. Ringraziamenti anche per Daniele “ilmafio” Tortora, tecnico del suono e produttore del disco Songs in a Conversation.

Scaletta
  • Cello Song
  • Three Hours
  • Day is Done
  • River Man
  • Way to Blue
  • Fruit Tree
  • Hazey Jane I
  • Northern Sky
  • From the Morning
  • Parasite
  • Place to Be
  • Pink Moon
  • Harvest Breed
  • Saturday Sun (bis)

a cura di
Mariangela Cuscito
foto di
Iolanda Pompilio

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