A tredici anni dalla nascita di acieloaperto Festival, a Cesena arriva la nuova fiammante programmazione estiva 2025 che comprende nomi internazionali fra cui Wolfmother Dirty Honey e Franz Ferdinand, Manu Chao ecc, e quelli nazionali come OkGiorgio e Lucio Corsi
Ancora una volta l’Emilia-Romagna si conferma una culla fondamentale della cultura italiana non solo ospitando artisti di fama internazionale e nazionale, ma per la combo selezionata di alcune suggestive location come: la Rocca Malatestiana di Cesena, Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone, Santa Sofia. Cultura e musica si uniscono insieme per regalare unicità ed esperienza a 360°.
Ma scopriamo di più su questa rassegna e i suoi messaggi nella nostra intervista all’organizzazione!
Ci piacerebbe scoprire com’è nata l’idea del festival e quali sono i valori che lo ispirano.
L’idea di acieloaperto è nata da un’esigenza semplice da parte di un gruppo di amici: portare musica dal vivo di qualità in Romagna, in luoghi capaci di farla respirare in modo diverso. Volevamo creare qualcosa che andasse oltre il classico concerto: un’esperienza in cui il contesto fosse parte integrante del messaggio artistico.

All’inizio è stato quasi un esperimento: riuscire ad unire artisti che amiamo in spazi suggestivi, immersi nel verde o in contesti storici, con un’attenzione particolare all’accoglienza e alla cura del suono e al pubblico. L’energia che si è creata da subito ci ha fatto capire che stavamo seguendo la strada che ci faceva sentire a nostro agio.
I valori che ci guidano oggi sono gli stessi di quando siamo partiti: l’ascolto, l’apertura, e la cura. Ascolto per la scena musicale ma anche delle comunità che ci ospitano. Apertura ai linguaggi, alle contaminazioni e ai diversi pubblici. Infine, la cura come esperienza, gli spazi e ai dettagli.
Acieloaperto è un festival che vuole far star bene, senza rinunciare all’intensità e alla curiosità artistica.
Un tema a cardine per l’edizione 2025 è legato al tema sostenibilità. “Festival e pianeta”: cosa prevede l’edizione 2025 come impronta eco – sostenibile per quanto riguarda food, beverage e svolgimento del festival in senso lato?
Negli ultimi anni abbiamo introdotto azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale come l’eliminazione della plastica, raccolta differenziata potenziata, trasporti condivisi incentivati, e una collaborazione sempre più stretta con fornitori e partner che condividono questi valori.
Nel 2025 Nascono così Green Mind e Open Mind, i nuovi progetti di “acieloaperto” che segnano un decisivo passo avanti verso un festival sempre più sostenibile, consapevole e accogliente. Proprio su questo tema dell’accoglienza e dell’accessibilità, cerchiamo ogni anno di i creare spazi sicuri, accoglienti e rispettosi, per tutte le persone affinché nessuno venga escluso.

Da quest’anno ad acieloaperto è presente un punto accoglienza e sensibilizzazione, pronto ad informare o ascoltare eventuali bisogni.
Il festival si è sempre caratterizzato per la distribuzione in luoghi significativi e storici di Cesena e provincia, che rivelano un legame ed una sinergia significativi con il territorio.
Quanto queste sedi influenzano la scelta degli artisti e l’esperienza per il pubblico?
Le venue di acieloaperto non sono dei contenitori degli eventi, ma parte integrante della narrazione del festival. Ogni luogo ha un’identità forte, storica, paesaggistica, simbolica e la scelta degli artisti dialoga sempre con questo contesto.
Ci chiediamo spesso: come suonerà questo concerto tra le mura di una rocca? O in un parco?
È una domanda che guida tutto il processo creativo. Prima di chiamare alcuni artisti cerchiamo di immaginarli nel luogo dove si esibiranno, perché il mantra di “acieloaperto” non è solo quella di programmare una data con artisti più celebri, ma creare un’alchimia fra artista e contesto.
Per il pubblico questo ha un impatto fortissimo: non si viene solo per ascoltare un live, ma per vivere un’esperienza inmersiva, che unisce musica, storia, natura e comunità. Quel senso di evento unico che ogni data di un concerto dovrebbe avere.
In più, questo legame con il territorio ci ha permesso negli anni di far scoprire luoghi bellissimi a chi magari non li conosceva, restituendo valore e attenzione a spazi che meritano di essere vissuti anche attraverso la musica.
Qual è il concerto che vi ha dato maggior soddisfazione?
È una domanda difficile, perché come detto cerchiamo sempre di creare unicità in ogni concerto. Forse il gruppo che ci ha lasciato una sensazione di bellezza che è durata nel tempo sono stati i Wilco nel 2023. Ci dà soddisfazione quando artisti nuovi e giovani come Amyl And the Sniffers e Tamino offrono un super show alle loro prime apparizioni italiane.
E qual è stato quello più difficile da organizzare?
Uno dei concerti che ricordiamo come difficile da organizzare per location e reciproche aspettative è stato quello di Morrissey che facemmo al palazzetto. Ancora oggi ci ricordiamo l’impatto generato.
Quali criteri vi ispirano quando vi trovate a dover selezionare la line-up?
Il primo criterio è sicuramente l’identità del festival: cerchiamo artiste ed artisti che rispecchino lo spirito di “acieloaperto”, che sappiano emozionare, che siano capaci di creare connessioni forti anche in contesti non convenzionali come i nostri.
Il secondo criterio è la ricerca di equilibrio: tra generi, provenienze, linguaggi, livelli di notorietà. Ci piace mettere fianco a fianco nomi affermati e scoperte meno prevedibili, creando un percorso variegato ma riconoscibile.
Domanda scomoda: qual è stata la richiesta più strana fattavi da un artista?
Effettivamente ammetterò che sono indeciso: ne ho ricevute veramente tante di richieste quest’anno. Ma mi lascio con la curiosità in pancia, dicendo che preferisco tenerle tutto top secret!
Qualora non lo aveste già fatto, avete mai pensato di chiedere ai fan quali artisti vorrebbero veder calcare il palco di “Acieloaperto”?
Assolutamente sì. E’ un rituale che annualmente facciamo finito il festival, chiedendo ai fan sui nostri social quale artista vorrebbero abvere nella prossima edizione.
In che direzione pensate si stia evolvendo l’identità artistica di “Acieloaperto”? E come intendete mantenere un equilibrio tra grandi nomi globali e realtà emergenti locali e/o nazionali?
L’identità artistica del festival è in continua evoluzione, come lo è la musica stessa.
Vogliamo continuare dando ampio spazio alla selezione di nomi nuovi locali, nazionali e qualche internazionale augurandoci di rivedere questi artisti nel breve periodo come protagonisti di grandi festival.
Che dire… non ci resta che augurarci di vederci quest’estate “acieloaperto”!
Scopri qui la rassegna completa.
a cura di
Francesca Bandieri
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