“Queer” di Luca Guadagnino – la recensione in anteprima

Giovedì 26 marzo abbiamo visto in anteprima Queer, la nuova opera cinematografica del rinomato regista Luca Guadagnino, che sarà diffusa in tutte le sale italiane a partire dal 17 aprile.

Da anni Guadagnino esplora il mondo della sensualità, del desiderio e, in generale, delle emozioni umane. Il suo operato si contraddistingue per la raffinatezza dell’estetica e per la sottigliezza emotiva che si rifà ai suoi personaggi. Queer non è da meno, rientrando perfettamente nei canoni dell’arte del regista, pur spingendosi stavolta oltre i confini del suo lavoro tipico, immergendosi in una tematica più complessa che è quella dell’identità sessuale.

La trama

L’adattamento del romanzo di William S. Burroughs si svolge in Messico, dove William Lee (Daniel Craig) si invaghisce di Eugene Allerton (Drew Starkey). È ambientato nel 1950, periodo in cui l’omosessualità viene vista come un motivo di vergogna, qualcosa da cui allontanarsi. 

Lee vive la sua vita tra una festa e l’altra, il più delle volte in solitudine, accontentandosi di incontri intimi, occasionali, che lo lasciano insoddisfatto, infelice e desideroso di qualcosa di più profondo e autenticoEugene, di contro, è un giovane ragazzo che vuole sperimentare tutto ciò che gli capiti a tiro. Non è chiara la sua identità sessuale e vive la vita così come gli si presenta

Nonostante nasca un certo sentimento tra i due, dovranno fare i conti non soltanto con la società e ciò che viene ritenuto socialmente accettabile, ma anche con ciò che pensano di loro stessi e il desiderio di poter amare liberamente. Si avventurano così in un viaggio all’insegna della ricerca dello yage, un decotto psichedelico che dicono possa favorire abilità telepatiche, così da potersi “parlare senza parlare, toccare senza toccare”.

Le tematiche affrontate

Guadagnino ci mostra i corpi dei suoi protagonisti come simboli in grado di veicolare le pulsioni più profonde e viscerali, facendo emergere una forte sensualità mista a dolore, sofferenza, disperazione. Si esplora a fondo la tematica del desiderio, che non è più il mero desiderio fisico, ma diventa lungo l’arco della storia anche psicologico. Il desiderio diventa bisogno, non soltanto di poter amare una persona, ma di fondersi con essa, vivere sotto la sua pelle. 

Diventa di cruciale importanza conoscere l’altro per conoscere se stessi. Fondamentale è anche l’introduzione del “non-binary”, che viene esplorato in tutte le sue sfumature e che viene riconosciuto dopo un’intensa osservazione dell’altro e un’attenta introspezione.

La cinematografia, lo stile e le immagini

Queer si contraddistingue per l’impatto visivo, presentandosi come un’opera nuda e crudaTutto diventa simbolo: gli animali, i bar, le stanze, gli accessori. Tutto riporta a qualcosa, e il paesaggio non è più soltanto un paesaggio, ma un pezzo di storia, un rimando alla condizione psicologica e fisica della persona. 

Le inquadrature sono lente, studiate, metodiche e l’abbondanza di primi piani ci fa sentire come se potessimo carpire i pensieri più intimi e profondi dei protagonisti.

Chiamami col tuo nome e Queer, la continuità tematica

Entrambe le opere del regista si muovono sulla medesima onda: il desiderio, il dolore, la perdita, la scoperta di un nuovo sé. Ma in cosa differiscono?

Mentre Chiamami col tuo nome segue le vicende di due giovani ragazzi che maturano una nuova consapevolezza e segnano un passaggio dall’adolescenza alla vita da adulti, Queer si distanzia da questo “candore”, da questa innocenza, e si sposta sulla conoscenza del proprio io, sull’introspezione, sulla scomposizione di quelli che sono i canoni dettati dalla società contemporanea per esplorare le varie categorie di sessualità e identità.

Conclusioni

Queer è ad oggi l’opera più forte di Luca Guadagnino, che presenta tematiche e riferimenti che lo rendono uno dei registi più contemporanei dell’industria del cinema. Egli mantiene la sua impronta, spingendosi stavolta oltre i limiti del suo operato, rendendo la pellicola complessa e di difficile comprensione se non si presta attenzione al dettaglio. 

La cinematografia nell’insieme è favolosa, talmente tanto da far sì che lo spettatore si immerga totalmente nella vicenda narrata. Si tratta di un film intimo, travolgente, passionale, crudo, da non perdere!

Queer di Luca Guadagnino sarà disponibile in tutte le sale italiane dal 17 aprile.

a cura di 
Federica Quiescenti

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