“West and Soda” compie 60 anni – retrocensione del western secondo Bozzetto

Proiettato nelle giornate del Piccolo Grande Cinema della Cineteca Milano, West and Soda visto in sala restaurato regala uno stupore unico. Una dissacrante parodia del western che fa scuola ancora oggi.

Sabato 15 Novembre, nella serata conclusiva del festival Piccolo Grande Cinema della Cineteca Milano, c’è stata la proiezione di West and Soda in Edizione Restaurata, con la presenza in sala di Bruno Bozzetto.

Quindi, quale migliore occasione per rituffarsi in quell’immaginario anarchico e ribelle messo in scena dal maestro dell’animazione italiana, se non con il primo lungometraggio che l’ha fatto conoscere al mondo intero?

Perché, a distanza di 60 anni, West and Soda è un film che riesce ancora a sbalordire. Un’opera che i più giovani dovrebbero assolutamente riscoprire e che rappresenta un tassello fondamentale del cinema italiano e mondiale, non solo nel campo dell’animazione.

La premessa

Nello scenario di un improbabile vecchio west popolato da personaggi loschi e bizzarri, il temibile Cattivissimo sta racimolando terre e potere grazie ai suoi violenti scagnozzi Ursus e Smilzo. Ma alle sue proprietà conquistate manca un ultimo possedimento: quello della giovane e sensuale Clementine, che vive nella sua fattoria in compagnia dei suoi amati animali.

Il vile criminale ovviamente non si fa scrupoli a prendere di mira la giovane contadina e invia al ranch i suoi sgherri per costringere la donna a cedergli la proprietà. Ma ben presto il giovane cowboy Johnny, venuto da lontano, giunge dall’orizzonte portando a Clementine la possibilità di risolvere la situazione ostile.

Perché West and Soda è così importante?

West and Soda non è solo uno dei primissimi lungometraggi animati italiani, ma uno dei primi grandi esempi di un film d’animazione che andava controtendenza rispetto ai classici Disney, proponendo un film più piccolo, ma anarchico, folle, divertentissimo. Qualcosa che non si era mai visto prima e che ha fatto da apripista ai successivi lavori del maestro, ma che ha anche ispirato generazioni di registi successivi. Uno di quei primi esempi che dimostravano quanto l’animazione potesse anche sfidare le convenzioni e i generi, proponendo un nuovo modello libero dalle solite formule.

E straordinaria è anche la sua uscita, legata a pochi mesi di distanza a quella di Per un pugno di dollari di Sergio Leone, consacrando quel momento storico a quello della nascita dello spaghetti-western. Perché West and Soda altri non è che una parodia del western. Una intelligentissima parodia, che sa prendere tutti i cliché del genere e reinventarli in modo imprevedibile. E che, dopo 60 anni, non ha perso nulla della sua carica dissacrante.

Una parodia del western esilarante

Dall’esilarante sequenza iniziale al saloon, fino al surreale duello conclusivo – che da tradizione si svolge sotto il sole ardente di mezzogiornoWest and Soda ancora oggi, con le sue mille idee, trovate, soluzioni visive, riesce a regalare stupore e sorrisi anche sui volti di nuovi spettatori. Non è solo un film coraggioso, ma anche un’opera ricca di cuore e passione, percepibili in ogni singola scena. Una pellicola dello spirito libero, che mostrava già parte della genialità che Bozzetto avrebbe dimostrato nei lavori successivi.

Anche ridotto all’interno del filone western, West and Soda si rivela brillantemente come una sapiente parodia di un genere che viene dissacrato in ogni sua formula. Non ci sono spiegoni su ritrovamenti di tesori, turbolente backstory che affliggono il protagonista o classiche rese dei conti all’ultimo sangue. Bastarebbe menzionare il solo espediente visivo utilizzato per mostrare il cambio di outfit di Johnny per ammirare quanto questo sia ancora oggi un film che riesce a sbalordire e uscire sempre da ogni binario.

Imprevedibile, coraggioso e degno della carica che solo un pistolero potrebbe avere.

Riscoprire Bruno Bozzetto con la mostra al Museo Interattivo del Cinema

Questo momento rappresenta un’occasione imperdibile per tuffarsi nei lavori di un gigante dell’animazione italiana e mondiale. Perché attualmente è possibile scoprire – o riscoprire – tutta la produzione del nostro Bozzetto attraverso la splendida mostra La Pop Art Animata di Bruno Bozzetto, dedicatagli al Museo Interattivo del Cinema a Milano, ora prorogata fino al prossimo 15 Marzo 2026.

La galleria presenta una ricchissima esposizione di rodovetri originali, materiali preparatori, reperti, schizzi, storyboard della produzione del maestro e mini-cinema per vedere tutti i suoi corti restaurati alla massima qualità. Un’occasione imperdibile per ammirare il lavoro di un cineasta di cui troppo poco ultimamente viene nominata l’influenza, ma di cui il valore e l’eredità sono inestimabili.

a cura di
Alfonso La Manna

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