A Milano è ufficialmente atterrato Thundercat
Vedere Stephen “Thundercat” Bruner dal vivo è come assistere a un crash test tra un cartone animato della Pixar e un disco perduto di Jaco Pastorius.
Il concerto è un flusso ininterrotto dove la struttura-canzone è solo un pretesto per esplorazioni intergalattiche. Thundercat martirizza il suo basso a sei corde con una velocità sovrumana (la sottoscritta prova una vigorosa invidia), passando da jam fusion vertiginose a momenti di puro intimismo lo-fi.
Thundercat non suona per stupire, suona per connettere mondi lontanissimi. E a Milano, il contatto è avvenuto con una precisione stellare.
A cura di
Nathalie R. Jachetti















