Dio ride, il nuovo film di Giovanni Veronesi, avrà l’onore di chiudere l’83ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.
Dio ride, film scritto e diretto da Giovanni Veronesi, sarà presentato in prima mondiale nella serata di chiusura della 83° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
“Venire invitati al Festival di Venezia col tuo film è una gioia simile a quando ritiri le analisi e non c’è nemmeno un asterisco. È tutto perfetto“.
Giovanni Veronesi
Nel film Pierfrancesco Favino nei panni di frate Leopoldo e Silvio Orlando in quelli del Cardinale Maculani. Nel cast anche Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo X.

Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il racconto mette al centro la libertà e il rapporto tra l’uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra.
Il film è scritto da Giovanni Veronesi, Nicola Baldini, Gianluca Bernardini, Nicola Deorsola con la collaborazione di Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga.
Dio ride è una produzione Indiana Production – una società VUELTA, Piperfilm e Ogi Film in collaborazione con Netflix ed è prodotto da Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Marco Cohen, Luisa Borella e Davide Novelli per Piperfilm. Il film uscirà nelle sale il
La fotografia è a cura di Maurizio Calvesi, la scenografia di Carmine Guarino, i costumi sono di Carlo Poggioli, il trucco di Alessandra Vita, le acconciature di Rodolfo Sifari, le musiche sono firmate da Paolo Buonvino e il casting da Nicola Deorsola.
Sinossi
Nel cuore del ‘600 c’è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia. Mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque, mentre le chiese si svuotano.
Quel clamore arriva fino a Roma e l’eco di quella voce ha un suono pericoloso per chi ormai governa attraverso la paura; il Papa decide di affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce ha lasciato negli altri.
a cura di
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