Ci sono dischi che cercano risposte e altri che preferiscono restare in bilico tra le domande. Morfina e Seven Up, il nuovo EP dei mondocane!, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. È un lavoro che non accompagna l’ascoltatore per mano, ma lo invita a entrare in un paesaggio emotivo fatto di chiaroscuri, dove ogni brano aggiunge un tassello a un racconto volutamente incompleto.

Le cinque tracce scorrono come sequenze di un film indipendente: immagini veloci, dialoghi sospesi, silenzi che pesano quanto le parole. I mondocane! continuano a costruire il loro universo senza ricorrere a slogan o ritornelli rassicuranti. Preferiscono affidarsi alle atmosfere, ai dettagli sonori e a testi che suggeriscono più di quanto raccontino.
L’EP nasce da un processo creativo più compatto rispetto al debutto del 2024, e questa scelta si riflette in una maggiore coerenza. Ogni brano sembra dialogare con quello successivo, creando un flusso continuo in cui malinconia, inquietudine e desiderio di evasione convivono senza mai prevalere l’uno sull’altro.
“Deià” rappresenta il volto più luminoso del disco, ma è una luce crepuscolare, quella degli ultimi minuti di un’estate destinata a finire. La title track, invece, gioca sul contrasto tra ritmo e contenuto, trasformando una melodia coinvolgente in una riflessione sottile sulle dipendenze che scandiscono la quotidianità, spesso senza che ce ne accorgiamo.
Il momento più sorprendente arriva con “Supernova”. La presenza di Marco Costa non è una semplice partecipazione, ma un elemento che modifica profondamente il brano. Le due voci si rincorrono, si sovrappongono e si scontrano, dando vita a un dialogo che amplifica il senso di tensione e smarrimento. È uno dei passaggi più intensi dell’intero lavoro.
“Levante” abbassa i toni ma non l’intensità. Il pianoforte, continuamente attraversato da disturbi elettronici, accompagna una canzone che parla della fragilità dei sentimenti senza indulgere nel sentimentalismo. È forse il brano più coraggioso dell’EP, perché sceglie la sottrazione invece dell’enfasi.
Dal punto di vista sonoro, Morfina e Seven Up conferma la volontà dei mondocane! di sfuggire alle etichette. Alternative rock, trip hop, elettronica e suggestioni post-punk convivono con naturalezza, senza che nessun elemento prenda il sopravvento. Tutto è al servizio dell’atmosfera.
Più che un semplice secondo capitolo, questo EP rappresenta una dichiarazione d’intenti. I mondocane! dimostrano di avere una visione precisa, fatta di ricerca, identità e coraggio. In un panorama musicale che spesso rincorre l’immediatezza, scelgono invece la profondità, costruendo un disco che rivela nuove sfumature a ogni ascolto e che conferma la loro capacità di trasformare le inquietudini contemporanee in musica.
a cura di
Cristina Cerioni

