“Fenian”: la svolta politica dei Kneecap

Fenian è la svolta politica e musicale dei Kneecap. Ai vertici delle classifiche britanniche i tre ragazzi cattivi di Belfast ritornano con un disco battagliero e ben definito. E chissà se il primo ministro Starmer non ne senta un pò la minaccia.

Se pensavate che Kneecap fosse solo un gruppo di ragazzi appassionati di hip hop, vi siete sbagliati di grosso. Il primo album Fine Art ci rivelava un trio di buontemponi con le loro peripezie divise fra sesso occasionale, droghe varie e masturbazione.

Con “Fenian” si ha un cambio repentino di registro. E se Tom Morello, storico chitarrista dei Rage Against the Machine, ha espresso un forte sostegno per il trio hip-hop irlandese Kneecap, definendoli apertamente “i Rage Against the Machine di oggi“, vuol dire che fanno sul serio.

Evoluzione

In realtà già il primo album aveva un’identità forte dimostrata con l’uso del gaelico e dell’identità perduta nel post-colonialismo. Dal vivo, fin da subito, i Kneecap hanno dimostrato di sapersi muovere fra hip-hop, industrial, rap di annata con una cazzimma che farebbe impallidire molti. L’evoluzione segue le ultime vicende della band con Mo Chara (vero nome Liam Óg Ó hAnnaidh) accusato di reati di terrorismo e poi successivamente scagionato. Una vicenda legata alla dura critica del Primo Ministro Britannico Starmer verso la band accusata di fomentare violenza e sostegno agli Hezbollah.

Il loro impegno per la Palestina, oltre ad essere un atto di ribellione contro un sistema che gira le spalle davanti ad un genocidio, è una condivisione di popoli oppressi come accaduto in Irlanda.

Fenian vede la produzione di Dan Carey a cui si deve la svolta dei Fontaines DC verso un sound più maturo e personale. Il lavoro di Carey è far passare i suoni da un genere all’altro in una soluzione di continuità mantenendo una ritmica solida e un’evoluzione sonora. Malgrado il tono di denuncia inoltre la band non ha perso il gusto per l’ironia e il sano cazzeggio.

I Kneecap matengono solida la tradizione di creare rime direttamente in studio attraverso interazioni immediate tra scrittura, produzione e sperimentazione sonora. Un approccio che si serve di elementi sonori, come i cori di “Free Mo Chara” intercettati durante una manifestazione. L’arte di strada che diventa testimonianza diretta.

I brani dell’album

E la musica di Fenian che intercetta stati d’animo, sospesa fra atmosfere alla Massive Attack ( Carnival, Occupied 6), industrial (Liars Tale), house (Big Bad Mo) richiami alla Prodigy (Headcase). Dan Carey tiene il tutto unito e performante a livello ritmico e sonoro. Con Palestine riescono a unire il mondo arabo e irlandese in un connubio che va aldilà delle differenze, grazie al contributo con Fawzi, direttamente coinvolto nel dramma palestinese. Una collaborazione nata a distanza ma che ha dato l’opportunità di uno scambio culturale potente come il brano in questione.E ancora le successioni da rock nel deserto di Cocaine Hill.

Insomma, con Fenian i Kneecap hanno tutte le carte in regola per un percorso personale e ricco di influenze, politicamente impegnato con una forte identità.. Da questo disco parte un processo creativo che non può lasciare indifferenti. Andate a vederli dal vivo in Italia con ben quattro date:

  • 15 giugno Milano – Magnolia
  • 16 giugno Bologna – Sequoie Music Park
  • 17 giugno Roma – Auditorium Parco della Musica
  • 18 giugno Bari – Fiera del Levante

E non perdetevi il film in chiave comedy-action (disponibile su Amazon Prime). Vi farete l’idea di una delle formazioni più impegnate e coinvolgenti degli ultimi anni.

a cura di
Beppe Ardito

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di Beppe Ardito

Da sempre la musica è stata la mia "way of life". Cantata, suonata, scritta, elemento vitale per ridare lustro a una vita mediocre. Non solo. Anche il cinema accompagna la mia vita da quando, già da bambino, mi avventuravo nelle sale cinematografiche. Cerco di scrivere, con passione e trasporto, spinto dall'eternità illusione che un mondo di bellezza è possibile.

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