Gli Avenged Sevenfold tornano in Italia dopo solo un anno di distanza dal loro concerto al Firenze Rocks per dare il via alla settimana rock/metal del Carroponte
Giusto un anno fa gli Avenged Sevenfold suonavano al Firenze Rocks per il tour del loro album più recente “Life Is But A Dream” uscito nel 2023. Quest’anno la meta scelta è stata il Kozel Carroponte di Sesto San Giovanni, in cui si esibiranno anche i Deftones e i Fontains D.C a pochi giorni di distanza. Insomma, una settimana all’insegna del rock/metal che costringerà tutti i fan del genere a richiedere un abbonamento che, purtroppo, non potranno avere dato che non esiste.
Nonostante il caldo, il pubblico non si è scoraggiato e si è presentato piuttosto numeroso al concerto. Purtroppo, a causa dei molti ostacoli visivi ben noti ai frequentatori del posto, in tanti sono finiti per vedere ben poco del palco. Fortunatamente la presenza dei maxi schermi ha aiutato i più sfortunati a capire quantomeno quello che stava succedendo.
Il concerto
Prima dei Sevenfold si sono esibiti i Palaye Royale, rock band americana formatasi nel 2008, che ha scaldato a dovere l’atmosfera già fiammeggiante.
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Alle 21.30 arrivano sul palco i protagonisti della serata con un M. Shadows a volto coperto da un passamontagna che inizia il concerto con “Game Over” tratta dall’ultimo album. La maschera, però, dura solo una canzone dopodiché il frontman si è mostrato in tutto il suo splendore.
Rispetto alla data di Firenze ci sono stati dei cambiamenti nella scaletta con alcune canzoni che addirittura non erano ancora state fatte live come “Creating God” oppure altre che non venivano suonate da tantissimo tempo come “Unholy Confessions”, “Chapter Four” e “Not Ready To Die”.
Il percorso era però lo stesso, con brani tratti dall’ultimo album alternate a grandi successi immancabili tipo “Nightmare” e “Afterlife” e canzoni amate dai fan.
Ci sono poche cose certe ad un concerto dei Sevenfold e una di queste è l’esibizione impeccabile alla chitarra di Sinister Gates. Il chitarrista ha fatto godere le orecchie dei presenti con assoli iconici ed eseguiti alla perfezione.
Purtroppo non si può dire lo stesso del frontman M.Shadows che ha mostrato molti limiti vocali, soprattutto nelle note alte e nei continui scream e growl molto spesso spezzati da cali di voce. Ovviamente non è tutto da buttare, anzi, nelle note basse è stato molto convincente ed è comunque riuscito a portarsi a casa diversi scream ben fatti.
Conclusioni
Essendo stato presente anche a Firenze non posso non fare il paragone con quel concerto che, a livello di scaletta, ha poco da invidiare se non le due chicche “Save Me” e “Cosmic” – due canzoni molto sottovalutate ma in realtà molto complesse e ricercate – ma per quanto riguarda l’esibizione siamo su due livelli molto diversi.
A Firenze la voce di M. Shadows era nettamente migliore e gli effetti visivi molto più soddisfacenti. Quello che, forse, ha fatto la differenza in questa data è stato il pubblico molto più carico e partecipativo.
Detto ciò gli Avenged Sevenfold riescono sempre a portare esibizioni degne di essere vissute da chi li segue da anni e li ama da sempre.
a cura di
Edoardo Iannantuoni
foto di
Emanuela Giurano
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