Halsey – Parco della Musica, Milano – 24 giugno 2026

Torna dopo sette anni SETTE Halsey nel nostro Paese nell’ambito del suo tour europeo estivo “The girl in the tower”.

Aspiravamo da tempo nel vedere Halsey dal vivo, sempre tanto blasonata per certi periodi, mentre in altri abbastanza un’ombra che spariva dalle scene. Questa in realtà é una se non l’unica data in cui non è presente in un festival in Europa, quindi abbiamo potuto assaporare la “vera” Halsey in concerto.

La location del Parco della Musica è nuova per noi e dobbiamo dire che è una bella cornice in cui svolgere dei live, soprattutto l’acustica, se non per qualche aereo di passaggio da Linate, è stata molto buona che a Milano nelle location estive non è scontato, anzi tutt’altro.

Ad aprire la serata ci ha pensato Clara che a parer nostro, non è troppo in linea con Halsey come genere e sinceramente non ci sembra il caso di piazzarla ovunque giusto per “pomparla” a manetta. A parer nostro potevano essere scelte altre artiste più in linea e invece, ma questo è solo un piccolo neo della serata di ieri.

Arriva Halsey

Una volta archiviata questa pratica, avevamo un hype importante per Halsey soprattutto perché non volevamo restare delusi dopo il caldo, i viaggi e le attese. La regina della serata ha messo subito in chiaro le cose e man mano che ha proceduto abbiamo capito che cosa sarebbe stato.

Halsey ha praticamente riarrangiato tutte le tracce in chiave rock, con la band, il fuoco e le riprese sul palco ha decisamente riscaldato ancora di più (per quanto possibile) Milan. Sul palco è una bestia soprattutto in questa veste da rocker, certe canzoni che ci hanno entusiasmato dal vivo come la stessa “I am not a woman, I’m a god” o “You asked for this” siamo andati ad ascoltarle successivamente e siamo rimasti delusi rispetto alla versione ascoltata dal vivo.

You don’t belong to anybody, but your f*cking self

É stato uno spettacolo di puro empowerment femminile in cui l’artista ha messo in campo un’esibizione estremamente provocatoria, di potenza e di sfogo rispetto a tutti i problemi che l’hanno colpita in passato. Ha speso parole in favore della comunità LGBTQI+, fatto aprire dei circle pit, fermato il concerto per emergenze mediche e fatto un po’ di stand up-comedy: insomma una tuttofare.

Se Halsey facesse un album tutto rock anche in studio con le sue influenze pop e quella voce, potrebbe davvero “scaravoltare” la scena mondiale. Comunque è stata sicuramente una bella serata per avere una panoramica su tutta la discografia che ha fatto uscire negli ultimi sette anni. Speriamo comunque non ne aspetti altri sette per tornare perché ieri ha dimostrato di essere un vero talento e diciamocelo decisamente sottovalutato rispetto a ciò che effettivamente poi sa essere sul palco.

La scaletta del concerto
  • I am not a woman, I’m a god
  • Nightmare (Reprise)
  • Castle
  • Easier than Lying
  • Haunting
  • Dog Years
  • You Asked for This
  • Experiment on Me
  • honey
  • 3am
  • You should be sad
  • Bells in Santa Fe
  • Colors pt. II
  • Colors
  • The Lighthouse
  • Hurricane
  • People disappear here
  • Without Me
  • Lie
  • Gasoline
  • Lonely is the Muse

a cura di
Luca Montanari

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