The Drama: Zendaya e Robert Pattinson al centro di un romance imprevedibile

Arriva domani nelle sale l’attesissimo The Drama – Un segreto è per sempre. Scritto e diretto dal norvegese Kristoffer Borgli e distribuito in Italia da I Wonder Pictures, il film unisce per la prima volta sul grande schermo Zendaya e Robert Pattinson in una dark romantic comedy capace di fondere il romanticismo con il dramma, dove l’inquietudine è accompagnata da un’ironia amara. 

Le aspettative riguardo a The Drama erano alte già da mesi, alimentate non solo dalla popolarità internazionale dei due protagonisti, ma anche da un’originale campagna di marketing: la pubblicazione sul Boston Globe di un annuncio di fidanzamento tra i personaggi ha incuriosito migliaia di persone, contribuendo a creare un’aura di mistero attorno al film. Aspettative che, senza ombra di dubbio, la pellicola riesce a sostenere sotto tutti i punti di vista.

La trama

Emma Harwood (Zendaya) e Charlie Thompson (Robert Pattinson) sono una coppia affiatata, pronta – dopo anni di relazione – a ufficializzare il loro amore con il matrimonio. Se inizialmente tutto sembra procedere serenamente verso il grande giorno, a breve distanza dalla cerimonia l’equilibrio della relazione si incrina all’improvviso a causa di un’inaspettata rivelazione di lei: infatti, durante la degustazione dei vini organizzata con una coppia di amici in vista delle nozze, questi ultimi propongono ai due protagonisti di raccontare “la cosa più brutta che avessero mai fatto”, un gioco con cui loro stessi si erano aperti in una sorta di confessione.

Dopo Charlie, è il turno di Emma: le sue parole – inattese e sconvolgenti -, dapprima intese come una provocazione paradossale, presto cambiano radicalmente il clima della serata e mettono in discussione ogni certezza della coppia, trasformando l’attesa del matrimonio in giorni carichi di agitazione, dubbi e interrogativi sul futuro condiviso.

Dalla commedia al dramma: la costruzione della tensione

Da quel momento il film compie una brusca svolta narrativa che coinvolge il tono stesso del racconto: alla leggerezza iniziale, costruita attraverso il ricordo dei primi spensierati momenti della relazione – l’incontro, il primo appuntamento, il primo bacio – si sovrappongono progressivamente tensione e dramma (come già intuibile dal titolo), destinati a dominare nel resto della pellicola. Lo spettatore viene così trascinato in un crescente turbamento accentuato dalla sapiente regia di Borgli.

Attraverso un montaggio di sequenze frammentate in un continuo alternarsi tra passato e presente, egli mostra il rapido cambiamento nella vita dei due personaggi causato dal segreto di Emma. Rompe la continuità temporale l’uso successivo di inquadrature identiche che rimandano a due diversi piani cronologici: lo stesso divano che prima vedeva la coppia vicina e complice diventa improvvisamente lo spazio di una separazione fisica ed emotiva. 

Questa strategia, che trasmette l’idea di un passato irrecuperabile e di un presente senza prospettive, si combina con flashback (non marcati da dissolvenze né da particolari cromie) che permettono di introdurre gradualmente frammenti di vicende più remote, legate all’adolescenza di Emma e alla verità che Charlie cerca disperatamente di comprendere. Attraverso conversazioni sempre più tese frutto delle domande che instancabilmente le pone, egli tenta di dare un senso ai fatti che emergono con gradualità. Così disseminate, le informazioni arrivano a poco a poco anche agli spettatori, generando un senso di ansia e suspense. 

Se nelle sequenze iniziali la colonna sonora accompagnava la felicità della coppia, da un momento all’altro è il silenzio a prendere il sopravvento: un silenzio pesante, quasi opprimente, che amplifica la solitudine dei personaggi e li costringe a confrontarsi senza distrazioni con ciò che li separa. Borgli intensifica così – concentrandosi sui dialoghi più che non sugli elementi di contorno – una dinamica emotiva fondata su incertezze, imbarazzi e parole non dette. 

