I Combichrist sono tornati in Europa con un nuovo tour, “Still Making Monsters 2025” in compagnia di tre band protagoniste della scena odierna dark e industrial: Extize, Crimson Veil ed Esoterik
Serata ad alta tensione elettrica il 7 maggio al Legend Club di Milano, dove il pubblico ha risposto con entusiasmo all’arrivo dei Combichrist, tra le band più iconiche dell’industrial metal/aggrotech internazionale. Il tour ha portato in Italia un mix esplosivo di energia, distorsione e teatralità, ben accompagnato da un trio di openers che hanno saputo scaldare gli animi fin dalle prime ore.
Tutto è iniziato prestissimo, alle 18.30, con gli Esoterik che hanno dato il via alle danze con un set breve ma d’impatto. Atmosfere darkwave e synth-pop contaminati da vibrazioni gotiche hanno creato una base affascinante, anche se ancora contenuta rispetto a quello che sarebbe venuto dopo. Purtroppo a quell’ora il locale doveva ancora riempirsi, ma i pochi presenti hanno accolto il duo statunitense con molto calore.
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Un riassestamento del palco, con nuovi strumenti musicali e un’asta del microfono particolare per l’esibizione dei secondi opener: i Crimson Veil. La band, originaria di Brighton (UK) ha decisamente alzato il livello scenico: look curati, sonorità più dure e una voce femminile graffiante che ha conquistato il pubblico. Il loro mix tra metal alternativo e influenze industrial ha cominciato a far muovere sul serio le prime file.
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Sono poco più delle 20 quando con gli Extize l’atmosfera esplode in pieno stile rave-industrial.
Trucco shock, outfit cyber e una presenza scenica aggressiva: sembrava di essere finiti in un club sotterraneo berlinese.
Il frontman Cyb3rella e il dj Matthias sono super carichi e sorridenti e regalano una performance super divertente, arricchita anche dai video trasmessi da uno schermo davanti la consolle e immagini su un tablet. Il pubblico ha reagito alla grande, con pogo improvvisati e braccia alzate a ogni drop. Un vero show visivo oltre che sonoro.
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Con l’arrivo dei Combichrist il Legend si è letteralmente trasformato in una bolgia. Andy LaPlegua, carismatico e scatenato come sempre, ha dominato il palco tra urla, synth martellanti e riff da pogo selvaggio. La setlist ha spaziato dai grandi classici come “What the F**k is Wrong with You?” a brani più recenti, sempre con quel mix di aggressività e ritmo che ti entra sotto pelle.
Il pubblico era completamente in trance: mosh pit, crowd surfing e cori all’unisono in un’atmosfera adrenalinica e viscerale…oltre che ad alcune danze con movenze “tipicamente ebm” di alcuni fan vestiti a puntino con abiti fluo ed extension. La produzione era curata ma essenziale: luci taglienti, fumi densi e pochissimi fronzoli. Tutto lasciava spazio alla musica e alla fisicità della performance. Nessuna sbavatura, solo pura energia… E’ stato bello rivedere i Combichrist dopo tanto tempo e rimanerne ancora pienamente soddisfatta!
E’ stata una serata intensa, sudata e catartica. Il Legend Club si è confermato location perfetta per questo tipo di concerti: intima ma esplosiva. Gli act di apertura hanno fatto egregiamente il loro dovere e i Combichrist hanno dimostrato ancora una volta di essere maestri nel trasformare un concerto in un’esperienza totale.
La scaletta dei Combichrist:
- Today I Woke to the Rain of Blood
- Throat Full of Glass
- Get Your Body Beat
- Just Like Me
- Compliance
- Follow the Trail of Blood
- Children of Violence
- Can’t Control
- Electrohead
- Sonic Witch
- Modern Demon
- Violence Solves Everything, Pt I
- Violence Solves Everything Part II (The End of a Dream)
Encore: - Denial
- They
Qui le foto dei Combichrist
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a cura e foto di
Emanuela Giurano

