Coez e la sua nostalgia canaglia… per il “1998”

Il nuovo album del cantautore italiano è stato pubblicato il 13 giugno. Come è? Scopriamolo insieme…

Coez torna di nuovo sulle scene, e lo fa con un nuovo album che con le sue melodie dal sapore retrò riesce a scavare nell’animo più intimo e nascosto di ognuno di noi.

Con “1998″ si torna indietro nel passato dove si vive e respira un ovattato sapore di adolescenza, amori turbolenti, riflessioni e corse in motorino. Un’atmosfera irripetibile ed emotivamente molto intensa. Non è sempre facile spiegare cosa si vive in quel periodo, l’intricato groviglio di pensieri e sensazioni che si creano in un momento così delicato della vita, eppure Coez ci riesce molto bene.

L’album          

1998” scorre molto bene, è decisamente orecchiabile ed è rafforzato da collaborazioni che si sposano enormemente bene con il mood dell’album stesso (Franco 126 e Tommaso Paradiso in “Roma di notte”). Tra i momenti migliori è bene citare il brano “Estate 1998”, a tutti gli effetti il vero fil rouge di tutto il disco. Non ci sono chissà quali novità sotto il profilo stilistico: Coez con questo disco resta fedele alla sua comfort zone dal mood sentimentale e dolce.

Tutto scorre molto lento, ma allo stesso tempo ci fa sentire molto “intensi”: si susseguono immagini, riflessioni e sensazioni che scaldano il cuore, lo riempiono, un po’ del resto come lo sono stati quegli anni prima di un’evoluzione sociale, che forse non vive più la leggerezza e la spensieratezza di quei tempi.

Ciò che rende peculiare l’ascolto di questo disco dalle sonorità prettamente indie è appunto la capacità di far vivere un qualcosa che non c’è più: gli anni sono passati, il 1998 con i suoi colori e sfumature è ormai andato, ma nonostante tutto niente e nessuno può toglierci il diritto di guardarci indietro e farci cullare un po’ da quello che è stato.

Lasciamoci allora trasportare in questo turbinio di emozioni e colori, con un album dal sapore agrodolce. Godiamoci ancora una volta con questi brani il sapore di anni che sebbene non c’è più possibilità di rivivere restano impressi nel nostro cuore per sempre.

a cura di
Valentina Pilotti

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