Il risultato è un crescendo di inquietudine e mistero che coinvolge direttamente il pubblico, accompagnato dalla sensazione che la storia stia inevitabilmente avanzando verso un punto di non ritorno. 

La forza dell’interpretazione

Il cuore del film risiede nella dimensione psicologica dei personaggi, che trasforma la narrazione in un’intensa esplorazione delle fragilità emotive e delle varie sfaccettature dei rapporti umani. Borgli costruisce un viaggio interiore che non segue i cliché di una classica romcom, ma che mostra quanto sia difficile sostenere l’immagine di apparente perfezione quando emergono colpe, paure e segreti.

Il lavoro sulla psicologia di personaggi così complessi è uno dei pregi di The Drama: gran parte della sua forza, infatti, deriva dalle interpretazioni dei protagonisti, che convincono sia individualmente (in particolare Robert Pattinson) sia come coppia. 

L’attore interpreta Charlie Thompson, direttore di un museo d’arte, la cui tranquillità è sconvolta dalla rivelazione scioccante della fidanzata. Egli restituisce con grande sensibilità le reazioni al progressivo sgretolarsi delle certezze del protagonista: nervosismo, isteria, esitazioni e tremori nella voce rappresentano in maniera potente e credibile il tormento di un uomo solo, costretto a prendere una decisione destinata a ridefinire la propria vita. Pattinson dimostra inoltre un sorprendente controllo dei tempi comici, esprimendo un’ironia nervosa che amplifica – anziché alleggerire – la tensione.

Personaggio altrettanto complesso è quello della giovane Emma Harwood. Alla sua ambiguità Zendaya conferisce una certa intensità, interpretando con delicatezza il desiderio di lasciarsi alle spalle il peso di un momento del passato in cui non si riconosce più. 

Zendaya e Pattinson interagiscono alla perfezione, creando una chimica che si esprime sia nei non detti, negli sguardi, nei silenzi, sia nei dialoghi, che oscillano tra ilarità, profondità e sincerità emotiva. 

Le tante domande che provocano lo spettatore 

The Drama è un film che spinge inevitabilmente alla riflessione: non è difficile immedesimarsi soprattutto in Charlie, sospeso tra le implicite aspettative sociali del matrimonio imminente e il dubbio su come affrontare la realtà quando realizza di non conoscere davvero la persona che ama. 

Cosa faremmo al suo posto? Cercheremmo di comprendere o sceglieremmo di fuggire? Saremmo capaci di fidarci di nuovo? Sapremmo perdonare, lasciando tutto alle spalle? E soprattutto, l’amore basta per accogliere anche il lato più oscuro dell’altro?

Una dark romantic comedy intensa e umana

Da questa nuova opera di Borgli emerge una visione dell’amore nient’affatto idealizzata: attraverso il racconto – realistico e dolorosamente credibile -, il regista affronta temi alla base di ogni relazione, quali la fiducia, l’empatia e l’accettazione reciproca, calandoli in una situazione concreta e costruendo in questo modo un’esperienza coinvolgente per il pubblico.  

Pur attraversato da una forte tensione psicologica, il film non manca di una vena di dark humor – di grande efficacia grazie a un meticoloso lavoro di sceneggiatura – che genera sorrisi nervosi e risate amare, presenti persino nel climax finale, dove la carica negativa è affiancata da una comicità intenzionalmente disturbante. 

Ne derivano 105 minuti intensi ed emotivamente impegnativi, durante i quali ci si trova pervasi da un senso di disagio ma anche catturati dalla ricchezza dei colpi di scena, che non lasciano un attimo di tregua e che fino all’ultimo istante rendono imprevedibili gli sviluppi della trama. 

In sintesi, The Drama fonde i caratteri della commedia romantica e del thriller psicologico, in un’opera che si può definire tanto “commedia tragica” quanto “dramma psicologico” e che apre una prospettiva carica di tensione ma sincera sulle contraddizioni dell’animo umano. 

Distribuito da I Wonder Pictures, The Drama – Un segreto è per sempre arriva domani al cinema!

a cura di
Micol Perotti

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