La Regina Cambiante, fantasy ucronico di Andreina Grieco edito da Plesio, ha debuttato al Salone del Libro 2026 e i lettori lo hanno accolto molto positivamente facendogli registrare un tutto esaurito. Si tratta di un’opera autoconclusiva in cui non mancano azione, politica e (ovviamente) un pizzico di romance. Una storia ambientata in Campania, tra la Reggia di Caserta e la Costiera Amalfitana , che porterà una principessa a fare i conti con una nuova versione di se stessa.
Il modo più veloce che viene in mente per descrivere la Regina Cambiante è :”Lady Oscar incontra gli X-Man”. Come è nata questa combinazione così particolare?
In realtà è nata grazie al Premio Arcimago in cui avevo la necessità di inventare un concept e un pitch che attirassero l’attenzione. Durante la stesura il parallelo con Lady Oscar mi era stato chiaro fin da subito, mentre i poteri mutanti della protagonista e degli altri personaggi hanno tante ispirazioni (come i Pokémon e i videogiochi rpg). Alla fine ho scelto gli X-men perché il sottotesto della “paura del diverso anche quando è eccezionale” è lo stesso.
Quanto è stato difficile combinare la parte fantasy con l’ambientazione storica?
All’inizio ero indecisa tra ambientazione storica e secondary world, perché l’idea che avevo in mente non concordava con la verità storica. Banalmente, ci sono altri personaggi sul trono e il regno non è quello dei Borbone. È stata la Reggia di Caserta a decidere per me, perché l’avevo descritta così bene nei primi capitoli che mi sarebbe dispiaciuto fare qualcosa di “ispirato a”. Ho quindi ripiegato sull‘ucronia che però ha necessitato di spiegazioni più approfondite. Sono partita da un “principio generativo” dell’ucronia e cioè l’avvento dei mutanti 200 anni prima degli eventi. Da lì si dipanano tutte le differenze con la nostra storia. Ho cercato per il resto di aderire il più possibile agli usi e costumi di fine 1700 con diverse chicche per chi ama la storia. Ed esempio Franceschiello il Re Lazzarone riunisce in se due sovrani differenti vissuti in epoche diverse. Franceschiello è Francesco II, mentre Ferdinando IV era soprannominato il lazzarone molto più affettuosamente del mio personaggio.
Come mai ha scelto proprio la Campania come ambientazione del romanzo?
Ho già scritto una dilogia ambientata in Siria e il lavoro di ricerca era stato particolarmente difficile, perché purtroppo i paesi in guerra è come se non esistessero più, per noi occidentali. Mi rimaneva sempre la sensazione di non aver ricercato abbastanza, allora ho deciso di scegliere una ambientazione che avrei potuto descrivere senza tralasciare nessun dettaglio. E quindi perché non proprio i luoghi dove sono cresciuta? Alcuni di questi sono stupendi e meriterebbero più riconoscimento (La Reggia di Caserta, la casina Vanvitelliana sul lago di Fusaro e la costiera amalfitana…per citarne solo alcuni!)

Quale tra i personaggi è stato il più difficile da scrivere e perché?
Mavell/Demone, come dicevamo altrove! È sia un soggetto psichiatrico sia mi ha mandato al manicomio. Descrivere la sua dissociazione mentale in modo che si capisse che fossero due personalità distinte ma allo stesso tempo parti della stessa persona è stato estenuante…contando anche che non ha il suo punto di vista e che è un personaggio molto riservato. Idem per la sua evoluzione “romantica”, ci sono situazioni in cui la protagonista non afferra nulla ma in cui il lettore dovrebbe capire di più. Insomma, chiamate il 118.
Valeria è un personaggio che evolve molto nel corso del romanzo. Nella tua testa il suo percorso era definito fin dall’inizio o è cambiato con il progredire della storia.
L’arco di trasformazione della protagonista a livello interiore segue quello dei suoi poteri e quindi era quello più importante e delicato.
Gli scrittori spesso si dividono in architetti che pianificano tutto e giardinieri che vanno a braccio. Io sono una via di mezzo. Di questo libro avevo in mente la prima metà e vagamente il finale ma ho fatto bene a pianificare solo metà perché, arrivata al midpoint, la protagonista smette di subire il cambiamento ed evolve in un modo molto più attivo. Conoscendola meglio ho potuto seguire le evoluzioni successive per arrivare alla grande trasformazione finale.
Se vivessimo nel modo de La Regina Cambiante…che ti tipo di cambiante saresti?
Penso che sarei molto simile alla protagonista, almeno per 2/3 di libro. Poi lei è un personaggio molto più idealista di me, io sono più pragmatica come sua nonna e come Mavell e quindi avrei cercato di potenziare i poteri relativi alla lettura/scrittura ma senza fare il salto finale verso “altro”.
Quali opere ti hanno influenzato maggiormente durante la nascita e lo sviluppo della storia?
Questa storia è molto millennial, è figlia di tutta l’animazione giapponese degli anni 90/2000 (Lady Oscar è più anni 80 ma io ho visto le repliche). DI ispirazioni letterarie molto poche, lo confesso, ma mi sono ispirata molto a colleghi scrittori di fantasy storico che ho letto in questi anni. Da alcuni, come Titania Blesh o Enzo de Simone, ho imparato il modo di inserire elementi storici senza appesantire il testo.
Cosa speri che il lettore porti con se una volta terminata la lettura?
Io spero che ci sia una vera riflessione sui temi del romanzo, come l’inclusione o anche la necessità di cambiare ma senza perdere ciò che c’è di buono. E già mi hanno detto di voler visitare i luoghi che descrivo, il che per me è sempre una grande gioia. Mi è già capitato chi volesse approfondire il mondo arabo grazie ai miei libri precedenti ma diciamo che andare in Campania è molto più semplice.
a cura di
Laura Losi

