Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival, The Life of Chuck è la nuova opera del regista statunitense Mike Flanagan (Ouija, Doctor Sleep), che per la prima volta si allontana dall’horror per dare vita a una storia che mescola viaggi nel tempo e dentro la mente di Charles Krantz, un uomo qualunque che diventa protagonista di un’avventura straordinaria: la vita stessa.
Tratto dal racconto omonimo di Stephen King – pubblicato nella raccolta del 2020 Se scorre il sangue – The Life of Chuck è un emozionante inno alla vita raccontato in tre atti che parte, in tutti i sensi, proprio dalla fine, in un vorticoso conto alla rovescia che lentamente ricostruirà i tasselli dell’intera vicenda . Prodotto da Intrepid Pictures, QWGmire e Red Room Pictures, The Life of Chuck arriverà nelle sale italiane a partire da domani, giovedì 18 settembre, distribuito da Eagle Pictures.
Noi lo abbiamo visto in anteprima a Milano e siamo pronti a raccontarvelo!

Una vita (stra)ordinaria
Atto terzo: “Sono vasto, contengo moltitudini” scrive Walt Whitman. Una frase letta in classe da uno studente di liceo all’inizio del film e capace di catturarne l’intera essenza.
Il mondo sta andando a rotoli: incendi, terremoti e uragani sono ormai diventati una triste quotidianità. Ma non si tratta di riscaldamento climatico. È l’intero universo che sta collassando, e il pianeta ed i suoi abitanti si sono ormai arresi a un ineluttabile destino. Non è più questione di se ma di quando. Un senso di angoscia ogni momento più forte, vissuta attraverso le vite di Marty (Chiwetel Ejiofor) e Felicia (Karen Gillan), persone comuni con lavori e vite “normali” che il caso ha scelto di unire, ammirando il cielo stellato sgretolarsi davanti ai loro – e ai nostri – occhi.
Atto secondo: Chuck (Tom Hiddleston) è un impiegato di banca in trasferta lavorativa per un convegno che lo vede relatore. Camminando per la strada qualcosa attira la sua attenzione: è il suono di una batteria, è un ricordo di bambino che lo porta improvvisamente a ballare in mezzo alla piazza. La vita non è insignificante, la vita è meraviglia e bisogna danzare seguendo il suo ritmo, finché possiamo.
Atto primo: cosa accade quando hai sette anni e all’improvviso i tuoi genitori non ci sono più? Succede che i nonni diventano tutta la tua famiglia. Succede che da loro impari come stare al mondo. Cosa arriva prima, la danza o la matematica, il cuore o il cervello? Nonna Sarah (Mia Sara) in cucina ti insegna ad andare a ritmo di musica. Per nonno Albie (Mark Hamill) i numeri sono fonte di vitalità e di conoscenza. La vita di Chuck da qui in avanti si tingerà per sempre di queste due anime.

Siamo vasti, conteniamo moltitudini
Un film che è un po’ storia di fantasmi, un po’ coming of age e un po’ un viaggio fantascientifico. La forza di The Life of Chuck è quella di raccontare il dolore e la perdita con delicatezza, celebrandole attraverso la vita e la speranza. Ognuno di noi è vasto e contiene moltitudini: le persone che abbiamo incontrato, le esperienze che abbiamo vissuto, i mondi che abbiamo anche solo immaginato. Perché noi siamo l’infinito universo.
Un racconto che sarebbe stato nelle corde di uno Spielberg ispirato e che in Mike Flanagan trova la giusta spinta evocativa tra il fantastico e l’orrorifico. La colonna sonora accompagna la narrazione senza mai risultare invadente, trasformando ogni atto in un’esperienza emotiva distinta: l’angoscia cosmica, la celebrazione della vita, la tenerezza dell’infanzia. Flanagan dimostra di saper dirigere anche fuori dall’horror, mantenendo però la sua sensibilità per l’inquietudine e il soprannaturale. Tom Hiddleston riempie lo schermo quando si lancia in quel ballo sfrenato e noi vorremmo trovarci lì, con lui. Ma anche le sue versioni più giovani, interpretate da Benjamin Pajak e Jacob Tremblay, non sono da meno.
Ai meno emotivi potrebbe sembrare un’opera eccessivamente sentimentale – e, in alcuni passaggi, lo è davvero – , ma la vera forza del film risiede nel suo insieme, nella sua moltitudine.
The Life of Chuck vi aspetta nelle sale italiane a partire da domani, giovedì 18 settembre!
a cura di
Alessandro Bertozzi

