Dal 1 luglio al 10 gennaio 2027, Jurassic World: The Experience arriva a MilanoSesto come unica tappa italiana dell’evento immersivo ispirato alla celebre saga cinematografica. Il pubblico diventa protagonista di un incredibile viaggio sensoriale tra dinosauri iperrealistici a grandezza naturale!
Oltre 30 anni fa Jurassic Park cambiava per sempre l’immaginario dei blockbuster, trasformando il fascino dei dinosauri in un fenomeno che ha ridefinito completamente il concetto stesso di stupore al cinema. Da quella rivoluzione – firmata da Steven Spielberg – è nata una saga capace di attraversare generazioni, proseguita poi con i film di Jurassic World, che hanno riacceso l’interesse verso gli antichi residenti della nostra Terra.
È proprio su questo immaginario che si fonda Jurassic World: The Experience, l’evento immersivo che approda a MilanoSesto come unica tappa italiana. Dal 1 luglio al 10 gennaio 2027, l’area si trasforma nella leggendaria Isola Nublar, offrendo al pubblico un percorso esperienziale tra ambienti tropicali, visite ai laboratori e dinosauri a grandezza naturale.
Dopo aver conquistato alcune delle principali metropoli internazionali – da Londra a Madrid, passando per città come Parigi, Toronto e Sydney – l’experience arriva in Italia con l’obiettivo di replicare un successo già consolidato: oltre otto milioni di visitatori dal suo debutto nel 2016.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Universal Destinations & Experiences, NEON e Animax Designs, realtà specializzata nella creazione di dinosauri animatronici iperrealistici, e in Italia è presentato da Alveare Produzioni in collaborazione con LETSGO Company. L’obiettivo è chiaro: trasformare uno spazio espositivo in un viaggio sensoriale tra scienza, tecnologia e intrattenimento, pensato per un pubblico variegato di tutte le età.
La conferenza stampa
La conferenza stampa dell’esperienza si è aperta con l’intervento di Gianmario Longoni, direttore di Alveare Produzioni, che ha sottolineato la volontà di portare in Italia contenuti “esclusivi, importanti e soprattutto coinvolgenti”, capaci di dialogare con un pubblico ampio e trasversale. L’arrivo dell’Experience viene letto come un tassello strategico per MilanoSesto, già sede in passato di grandi eventi immersivi come il Cirque du Soleil, e come un’opportunità per consolidare l’area come hub di intrattenimento culturale, accessibile a un vasto bacino di pubblico.
Accanto alla produzione italiana, hanno preso la parola i partner internazionali, Ron Tan di NEON e Iñaki Fernández di LETSGO, che hanno raccontato la portata globale del progetto, che si inserisce in un circuito ormai consolidato di produzioni itineranti. Oltre otto milioni di visitatori nel mondo e un successo già comprovato in città come Madrid, dove l’esperienza ha registrato centinaia di migliaia di biglietti venduti in pochi mesi. Il progetto è stato descritto come una produzione dal valore complessivo di circa 20 milioni di dollari, frutto di una collaborazione tra Universal Destinations & Experiences, NEONe Animax Designs.
Al centro del racconto, l’idea di un’esperienza che non è né mostra né parco tematico tradizionale, ma una forma ibrida di intrattenimento immersivo: un percorso narrativo in cui il visitatore diventa parte integrante dell’Isola Nublar, muovendosi all’interno di scenografie fisiche popolate da dinosauri a grandezza naturale.
Un elemento ricorrente nel racconto è proprio la logica itinerante del progetto, pensato per viaggiare tra grandi capitali internazionali e adattarsi a spazi differenti, mantenendo però invariata la struttura scenica e narrativa. Una scelta che, come è stato sottolineato, richiede un forte equilibrio tra standardizzazione tecnica e resa immersa.

In chiusura, gli organizzatori hanno ribadito la doppia natura dell’esperienza: da un lato intrattenimento family-friendly, dall’altro un progetto che utilizza la spettacolarità per riattivare una riflessione più ampia sul rapporto tra uomo, tecnologia e natura. Un equilibrio tra immaginario e realtà che rappresenta uno dei punti chiave dell’intera operazione.
Il viaggio dentro l’isola Nublar
L’ingresso a Jurassic World: The Experience è costruito come una vera e propria discesa narrativa all’interno dell’universo della saga. Il percorso inizia con l’ingresso in una stanza che simula l’imbarco su una nave diretta verso l’Isola Nublar: un’assistente di bordo introduce il viaggio attraverso un video preparatorio, che prepara il terreno per ciò a cui presto assisteremo.
Una volta “sbarcati”, l’impatto è immediato: l’area si apre su una scenografia tropicale estremamente immersiva. Oltre il cancello del parco (che presenta l’iconico titolo) titaneggia un imponente Brachiosauro, la cui presenza domina lo spazio: il collo si muove lentamente, la pelle sembra viva e la percezione immediata è quella di trovarsi davanti a un vero dinosauro. È solo l’inizio e già ci si sente travolti da un irrazionale senso di meraviglia che mette in discussione il nostro senso del reale: qualcosa che solo al cinema eravamo riusciti a provare fino a questo momento.

