Marracash mette in scena un incredibile show per il pubblico dello Stadio Olimpico di Torino sold out, unendo psicologia e fantascienza
Fabio Bartolo Rizzo, in arte Marracash, aveva presentato questo tour dicendo che avrebbe portato in scena uno spettacolo mai visto prima: le aspettative sono state rispettate.
La produzione mastodontica dello show, creata dal team tutto italiano di Ombra, con la direzione artistica di Lorenzo De Pascalis, segna un’evoluzione rispetto al Marrageddon.
A completare lo show, un corpo di ballo con otto ballerini, una band dal vivo e una serie di performer e personaggi scenici che si alternano sul palco, mentre sullo sfondo dominano cinque imponenti robot costruiti per lo show, alti dai tre ai sei metri, per un impatto visivo e narrativo totale.
Abbiamo inoltre la voce di Matilda De Angelis che, in un dialogo costante con Marracash, guida lo
spettatore dentro un universo sospeso tra realtà e finzione, e la presenza fissa in tutte le date di Madame.
Lo show, suddiviso in sei capitoli, si sviluppa come un film epico e fantascientifico: al centro della scena il conflitto tra Fabio, l’uomo, e Marracash, l’artista, raccontato attraverso il repertorio dei suoi più grandi e recenti successi.
Durante lo show, Fabio e Marracash scopriranno la loro inscindibile connessione, rivelata attraverso l’intensità delle performance dei brani della Trilogia: “Persona” (otto dischi di platino, 2019), “Noi, Loro, Gli Altri” (sette dischi di platino, 2021) ed “È Finita La Pace” (doppio disco di platino, 2024).
Marracash è un animale da palcoscenico, recita il suo show, si muove con i ballerini, coinvolge il pubblico sia nei momenti emotivamente più intesi, come i brani “Dubbi“, “Bastavano le briciole” e “Crudelia“, sia su brani carichi come “G.O.A.T“, “Crash“, “Poco di buono” e “Love“.
Due ore e 15 minuti di grande intensità per un concept live che lascia il pubblico doppiamente soddisfatto: si vive al tempo stesso un concerto ed un film, un viaggio nella mente dell’artista ed una rappresentazione del doppio, della bipolarità, del conflitto sia interiore che con il sistema, l’industria musicale italiana.
La scaletta
- Power slap
- Gli sbandati hanno perso
- Vittima
- Sport – I muscoli
- Cliffhanger
- G.o.a.t. – Il cuore
- Body Parts – I denti
- Bastavano le briciole
- Noi
- Factotum
- Laurea ad honorem
- Pentothal
- Io
- Dubbi
- L’anima con Madame
- Nemesi
- Brivido
- Qualcosa in cui credere – Lo scheletro
- Crash
- Loro
- Quelli che non pensano – Il cervello
- Cosplayer
- Poco di buono – Il fegato
- È finita la pace
- Per il tuo bene (Madame)
- Crazy Love
- Crudelia – I nervi
- Niente canzoni d’amore
- Mi sono innamorato di un AI
- Lei
- Bravi a cadere – I polmoni
- Nulla accade
- Love
- Happy End
a cura di
Arianna Spennacchio

