In un istante di Andrea Petrucci

In un istante di Andrea Petrucci
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In un istante è il nuovo singolo del cantautore Andrea Petrucci. Un brano scritto in parte dalla compagna che ci ha lasciato prematuramente. Un pezzo intenso non solo per quel che vi è dietro, ma anche perché facilmente ci si immedesima nel testo.

Andrea Petrucci, classe 1981, si appassiona alla musica da bambino grazie ai Queen. A 17 anni inizia la sua carriera sui palchi e non li ha mai più abbandonati. All’attivo ha album e singoli che lo hanno portato ad essere conosciuto e creare un seguito. Oggi esce con “In un istante“. Per voi abbiamo deciso di intervistarlo cosi da conoscerlo un po’ meglio.

In un istante la tua nuova canzone è dedicata alla memoria della tua ragazza, innanzitutto ti porgo le mie più sentite condoglianze, come hai vissuto la stesura e l’uscita del pezzo? Immagino le emozioni che ti hanno spinto a scriverlo, immagino tu abbia avuto bisogno di tirare fuori il dolore e plasmarlo affinché facesse meno male, ma che altro ti ha spinto a esternare così le emozioni?

Ciao, grazie per le condoglianze. È stato ed è tuttora un momento di grande riflessione per quanto riguarda la mia vita personale. La stesura del brano l’ho vissuta sempre con il groppo alla gola, una sensazione che ti emoziona e che ti prende totalmente. La canzone è nata dalla penna di Valeria, scomparsa l’11 agosto di quest’anno. Lei, ingegnere elettronico, professoressa, musicista e poeta, l’aveva dedicata a me. Una sera, rientrando a casa, l’ho sentita suonare questa melodia al pianoforte, confessandomi poi che era per me. Mi sono commosso. Fortunatamente, sono riuscito a farle sentire il brano cantato da me in un demo, anche se non completo. Successivamente l’ho terminato e questo è il risultato. Volevo onorarla e continuerò a farlo, è stata una donna che ha sofferto molto e deve essere onorata anche per quello che ha rappresentato nella mia vita e nella società. La musica per me è una grande terapia del dolore e, per questo, devo ringraziarla. 

Ascoltando In un istante non ho potuto fare a meno di emozionarmi a mia volta, la scelta delle parole e la scrittura, per semplice che sia, ti porta per mano nella vostra storia, in quella piccola parentesi da voi vissuta, ti aspettavi che gli ascoltatori potessero immedesimarti così tanto col tuo pezzo?

Sono stati sei anni intensi, di cui due nella malattia. Ho fatto di tutto per poter esserle di supporto, sia per la mente che per il fisico. Vedere la propria compagna andarsene all’età di 40 anni è un dolore immenso, un vero dramma. Gran parte delle parole sono di Valeria, io l’ho completata. È una storia di tutti i giorni ma che ti prende fino al cuore ed è per questo che la gente riesce a farla propria. Quindi sì, un po’ immaginavo che le persone potessero immedesimarsi.

Il periodo attuale, in cui una pandemia pare aver preso il dominio su tutto, ti ha portato alla stesura di nuovi pezzi e quindi alla creatività o all’opposto ha spento ogni possibile stilla creativa?

Diciamo che il mio ultimo album “Il coraggio è tra le braccia di un sogno”, uscito a giugno 2020, è frutto della pandemia e della tragedia personale che stavo vivendo. Penso fossimo solo io e Valeria in autostrada verso gli ospedali nel periodo di lockdown.  L’attuale emergenza sanitaria ha solo influito negativamente negli eventi live che purtroppo non ci sono. La creatività, invece, è più accesa che mai, infatti, sto preparando nuovi lavori per il prossimo anno.

In un istante è un singolo che preannuncia un EP o uno dei tanti singoli freschi sul mercato discografico? A proposito di questo come ci si sente a navigare in questo periodo così pregno di nuovi artisti e nuovi pezzi?

In un istante è solo un singolo per chiudere quest’anno ed onorare il mio amore scomparso. Sto già lavorando ad un nuovo album e potrei anche inserire una versione inedita di questo brano, mai dire mai. Tra i diversi progetti mi piacerebbe anche scrivere un libro su la storia mia e di Valeria. 

Navigare tra tanti artisti, invece, non mi tocca particolarmente, anche perché abbiamo tutti brani molto diversi tra di loro e completamente opposti.

Se dovessi collocarti in una branchia musicale quale sceglieresti?

Non saprei, nei miei lavori precedenti ho sempre mantenuto una linea pop nei testi e nelle melodie ma negli arrangiamenti mi piace navigare su tanti generi come per esempio il rock e il blues. Cerco di essere fedele a me stesso, ma ho anche cantato brani dance e mi piacerebbe tornare ad incidere qualcosa in inglese.

Un abbraccio a tutti i lettori.

Andrea

a cura di
Iolanda Pompilio

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