Ieri 8 giugno, in anteprima, è uscito l’atteso live-action dell’amatissimo film d’animazione Dreamworks del 2010: Dragon Trainer! Il film arriverà in tutte le sale il prossimo 13 giugno.

Essere nostalgici non sempre è una cosa buona, ma in questo caso lo è eccome! Chiunque abbia amato la trilogia di Dragon Trainer iniziata nel 2010 e conclusasi nel 2019, attendeva con ansia, nostalgia e anche un po’ di preoccupazione, il ritorno di Sdentato e Hiccup sul grande schermo.
Dragon Trainer è stato senza dubbio uno dei capolavori Dreamworks che più hanno lasciato il segno nel mondo dell’animazione, con fan in tutto il mondo che sono andati nei negozi di animali chiedendo se avessero un drago nero con occhi verdi. Purtroppo erano tutti esauriti da almeno 3000 anni. Per fortuna che esisteva il merch con peluche, giocattoli e gadget vari che hanno aiutato a sopportare la delusione di non poter cavalcare uno Sdentato.
Questo fino ad ora.
Sì perché, non contenta di averci fatto sognare invano, la Dreamworks ha pensato bene di rendere lo stesso drago che tutti volevano ancora più reale. E adesso la delusione è tornata. Eravamo riusciti a voltare pagina, perché lo avete fatto?
Ma per fortuna questo live action ha solo questo piccolo effetto collaterale, tutto il resto è magnifico.
Regole base per fare un bel live action
Ecco, Disney, ora prendi nota che ti faccio un bell’elenco di punti fondamentali, così magari la prossima volta non esce fuori il live-action di Biancaneve.
Uno dei punti più importanti è: mantenere il più possibile tutto così com’era nel film d’animazione. So che sembra difficile, perché la tentazione di cambiare trama per adeguarsi a quello che (si crede) il pubblico voglia è grande, ma vi assicuro che è molto semplice.
In questo film, per esempio, il design dei draghi è rimasto identico, ma soprattutto Sdentato è incredibilmente fedele all’originale con le stesse espressioni da gattino che ci hanno fatto innamorare di lui. Poi, pensate l’assurdità, la storia è la stessa! Anzi, addirittura hanno anche sopperito a un paio di buchi di trama presenti nei film d’animazione, anziché aggiungerne!
Disney, ora starai pensando che almeno avranno cambiato le musiche, per cercare di fare qualcosa di originale, e invece no! Quel capolavoro di colonna sonora composta da John Powell, con “Test Drive” che ancora ci fa sognare di volare in groppa ad un drago e altri temi che addirittura vengono suonati ai matrimoni, è sempre la stessa.
Quei pazzi della Dreamworks si sono limitati ad aggiungere giusto un paio di cosette per rimpolpare la trama. Forse l’unica cosa su cui si poteva fare un pochino meglio era la scelta di alcuni membri del cast.
Dopo 15 anni, le stesse emozioni
Con tutti questi ingredienti il film punta proprio a riportare le stesse emozioni soprattutto a chi nel 2010 era poco più che un bambino. E anche a quelle persone estremamente sensibili che si commuovono a 32 anni per un film sui draghi…ovviamente parlo del tizio che avevo a fianco, non di me.
Il cast è quasi tutto perfetto. Soprattutto Gerard Butler che aveva dato voce al personaggio di Stoick l’immenso e non vedeva l’ora di poterlo interpretare anche fisicamente, ha fatto una prova magistrale e lo ha reso vivo più che mai. Forse chi mi ha convinto meno è stato Mason Thames nel ruolo di Hiccup, perché mi è sembrato già troppo adulto e poco sfigato. Convincente, invece, Nico Parker nel ruolo di Astrid: nonostante la poca somiglianza all’originale, il carattere c’è tutto.
Ma la cosa più incredibile, che vi lascerà a bocca aperta, è il connubio tra paesaggi islandesi, scene di volo girate magistralmente, CGI pazzesca e colonna sonora di John Powell. Il livello di realismo è veramente encomiabile, nonostante l’aspetto dei draghi fosse molto cartoon perché, ovviamente, era pensato per un film d’animazione. Credo, però, sia stata la scelta giusta mantenerli così com’erano, anche perché abbiamo visto cosa sono capaci di fare i fan quando un design non li soddisfa.
Per questo motivo giuro che se sento anche una sola persona lamentarsi del fatto che i draghi sono troppo uguali all’originale, la porto in tribunale.

Conclusioni
Non so se chi non ha mai visto il film d’animazione sia interessato o meno a vedere il live-action, ma sono abbastanza sicuro che questo film funzioni anche per chi non conosce la storia e pensa di andare a vedere un film sui draghi. La storia è talmente bella e avvincente che non può non coinvolgere.
Poi c’è il tema più importante, il messaggio che porta questo film, attuale più che mai: l’amicizia, il legame tra Hiccup e Sdentato, ci insegna che l’amore è la cura per tutto, anche per le guerre, e che bisogna abbracciare le disuguaglianze, e imparare a conoscere prima di giudicare.
Grazie Dragon Trainer e grazie Dreamworks per averci fatto tornare bambini.
a cura di
Edoardo Iannantuoni