Proseguendo più avanti troviamo un massiccio ma tenerissimo Vagaceratopo, accompagnato dal suo cucciolo, che introduce così, immediatamente, una dimensione più familiare dell’ecosistema del parco. Da questo momento in poi, alle meraviglie seguiranno sempre il senso di scoperta e di grande attenzione a queste creature.

Avanzando ancora, ci ritroviamo nel laboratorio di John Hammond, dove vengono mostrati i passaggi della creazione: le zanzare intrappolate nell’ambra per ricavarne il DNA per i dinosauri, le incubatrici con le uova ancora schiuse e dei piccoli esemplari neonati di Parasaurolofo che si muovono all’interno delle teche.
In questa sezione due scienziate accompagnano il pubblico nella spiegazione delle peculiarità del Pteranodonte, mentre ne cullano un giovanissimo esemplare.

Uno degli aspetti più riusciti dell’intera esperienza è che, dietro l’effetto wow e il puro intrattenimento, si propone al visitatore anche una forte componente didattica: tutto il personale del parco arricchiche ogni tappa del percorso con spiegazioni sulle caratteristiche biologiche e comportamentali delle varie specie, trasformando la visita in un momento di divulgazione scientifica, che non risulta tediosa, ma, anzi, rispettosa anche della coerenza interna dei film.
Per esempio, proprio il Pteranodonte ci viene raccontato come un dinosauro pescivoro che crescendo sviluppa un’apertura alare fino a sette metri. Un dinosauro privo di denti ma dotato di un forte becco e, per questo, molto simile ai gabbiani. I maschi sono distinguibili per via delle loro creste più ornate, ma le guide ci tranquillizzano riportando come nel parco ci siano solo e unicamente esemplari femmine di tutti i dinosauri per impedirne la riproduzione e controllare l’ecosistema (come nei film).
La visita prosegue in un’area di scavi di reperti, dove ci attende anche l’enorme cranio di un Tirannosauro. Altre guide poi portano ai visitatori il cucciolo Bumpy, l’Anchilosauro protagonista della serie animata Jurassic World: Camp Cretaceous. Vederlo dal vivo, piccolo e giocoso – batte anche la coda quando gli viene detto “batti cinque” -, crea un forte contrasto con ciò che diventerà: una creatura destinata a raggiungere dimensioni imponenti, fino a nove metri di lunghezza.

Uno dei momenti più spettacolari è poi lo show con l’addestratore di Velociraptor, chiaramente ispirato alla figura di Owen Grady (Chris Pratt): il pubblico si trova faccia a faccia con il raptor Blue, separata solo da una barriera di sicurezza. Il movimento realistico e imprevedibile della creatura, che si agita nervosa dentro la gabbia, rafforza l’illusione di trovarsi davvero davanti a un predatore intelligente e pericoloso.

Più avanti ci attendono le versioni adulte di un Anchilosauro e di un Parasaurolofo – rispettivamente le controparti cresciute dei cuccioli che avevamo visto prima -, entrambe talmente realistiche da fare accapponare la pelle. Anche in questo caso, la forza dell’esperienza mette in contrasto l’aspetto imponente di queste creature con la loro natura erbivora e pacifica.


Il percorso giunge alla fase finale, quando qualcosa sembra andare fuori controllo: sirene, allarmi e caos improvviso interrompono la visita. Un Carnotauro e un Tirannosauro sembrano fuoriusciti dalle loro aree di contenimento, generando una sequenza di panico controllato che culmina nella fuga del pubblico verso la zona di sicurezza e, infine, verso l’uscita.


Un’esperienza imperdibile
Jurassic World: The Experience arriva a Milano come un’operazione che va oltre la semplice mostra e si colloca in quella zona ibrida tra cinema, teatro e parco tematico che oggi rappresenta una delle forme più efficaci di intrattenimento immersivo. È un’esperienza costruita per sorprendere continuamente, alternando spettacolarità, cura al dettaglio e riuscendo davvero nell’illusione di farci sentire realmente tra veri dinosauri.
Tra animatronici avanzatissimi, scenografie estremamente curate e un uso intelligente e interattivo della narrazione guidata, l’Experience costruisce un percorso che funziona tanto sul piano dello stupore quanto su quello del puro apprendimento.

Jurassic World: The Experience è uno di quegli eventi che non ha bisogno di molte spiegazioni: va vissuto con amici per tuffarsi dentro l’isola di Nublar. Per un’ora, la finzione del cinema smette di esistere solo sullo schermo e diventa l’ambiente circostante in cui lasciarsi sopraffare dalla meraviglia.
a cura di
Alfonso La Manna

