Intervista a Kevin Pike, tra effetti speciali ed Intelligenza Artificiale

Senza ombra di dubbio quando si parla di cult anni 80 non può che venire in mente “Ritorno al Futuro”, un film precursore nell’utilizzo di effetti speciali e con una visione diversa della fantascienza. A 40 anni di distanza, oggi la passione per quella pellicola non è scomparsa e Back in Time – The Exhibition l’ha rilanciata in Italia. In quest’occasione abbiamo potuto intervistare Kevin Pike, ecco le sue parole.

All’Inaugurazione della mostra Back in Time – The Exhibition abbiamo avuto l’occasione di intervistare Kevin Pike, supervisore agli effetti speciali di Ritorno al Futuro e di tanti altri film, con cui abbiamo parlato dell’evoluzione degli effetti speciali nel cinema e dell’utilizzo dell’AI nello stesso.

Buongiorno Kevin, lei ha supervisionato gli effetti speciali di alcuni dei più grandi capolavori degli anni ’80 come Ritorno al Futuro, Lo Squalo, Indiana Jones e il tempio maledetto e Moonwalker negli anni ’90. Cosa pensa dell’evoluzione che gli effetti speciali hanno avuto in questi 40 anni? Tutto questo ti affascina o pensi che fosse meglio prima?

Siamo in un mondo dove tutto cambia, prima avevamo la radio e la TV, avevamo le videocassette. Poi il computer e la computer grafica. Il mondo cambia.

All’epoca usavamo dadi e bulloni, costruivamo le cose, le fabbricavamo e le facevamo funzionare. In questo mondo ci ho vissuto per 50 anni ed è stata un’esperienza meravigliosa poter creare un universo meccanico che eseguiva ciò che gli veniva chiesto. Costruire uno squalo di 25 piedi che saltasse fuori dall’acqua, affondasse una barca e mangiasse un ragazzo, nel 1974 senza computer è stata una sfida incredibile.

Poi è arrivato questo strumento e quindi abbiamo dovuto celebrare un matrimonio tra il digitale ed il reale, continuando ad utilizzare oggetti di scena meccanici (che non sono scomparsi mai). Una persona che, ad oggi, continua ad utilizzare questo mix è Michael Bay. Un ottimo regista, che si è sempre assicurato di raggiungere la combinazione perfetta tra questi due elementi.

Bay è sempre stato pro meccanica, essendo più semplice da eseguire e portando in scena un aspetto più realistico degli effetti visivi (essendo stato sul set di Trasformers 3 posso confermare queste cose, i soli robot erano fatti in piena CGI ndr.): molti degli effetti speciali che facciamo tutt’ora presentano componenti meccaniche proprio per questo motivo.

L’intelligenza artificiale è sempre più presente nel mondo di oggi. Pensa che possa aiutare nella creazione di effetti speciali? È d’accordo nel suo utilizzo? 

Penso sia una buona cosa, perché ogni tecnica aiuta a migliorare l’arte. Prima avevamo i pennelli, avevamo i bastoni, ora abbiamo questo. Possiamo fabbricare oggetti troppo velocemente senza il coinvolgimento artistico, ma se questo processo di realizzazione lo rendi un’impresa artistica con un ragionamento dietro, allora sono a favore dell’utilizzo dell’AI.

Credo che però ci siano molti problemi, come in alcuni casi. Prendiamo per esempio il nuovo Star Wars con il volto di Carrie Fisher ricreato con l’intelligenza artificiale. Pensa sia giusto questo utilizzo sugli attori che ormai non ci sono più?

È una domanda interessante. Non sono sicuro che sia giusto rimpiazzare l’attore deceduto, ma prova a pensare di utilizzare l’AI per un film come Benjamin Button. Certo, David Fincher e Brad Pitt sono stati incredibilmente brillanti, ma noi usavamo il trucco. E avere una tecnica nuova come questa, se usata nella maniera corretta, porterebbe ad un risultato reale.

Pensa ad esempio ad Harrison Ford. Sta invecchiando, ma devi farlo sembrare più giovane. Grazie all’AI abbiamo visto il suo ringiovanimento in Indiana Jones 5! Al momento continuano ad esserci ancora dei problemi di utilizzo, ma penso che una volta che tutto sarà sistemato sarà una meravigliosa tecnica da usare, secondo il mio umile parere.

Sono a favore del futuro!

a cura di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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