Pieces of a Woman: quando il lutto è anche rinascita

Pieces of a Woman: quando il lutto è anche rinascita
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Pieces of a Woman è la nuova pellicola approdata su Netflix alle porte del 2021.

Il film è diretto da Kornél Mundruczó, al suo primo lavoro in lingua inglese, la sceneggiatura è curata da Kata Wéber.

È stato presentato in concorso alla 77esima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, durante la quale è stata premiata Vanessa Kirby per la miglior interpretazione femminile.

La Wéber, ex moglie di Mundruczó, ha usato come soggetto per la sceneggiatura una vicenda realmente accaduta a lei e al suo ex marito.

Di cosa parla Pieces of a Woman?

Martha Weiss (Vanessa Kirby) e il compagno Sean Carson (Shia LaBeouf) decidono di mettere al mondo la propria bambina con un parto in casa, ma durante il parto qualcosa va storto, forse a causa di un probabile errore da parte dell’ostetrica, e perdono per cui la bambina.

La storia ruota attorno a questo grande lutto che, inevitabilmente colpisce non solo Martha e Sean, ma anche tutte le persone le quali, in un modo o nell’altro, hanno accompagnato la coppia in questi lunghi mesi.

Ed è così che, come il titolo stesso del film fa intendere, vengono sviscerati in maniera diretta, non troppo delicata, tutti i pezzi che una donna deve raccogliere quando subisce una perdita del genere.

La perdita

Martha e Sean sono una coppia affiatata ma che inevitabilmente dopo la morte della bambina subiscono una forte spaccatura data soprattutto dal modo, molto diverso, in cui i due affrontano la perdita.

Martha, interpretata dalla talentuosa Vanessa Kirby, cade in un profondo tunnel, una depressione che la porta a vivere i mesi successivi in modo totalmente distaccato da tutto e tutti, trascinandosi giorno per giorno come se fosse l’ombra di sé stessa.

Oltre alla perdita deve affrontare anche il cambiamento del suo corpo, che le fa da monito, ricordandole quello che ha perso.

Vanessa Kirby è stata magistrale nell’interpretazione, facendo trasparire ad ogni singolo respiro la sofferenza di Martha, e il senso di vuoto che l’ha accompagnata durante tutto il percorso.

Sean invece, interpretato in maniera altrettanto eccezionale da Shia LaBeouf, butta fuori tutto il suo dolore, affrontandolo in maniera quasi trasparente.

E seppur a fin di bene, Sean cerca in tutti i modi (soprattutto secondo i suoi modi) di aiutare Martha, ma con scarsi risultati.

Il lutto

Quello che Martha e Sean affrontano è un avvenimento purtroppo comune a molte coppie.

In a Pieces of a Woman, il lutto non resta intimo, ma ne diviene una questione civile, data dalla presunta colpevolezza dell’ostetrica.

Così la madre di Martha e Sean decidono di portare in tribunale l’ostetrica, gesto, questo, che vuole essere soltanto un modo per trovare il capro espiatorio di quello che è successo, pensando che trovando un colpevole si possa superare così la morte della bambina.

Il lutto diviene così esposto, obbligato ad essere affrontato secondo i tempi degli altri e non protetto dall’intimità del dolore della coppia.

La rinascita

Alla fine, piano piano Martha arriva alla consapevolezza che il dolore e la sofferenza possono essere un punto di partenza e di rinascita.

Questo non vuol dire che lei abbia dimenticato, così come Sean, quello che è accaduto, ma piuttosto il fatto che la vita essendo una e una soltanto, nonostante tutto debba essere vissuta, tenendo sempre stretto nel cuore quel ricordo.

C’è un importante elemento simbolico che durante il film segue tutte le fasi che attraversa Martha ed è la mela.

Quella mela che all’inizio le racconta e le ricorda la bambina, dalla quale raccoglie i semi all’interno e da cui poi nasceranno dei germogli.

Un particolare che personalmente mi ha cullata durante tutta la visione del film, e che in un certo senso mi ha fatto sperare che, infondo, la luce in questo tunnel sarebbe arrivata.

Perché guardare Pieces of a Woman?

Pieces of a Woman non è un film semplice e non vuole esserlo, è una pellicola che racconta una storia di una donna, anzi, di molte donne.

Racconta della resilienza e di quanta forza ci voglia per poter riuscire a superare un momento del genere.

Vanessa Kirby e Shia LaBeouf insieme sono chimica e forza pura e la loro storia inizialmente ti trascina giù per poi, verso la fine, ritirarti su come la risacca del mare.

Non è una pellicola che vuole darti una carezza, è un film che decide di dare spazio e voce a quelle coppie che purtroppo si ritrovano a vivere situazioni del genere, e di quanta delicatezza ci vorrebbe nei loro confronti e quante volte, la delicatezza e il rispetto, seppur millantati, vengono sottovalutati.

a cura di
Francesca Graziano

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Francesca Graziano

Francesca Graziano nasce il 28 aprile del 1992 in un una città nel cuore della Puglia. Trapiantata in Abruzzo intraprende gli studi per diventare una “strizza cervelli”, per gli amici Psicologa Cognitiva, ah si è innamorata delle Neuroscienze, il suo sogno nel cassetto è un dottorato, per quello ci sta ancora lavorando. Dal liceo nutre una passione smodata per il cinema e la letteratura, la sua unica fede è il binge watching. I personaggi dei libri e i protagonisti dei film diventano i suoi migliori amici, la sua deformazione professionale la porta ad analizzarli in maniera compulsiva. Si cela in lei un estremo lato nerd, i film della Marvel e gli Anime le fanno perdere la testa. Si definisce Romantica, per scelta.

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