Tra riflessioni ecologiste, l’incanto dell’animazione artigianale e una travolgente colonna sonora anni ’80, abbiamo ascoltato il cast e gli autori del nuovo attesissimo film d’animazione. Ecco il resoconto di un incontro profondo e appassionato, che ci ricorda l’importanza vitale di restare connessi con la natura e con la nostra stessa umanità.
Quando si parla del nuovo capolavoro Disney Pixar Jumpers – un salto tra gli animali, le emozioni in sala tornano a vibrare ai livelli di pietre miliari come Up o Wall-E.
La produttrice esecutiva Nicole Paradis Grindle ha racchiuso l’anima del progetto in una riflessione potente, spiegando che “il film ha sempre parlato di connessione, di coesistenza”.
La pellicola ci ricorda infatti una verità viscerale: “siamo tutti collegati con tutte le creature che sono presenti sul pianeta”, che risvegliano il nostro profondo senso di responsabilità.
Una prospettiva condivisa anche da Francesco Prando, interprete del cinico sindaco Jerry, che ha confessato di aver amato il ruolo del “cattivo” proprio perché il suo percorso narrativo finale auspica un risveglio che, si augura con tutto il cuore, avvenga nelle coscienze di tutte le persone. Indicando l’empatia con la natura come unica salvezza.

Dare voce all’anima animale
Il cast di doppiaggio italiano ha vissuto questa avventura con un trasporto assoluto, avvertendo il peso e l’onore di rappresentare chi solitamente non ha parola.
Giorgio Panariello, straordinaria voce di Re Giorgio, ha confessato con sincera emozione: “Sono un animalista convinto, per cui dare la voce agli animali sarebbe il mio sogno”.
Altrettanto infuocata è stata Tecla Insolia, magnetica interprete di Mabel, che ha dichiarato: “Continuerò ad essere sempre dalla parte delle persone e degli animali che vengono oppressi”.
Una profonda dolcezza è emersa anche dalle parole di Rossella Izzo, doppiatrice della Regina degli insetti, che ha raccontato di essersi sentita letteralmente “dentro a quelle ali”. Izzo ha inoltre condiviso un tenero aneddoto personale che si riflette in una scena del film: l’abitudine di salvare le api intrappolate in casa usando delicatamente “un bicchiere con un pezzettino di carta”, un gesto di puro amore e rispetto tramandato ai propri figli.
Generazioni a confronto e il peso del potere
Il film affronta con coraggio l’attuale divario generazionale, ponendo al centro l’attivismo e le ansie dei più giovani.
Il regista Daniel Chong ha rivelato di essersi ispirato a veri gruppi di organizzatori ambientali della Bay Area, ragazzi di 16 e 17 anni la cui energia vitale e visione lucida hanno plasmato le insicurezze e la forza del personaggio di Mabel.
“I grandi cambiamenti culturali spesso vengono dai giovani”, ha sottolineato Chong, spiegando come l’arco narrativo esplori il delicato passaggio dall’impotenza alla scoperta del potere.
La pellicola, infatti, mette in luce un grande interrogativo su come utilizziamo l’autorità che ci viene concessa, culminando nel nobile esempio di Re Giorgio, leader capace di usare il potere in modo equo per unire la comunità.
Alla scoperta dei veri castori: tra Yellowstone e Zoom
Dietro la magia visiva di questo capolavoro c’è un lavoro di ricerca a dir poco meticoloso. Nicole Paradis Grindle ha raccontato del viaggio esplorativo del team al Parco Nazionale di Yellowstone e della cruciale collaborazione con l’esperta Emily Fairfax, che ha svelato dettagli reali poi fedelmente trasposti sullo schermo. Come la tenera abitudine dei cuccioli di aggrapparsi alla coda dei genitori per imparare a nuotare!

Ironia della sorte, a causa della pandemia, il primo incontro ravvicinato della troupe con un vero roditore è avvenuto tramite una surreale videochiamata su Zoom con un parco naturale. Un aneddoto che ha suscitato le risate di Giorgio Panariello, il quale ha scherzato sostenendo di aver vissuto due mesi con i castori per “entrare nella parte, come fa Robert De Niro”.
Il trionfo dell’arte umana sull’algoritmo
In un’epoca frenetica dominata dal dibattito sull’automazione, la produzione ha rivendicato con orgoglio la natura intimamente artigianale di questo viaggio durato ben sei anni.
Alla complessa domanda sulle nuove tecnologie, Grindle ha chiarito senza mezzi termini che non hanno “utilizzato nessuna intelligenza artificiale generativa”, affidando ogni sfumatura creativa, dai fondali alla recitazione, al cuore e al sudore del team.
“Questo film non sarebbe stato quello che è oggi se non ci fossero stati gli esseri umani coinvolti”, ha concluso la produttrice, celebrando il trionfo irripetibile della collaborazione umana su qualsiasi algoritmo.

Un folle mix di generi e l’omaggio a Pom Poko
Il regista Daniel Chong ha infuso in Jumpers una carica visiva e narrativa esplosiva, nata dal suo amore sconfinato per le contaminazioni cinematografiche.
Chong ha descritto l’opera come un magnifico ottovolante, spiegando che “la sensazione è quella di oscillare fra vari generi”, spaziando dalla commedia assurda all’horror, fino alle atmosfere spy thriller alla Mission Impossible.
Tra le fonti d’ispirazione più nobili per la rappresentazione della natura, il regista ha citato il capolavoro dello Studio Ghibli Pom Poko, dal quale ha ereditato la magistrale doppia visione stilistica degli animali, raffigurati realisticamente quando visti dagli umani, o meravigliosamente espressivi e cartooneschi quando interagiscono tra di loro.
Il battito pop e nostalgico degli anni ’80
A rendere ancora più vibrante l’anima del film ci pensa una colonna sonora inaspettatamente pop, capace di scandire il ritmo emotivo e identitario di ogni protagonista.
Rispondendo a una domanda sulle irresistibili note di You Make Me Feel Like Dancing, il regista Daniel Chong ha svelato un approccio musicale atipico per la rigorosa tradizione Pixar, che questa volta ha previsto l’acquisizione mirata di tre iconici brani degli anni ’80 per assecondare la visione dello story artist.
“George è un po’ un papà, dice le battute dei genitori, è un castoro degli anni ’80”, ha scherzato Chong, spiegando la coraggiosa scelta di voler realizzare “qualcosa di diverso”, associando a ogni personaggio una propria personalissima canzone-manifesto.

Il consiglio è uno solo: correte al cinema!
Jumpers – un salto tra gli animali è quell’esperienza magica che va vissuta rigorosamente sul grande schermo, per farsi travolgere dall’animazione Pixar, ridere di gusto e lasciarsi toccare il cuore.
Cercate la programmazione più vicina, prendete il biglietto e preparatevi a compiere questo incredibile viaggio insieme a Re Giorgio, Mabel e al resto della banda.
Non ve ne pentirete!
a cura di
Andrea Munaretto

