Ascoltare “Disagio Sociale” di ×hellsanti× è un po’ come aprire una porta che dà direttamente sull’adolescenza. Non tanto per nostalgia costruita, ma per quella sensazione immediata, quasi fisica, che solo un certo tipo di pop punk riesce ancora a trasmettere.

C’è qualcosa di profondamente familiare nel suo modo di scrivere e suonare: chitarre dirette, ritmi veloci, ritornelli che chiedono di essere cantati a voce alta. È uno stile che non ha paura di essere semplice, e proprio per questo riesce a colpire. Ti riporta a quando la musica era soprattutto sfogo, identità, bisogno di appartenere a qualcosa.
×hellsanti× costruisce un EP che vive di questa urgenza. “Disagio Sociale” non cerca di reinventare nulla, ma riesce comunque a risultare fresco perché sincero. Le tematiche sono quelle di sempre — sentirsi fuori posto, inseguire qualcosa che sembra lontano, fare i conti con relazioni e aspettative — ma raccontate con un’energia che le rende attuali.
Quello che funziona davvero è il modo in cui riesce a trasformare emozioni personali in qualcosa di condiviso. È facile rivedersi in questi brani, anche a distanza di anni, perché parlano una lingua emotiva che non cambia poi così tanto nel tempo.
È un EP che probabilmente dà il meglio di sé dal vivo, sotto palco, ma che riesce comunque a lasciare un segno anche in cuffia. Perché, in fondo, “Disagio Sociale” non è solo un insieme di canzoni: è una sensazione. E per chi è cresciuto con questo tipo di suono, è una sensazione che sa di casa.
a cura di
Cristina Cerioni

