Un viaggio tra immagini e memorie dal 2001 al 2023: dalla pellicola 16mm alle videocamere digitali, “Generazione romantica” esplora il cambiamento di un’epoca e il senso del tempo che passa
Un progetto cinematografico che ha attraversato più di vent’anni: così Jia Zhangke ha presentato Generazione Romantica durante la conferenza stampa ufficiale. Il film, in uscita nelle sale italiane il 17 aprile, è il risultato di un lavoro iniziato nel 2001, che segue la vita e gli amori di due protagonisti attraverso le trasformazioni sociali della Cina contemporanea.
Girato con diversi strumenti e formati (dalla pellicola 16mm alle videocamere digitali, fino alle riprese di sorveglianza), il film costruisce un racconto visivo che restituisce la sensazione del tempo che scorre.
Quanto è cambiata la vita negli ultimi vent’anni? E quanto, invece, è rimasto immutato?
Una domanda per il regista Jia Zhangke: come ha affrontato il processo di montaggio? Ha seguito un filo narrativo già chiaro fin dall’inizio?
Jia Zhangke: “Il lavoro di montaggio per “Generazione Romantica” è durato tre anni e ho cominciato a raccogliere materiale dal 2001, quando ero concentrato sul mio progetto “L’uomo con la fotocamera digitale”.
Mentre lavoravo su questo mi sono reso conto che potevo utilizzare quel materiale per qualcosa di più grande, aggiungendoci magari altri spezzoni di vecchi film inediti per raccontare una storia più moderna della società. Ho lavorato su un girato vastissimo ed è stato un montaggio molto complesso.”
Il film è costruito con telecamere eterogenee: come ha unito questi frammenti così diversi in un’unica narrazione coerente? E quanto è stato complesso selezionare le immagini giuste da un archivio così vasto?
Jia Zhangke: “Il montaggio è stato complicato perché i materiali in nostro possesso erano registrati con la macchina digitale (il 16 mm e il 35), quindi abbiamo dovuto fare un lavoro di conversione per iniziare poi a lavorare sul montaggio.”
“Generazione Romantica” sembra un film di sentimenti: c’è un senso di nostalgia per una Cina scomparsa, per i film muti e per il tempo che scorre che irradia il progetto?
Jia Zhangke: “Il film inizia nel 2001, quindi si parla già di enormi cambiamenti che avvengono a livello spaziale, come appunto la criticità della situazione della Diga delle Tre Gole, o il fatto che le persone cambiavano città per trovare fortuna e per provare un’ altra vita. Questo vagabondare di fronte a questa sensazione è interpretata dalle persone come nostalgia: tuttavia non è il punto su cui io mi concentro.
Io volevo porre l’attenzione sull’uomo nella società. Dal mio punto di vista nel 2001 le persone erano piene di vitalità, di voglia di fare e di cambiamento. Nel 2020, con l’arrivo del Covid, le persone hanno perso questo fuoco, l’hanno dimenticato.
La pandemia mi ha permesso di concentrarmi sul film per tre anni consecutivi, ma non solo: mi ha indotto a pensare che fosse arrivata definitivamente la fine di un’epoca e di una cultura. Durante il Covid era tutto fermo tranne la tecnologia, che continuava a svilupparsi. Per questo motivo siamo entrati – prima che ce ne accorgessimo! – in qualcosa di nuovo e ignoto.
In Generazione Romantica voglio parlare del passaggio dalla vitalità e dalla voglia di comunità alla chiusura e alla relegazione.“
Il film riguarda il passato: in questo gioco il tempo sembra trascorso maggiormente per il protagonista maschile (che si affida al cambiamento tecnologico) rispetto alla protagonista femminile, che rimane legata a certi valori: è così?
Jia Zhangke: “Nella società cinese l’uomo ha un ruolo diverso rispetto alla donna, basato sul successo economico. La donna rimane invece in penombra e questo fa in modo che, nonostante tutte queste onde presenti in ogni epoca, riesca a rimanere ferma e non esserne sopraffatta. A rimanere fedele a se stessa, nonostante i fattori esterni.“
Questa è la prima volta che ha usato effetti speciali e l’intelligenza artificiale, com’è stata la sua esperienza?
Jia Zhangke: “L’intelligenza artificiale è presente solo verso la fine del film, quando la protagonista interagisce con il robot: per quella scena gli ingegneri hanno dovuto scrivere diversi programmi per farli interagire in maniera efficace.”
Qual è il ruolo della donna nella società cinese di oggi?
Jia Zhangke: “Non posso dire che nella società cinese di oggi le donne abbiano raggiunto la piena libertà, ma sicuramente come popolo stiamo andando in quella direzione. Nel mio ambiente ci sono molte registe donne che si stanno affermando e che parlano delle difficoltà che hanno riscontrato e della ricerca di indipendenza.
Il film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani” è stato appena rilasciato in Cina e sta avendo un successo enorme. Le donne stanno prendendo coscienza e vogliono il potere che meritano. Quando parliamo di emancipazione femminile pensiamo alle città più sviluppate, alle metropoli. Invece io ho voluto ambientare “Generazione Romantica” in una città più rurale, perché anche in luoghi meno sviluppati le donne stanno prendendo coscienza.”
a cura di
Michela Besacchi

