Dopo Sanremo ed il tour nei palazzetti, Fulminacci torna a suonare all’aperto ed è la colonna sonora perfetta per la nostra estate
Il Flowers Festival si riconferma un successo anche quest’anno e nella serata di ieri è stato Fulminacci a conquistare il pubblico di Collegno con uno spettacolo coinvolgente, intenso e capace di mantenere alta l’energia per quasi due ore, alternando leggerezza, ironia ed emozione.
Il caldo intenso non ha fermato i seimila presenti che nell’attesa dell’headliner Fulminacci hanno potuto ascoltare prima SCAR, cantautore indie-pop classe ’94, e Labadessa, sfaccettato ed ironico artista napoletano.
Poco dopo le 22.30 il cantautore romano si presenta sul palco accompagnato dalla sua insostituibile band, con il primo pezzo che è proprio “Forte la banda“, seguito da due brani dell’ultimo album, “Indispensabile” e “Da qualche parte in Italia“.
Con “Brutte compagnie” e “Niente di particolare” il pubblico è totalmente coinvolto e pronto per l’ondata emotiva de “Le biciclette” e “+1“, due dei brani che più fanno luccicare gli occhi ai presenti.
Approfitta di una pausa per dedicare simpatici ringraziamenti al pubblico di casa e si prosegue con un ritmo incalzante ma mai frettoloso, che permette a Fulminacci di mostrare tutte le sfaccettature del suo repertorio, passando con naturalezza da atmosfere più intime a sonorità decisamente più energiche: pop, cantautorato, rock, funk e influenze indie convivono in uno spettacolo che non appare mai ripetitivo e che trova nella dimensione live la sua massima espressione.
“Aglio e olio” è cantata a squarciagola dal pubblico che compensa la mancanza di Willie Peyote come ospite, “Sottocosto” ha il sapore dell’estate e dei ghiaccioli mangiati sulle sedie di plastica nei campeggi accanto alla tua crush.
L’atmosfera diventa più intima, compaiono gli sgabelli e le chitarre acustiche, per il blocco di brani che include “Tutto bene“, “Nulla di stupefacente” (una vera perla dell’ultimo album), “Una sera” e “San Giovanni” con la partecipazione delle voci di tutti i presenti.

Ma è con “Meno di zero” che il ritmo si alza definitivamente e Fulminacci scherza: “Ci eravamo dimenticati di ballare“. Da quel momento lui e la band non si fermano più e ci regalano le magnifiche coreografie di cui avevamo avuto assaggi già nei live precedenti ma che sono ancora più memorabili del solito.
A “Borghese in borghese” seguono “Maledetto me“, perfetta hit estiva, “Casomai“, “Tutto inutile” (che per dirla in maniera tecnica, gasa tremendamente), “Spacca” e “Tattica” con il suo balletto iconico.
“Baciami baciami” e l’energia rock di “Tommaso” ci accompagnano verso il finale del live.
Filippo torna sul palco per gli ultimi due brani, quelli con cui ha partecipato a Sanremo: “Santa Marinella” e “Stupida sfortuna” sono il saluto perfetto per un pubblico torinese entusiasta e soddisfatto.
Fulminacci convince sotto ogni punto di vista: una prova vocale impeccabile, tiene il palco con disinvoltura, dialoga con il pubblico e riesce a mantenere alta l’attenzione per tutta la durata del concerto. Al suo fianco una band capace di passare con naturalezza tra sonorità diverse e di dare ulteriore forza a un repertorio già ricco di sfumature.
Il nostro suggerimento è di non lasciarvi scappare l’occasione di vedere dal vivo uno dei maggiori talenti del panorama musicale italiano contemporaneo.
Scaletta
- Intro
- Forte la banda
- Indispensabile
- Da qualche parte in Italia
- Brutte compagnie
- Niente di particolare
- Le biciclette
- +1
- Aglio e olio
- Sottocosto
- L’avventura
- Tutto bene
- Nulla di stupefacente
- Una sera
- San Giovanni
- Meno di zero
- Borghese in borghese
- Maledetto me
- Casomai
- Tutto inutile
- Spacca
- Tattica
- Baciami baciami
- Tommaso
ENCORE - 25. Santa Marinella
- 26. Stupida sfortuna
LaBadessa:
Fulminacci:
a cura di
Arianna Spennacchio
foto di
Andrea Munaretto





























