Ieri sera si è svolta la data evento del producer Sick Luke per rivivere la sua carriera attraverso vari ospiti al Fabrique di Milano.
Sick Luke è un producer che ha contribuito in maniera significativa alla ribalta della prima ondata della cosiddetta “trap” in Italia nel 2016 soprattutto per la premiata ditta formatasi con la Dark Polo Gang (ndr, Side Baby, Tony Effe, Wayne Santana e Pyrex per farvi capire). Con il passare del tempo però una volta che il gruppo si è man mano sciolto, il producer ha cominciato a collaborare con un sacco di artisti nella scena italiana anche fuori dal rap.
Si è lanciato anche in propri lavori che abbiamo recensito qui e qui e vedendo la quantità di artisti con cui è riuscito a lavorare in questi anni, quest’occasione al Fabrique poteva essere davvero golosa per ascoltare comunque un repertorio ricco e importante condito da tanti artisti variegati.
In realtà un po’ ci ha delusi che fosse solamente lui in console e non avesse una band ad accompagnarlo, è stato impostato più come un dj set all’ennesima potenza condito da tanti ospiti. Questo è un piccolo suggerimento per il futuro, se vuole rendere ancora più forte l’esperienza. Immaginatevi una super ospitata in discoteca più che un concerto in sé. Lo show è durato ben 2 ore e oltre aver portato il nuovo album “DOPAMINA“, è stata una vera e propria occasione per celebrare la carriera più che decennale del producer.
Volenti o nolenti Sick Luke ha creato tracce che sono rimaste nel tempo e dopo tantissimi anni la gente le canta ancora; le sente come se fossero uscite la notte prima e ieri sera l’ha manifestato in maniera chiara. Abbiamo apprezzato tanto come per ogni intermezzo ci fossero immagini di backstage delle sessioni in studio per apprezzare maggiormente il percorso, ma avremmo voluto magari qualche sottofondo musicale o addirittura gli audio originali di quei momenti. Passiamo ora alla questione ospiti tema importante per questo live.
Gli ospiti della serata
- Sayf
- Wayne
- Side Baby
- Mecna
- Piccolo
- Leon Faun
- Mara Sattei
- Bresh
- Tedua
- Capo Plaza
- Tony Effe
- Lazza
- Emis Killa
- Luchè
- Paky
- Ghali
- Duke Montana
Avendo così tanti ospiti è normale che ci sia stato qualche problema tecnico, coordinare tutto comprendiamo sia difficile, ma nulla che abbia scalfito la fluidità dello show. Ci è piaciuto un sacco come sia stato scelto che ogni ospite eseguisse i propri brani creati appunto in sinergia con il produttore e poi per l’artista successivo si performava una canzone in comune sul palco per poi far rimanere il prossimo ospite e così è stato fino alla fine dello show. Una sorta di grosso tag team di wrestling.
Purtroppo non riusciamo a reperire la scaletta, ma tutti gli artisti di cui leggete i nomi qui sopra hanno messo in campo i pezzi migliori e più sentiti dalla gente. Non solo, Sick Luke ha fatto anche qualche mashup di brano per cui non aveva artisti che potessero cantarli. Ahimè dobbiamo sottolineare come non tutti gli artisti siano stati impeccabili, alcuni hanno fatto proprio solo presenza, altri sono di un livello abbastanza mediocre come esibizione dal vivo, ma è anche vero che sono stati salvati dalla potenza dei brani e dal fatto che comunque in background la canzone continuasse a scorrere.
Se possiamo facciamo qualche menzione d’onore ed evitiamo critiche forti ad alcuni. Emis Killa è stato il migliore senza In-Ear ha rappato old school, Tedua e Lazza sono sempre una garanzia. Grandi anche Bresh, Piccolo e Mecna. Purtroppo invece Sayf è stato buttato nella mischia come prima traccia e forse avremmo optato di scaldare il pubblico prima di far subentrare la gente a raffica, perché nel suo caso specifico non c’è stato neanche modo di apprezzarlo davvero.
Il momento più emozionante è stato sicuramente nella parte finale con il duo figlio e padre Sick Luke e Duke Montana che hanno rappato sul palco; è un unicum, non sappiamo se esistano casi del genere nella storia, chi può aver cantato con il proprio padre sul palco in un live? Se possiamo dire però poteva essere preparato un attimo meglio, soprattutto perché “FATHER’S DAY” è un bellissimo pezzo e avremmo voluto un trattamento più di favore. A fine concerto i due hanno anche annunciato un album congiunto e siamo curiosissimi di cosa possano aver creato.
Comunque grazie Sick Luke è stata una serata nel complesso veramente interessante, aver vissuto il periodo di lancio della trap e vedere poi cosa sia diventato il movimento, forse riesce a far capire che lavoro sia stato fatto per raggiungere questi risultati, dato che ora il genere risulta essere tra i più forti a livello mainstream tra riconoscimenti, vendite e tour di artisti. Sick Luke Sick Luke.
a cura di
Luca Montanari

