I primi due episodi su Prime Video di questo remake / reboot di Ken il Guerriero ci danno un assaggio di quel che sarà. Ma la domanda rimane: è davvero così orribile?
Siamo alla fine del XX secolo, l’umanità è sconvolta dalle esplosioni atomiche… eccetera eccetera. Conosciamo tutti l’intro di Ken il Guerriero e credo che a molti susciti un leggero brivido lungo la colonna vertebrale, guardando anche il più becero dei telegiornali odierni, per quanto siamo vicini a questa scena.
Bene, ora che abbiamo fatto anche una stoccata verso l’attualità socio-politica mondiale, torniamo a capofitto su questo remake / reboot / ehigenerazionealphaguardatequaquellochevedevamoneglianniottantamaconunpigliopiùgggiovane.
Ken di poche parole, Linn di poche urla (per il momento)
Iniziamo col dire che Ken Il Guerriero – Hokuto No Ken nella veste del 2026 parte garantendo fedeltà nei confronti dell’opera originale, risultando in questi primi due episodi anche più approfondito nella presentazione dei personaggi. Elimina le scenette più ironiche e si prende maggiormente sul serio. Poche battute e qualche dettaglio in più bastano e avanzano per creare già una profondità che nell’opera d’animazione del 1984 richiedeva molti più passaggi.

Burt è un ragazzino opportunista per necessità, ben poco incline all’altruismo e che si stupisce da certe scelte di Ken. Scelte che, tuttavia, sembrano scuotere in lui già qualcosa.
Lynn rimane la solita rompicoglioni. Fortunatamente nell’episodio 1 urla di meno e ripete il nome di Ken solo 4 volte contro le 10 della sua controparte di quarant’anni fa. L’odio nei confronti del suo personaggio non è dunque maturato sin da subito. Bene. Meglio.
Lo stesso successore della Divina Scuola di Hokuto, che qui sin da subito sembra più un santone che un ragazzo con sulle spalle il peso di un presente devastato, ha poche battute, molte meno che nell’originale, ma di gran potenza emotiva.

Merito, va subito detto, anche dell’ottimo lavoro di Maurizio Merluzzo (tutti gli “uattatatata uuaaaattaaahh” sono suoi. Come abbia ancora fiato, non si sa), il quale ha fatto vacillare l’eterosessualità del sottoscritto. Non è un dettaglio che vi interessa o che incide nella discussione generale dell’opera, ma sentivo la necessità di esporlo.
I nemici non sono degli idioti completi
O meglio: i nemici rimangono degli imbecilli, ma sono capaci anche di qualche micro ragionamento: perché i corpi che trovano sembrano essere dilaniati da un’esplosione interna, anziché riportare le classiche lesioni da scazzottata o da arma?
Banalità, ma è una piccola sfumatura in più che non fa male.
Altra finezza che il sottoscritto ha apprezzato è proprio quella dei corpi trucidati da Kenshiro: non scompaiono. Le esplosioni sono topiche, localizzate, impressionanti e cruente, ma non fanno dissolvere completamente le membra. Questo rende certe scene più truculente. Punto in più.
Bella la filosofia. Ma passiamo alla pratica: Ken nel 2026 è brutto a vedersi?
Nel corso degli scorsi mesi abbiamo assistito a un misto di gioia e terrore. Gioia perché un nuovo prodotto delle sette stelle dell’Orsa Maggiore è sempre notizia gradita; terrore perché le immagini statiche prima e il trailer poi hanno suscitato ben più di una perplessità.
Non tanto per il “nuovo” stile (altro non è che una estremizzazione di quella utilizzata per gli OAV del 2006 – pregevoli a mio modo di vedere), quanto per le animazioni e l’uso del 3D che nel 2026 non pare accettabile. Animazioni legnose, alle volte scattose, roba che in bestemmie supera persino Evangelion 3.0+1.0 del 2021.

Ma se nell’opera ultima di Hideaki Anno l’uso bislacco del 3D si limita a poche scene (no, la gigantesca Aianami in 3D non è mai esistita… sssh), in Ken Il Guerriero – Hokuto No Ken del 2026 capitalizza circa l’80% dei momenti.
Il risultato? Movenze brutte (il vecchio saggio del primo episodio, nei primi piani, sembra un benchmark grafico dei primi 2000), regia a tratti discutibile (minuto 18:25 del primo episodio, per esempio: su carta rende, in una serie animata decisamente no) e una resa dei colpi e delle esplosioni con meno impatto di quanto non ci si aspetti. Dobbiamo aspettare i prossimi episodi, ma sembra addirittura che a causa dell’utilizzo del 3D determinate scene siano meno complesse e meno affollate rispetto all’opera originale.
Sono aspetti oggettivi, che vanno oltre il character design che può piacere o meno.

Sarebbe bastato perfezionare quanto di buono – anzi ottimo – fatto nei cinque film della saga Ken il guerriero – La leggenda, oramai usciti più di vent’anni fa. Invece lo studio di animazione si è impelagato in qualcosa che è evidente abbia avuto difficoltà a gestire.
“Ken io così non lo guardo. Il classico è meglio a prescindere” “Ma vai a cagare”
La narrazione, l’opera di doppiaggio, l’atmosfera più adulta e più cruenta sono tutti plus che hanno reso la fruizione di questi primi due episodi di Ken Il Guerriero – Hokuto No Ken 2026 piacevole e quantomeno interessante. Non sono mancate le imprecazioni verso la Croce del Sud e la Sacra scuola di Nanto per i difetti visivi già menzionati, ma occhio a non cadere nel tranello della nostalgia del “la serie classica è meglio a prescindere, questo è un affronto”.
Ho persino letto alcuni utenti social che si lamentano del doppiaggio: “Quello classico è inarrivabile”.
Calmi, stiamo calmi.
Altrimenti fa bene chi vi manda a cagare.
Lo stile moderno può non piacere, ma il character design di per sé non è orribile. Sono orribili le animazioni, e la resa 3D di alcuni elementi, questo sì, ma è diverso.
Su doppiaggio e adattamento, invece, non c’è discussione che tenga: sono realizzati bene, danno forza nei momenti giusti e gestiscono la fluidità dei dialoghi laddove è necessario. Lamentarsi di queste cose è da visita urgente presso il miglior otorinolaringoiatra d’Etiopia.
È quasi inutile parlare con chi continua a ripetere “non dovevano toccarlo, non serviva”. Di per sé un rinnovamento era utile per far scoprire Ken il guerriero alla nuova generazione che, credetemi, trova tutt’altro che attrattivo lo stile della serie classica. Sono semplicemente i tempi e i gusti diversi.
L’importante, per il momento, è che la storia sembri scorrere fluida grazie alla nuova narrazione ben impostata. Vedremo col resto degli episodi se la resa grafica risulterà penalizzante in maniera atroce.
Per il momento: buona parte delle animazioni bocciate, atmosfera generale promossa, adattamento e doppiaggio promossi. Nota di merito in più perché Lynn non ha scassato le balle da subito.
a cura di
Andrea Mariano

