Italia’s Got Talent 2025: i pensieri di un burbero trentottenne

italia's got talent 2025

Da oggi, venerdì 5 settembre, in esclusiva su Disney+, abbiamo visto in anteprima la prima puntata dell’edizione numero 14 di Italia’s Got Talent. Conferme, novità e…

Quattordici edizioni, la seconda su Disney+. Italia’s Got Talent è un programma che si è sempre sostenuto su tre aspetti: la capacità di intrattenimento dei giudici, i partecipanti davvero talentuosi e il trash per famiglie. Il bonus per “Io ho talento, siete voi che non lo vedete”, poi, è sempre in agguato. Nella prima puntata di questa nuova edizione, diciamolo sin da subito, continua a esserci un po’ di tutto questo.

Perfetto: dopo tutta questa bella pletora di ovvietà, vi parlo un po’ di quello che ha sucitato in me la visione della prima puntata di Italia’s Got Talent 2025. Niente “spoiler” perché sono stronzo, ma fino a un certo punto e non voglio rovinarvi le varie sorprese, tranquilli.

Giudici da giudicare

Partiamo dalla vecchia guardia: Mara Maionchi nel corso del tempo si è calmata un po’, ma la sua “genuinità maionchiana” non è in discussione. Frank Matano, vero decano del programma, anche lui è più compassato, meno sguaiato. Questo perché quest’anno c’è Alessandro Cattelan che… azz, stavo per scrivere cose vietate! Ok, diciamo che può essere la mina vagante di questa edizione. Infine, Elettra Lamborghini al suo secondo anno si conferma un innesto azzeccato, che si diverte ed è la perfetta spalla di Mara.

Cosa c’è da recriminare? Beh, la sagra dei buoni sentimenti viene esacerbata per circa il 64,3% del tempo. È forse un giudizio eccessivo, proveniente da un trentottenne che s’è rotto i coglioni (semi-cit.) di vedere in continuazione complimenti e belle parole forzate, sentimenti sinceri quanto una borsa Chanel al mercato della Montagnola. Fortuna che c’è… NON POSSO PARLARE.

Bisogna però dare a Cesare quel che è di Cattelan: rispetto a qualche edizione precedente, ho notato un metro di giudizio un po’ più equilibrato, che lascia qualche spiraglio in più per critiche che non siano solo un “mi dispiace, per me è no”. Per il sottoscritto, è stata un’ancora di salvezza.

Fru e Aurora, tra allegri chirurghi e lo spirito di Pippo Baudo

Italia’s Got Talent 2025 conferma Fru e Aurora dei The Jackal alla conduzione, che si dimostrano ancora una volta un bel connubio tra compostezza e quella battuta buttata lì al momento opportuno. Nulla di sopra le righe, nulla di troppo serioso: sempre sul pezzo, evitano inutili smanie da protagonismo. L’equilibrio inaspettato che si rinnova.

I concorrenti: buoni sentimenti, felici e contenti (chi coglie la citazione guadagna un golden buz)

Come anticipato, non posso dire molto. Ma riprendo in parte quello che ho scritto poco sopra: la sagra dei buoni sentimenti viene esacerbata per circa il 60% del tempo. La strappalacrima storia, l’amore che salva la vita di tizio, il canto che fa piangere. A me fa venire solo orticaria e rassegnazione, salvo rarissime eccezioni. Ma, per ripetermi, forse sono solo un trentottenne frustrato e che s’è rotto i coglioni di questa roba.

Per fortuna, ci sono momenti di talento ma non pesanti, quelle esibizioni divertenti ma non trash che ti stampano un sorriso e che stupiscono, ti strappano un applauso davanti allo schermo. Sono queste le esibizioni che rendono Italia’s Got Talent veramente interessante. Per le storie struggenti che puntano tutto solo sulla commozione, anche basta.

Appuntamento a stasera

Dalla visione di questa prima puntata dell’edizione 2025, Italia’s Got Talent si conferma un appuntamento che, in maniera trasversale, può accontentare un’ampia fascia di pubblico. Se persino un burbero come il sottoscritto ha trovato godibile più di un’esibizione e ha apprezzato il cinismo cattelaniano che di tanto in tanto è spuntato fuori, allora buona parte della popolazione del pianeta Disney+ passerà una sana oretta di divertimento.

a cura di
Andrea Mariano

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di Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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