E’ uscito “Laica Luna”, l’omonimo EP della band di Trieste. Un EP di cinque canzoni che si muovono in varie sfumature di rock: psichedelico, grunge e alternative.

Avevamo conosciuto i Laica Luna con il singolo di debutto “Una canzone semplice” che aveva catturato fin da subito la nostra attenzione. Lo stile di questa band sembra un po’ fuori dal tempo. Non è un sound che va di moda, è una melodia che cresce dall’underground e si sporca di influenze differenti. “Laica Luna” è un EP che richiede un po’ di tempo. Non è una musica leggera che ti scivola addosso, ma un ritmo che ti entra dentro e ti smuove qualcosa. Se non sei nel mood giusto potresti non riuscire ad apprezzarlo.
Ma entriamo nel vivo. La prima canzone è “Fascino Austero”, di cui c’è anche un videoclip. Il suono è cupo e roccioso, sostenuto da una sezione ritmica regolare e incisiva, che imprime un andamento solido al pezzo. Poi arriva “Stella Polare”, una traccia che si muove tra tentativi di decifrazione e ricerca di direzione, spinta in avanti da chitarre dal sapore anni ’90.
Particolare è “Martirio”, un brano che si apre con tensioni sotterranee e ribollenti. A seguire, “Una canzone semplice”. Mentre il titolo promette leggerezza, la canzone si nega alla semplicità, correndo rapida e tesa, attraversata da una sottile inquietudine.
A chiudere l’EP è di nuovo “Fascino Austero” in una versione rivisitata che si apre a una vocalità corale ispirata alle osmize del Carso triestino.
a cura di
Staff

