Bdrmm – TPO, Bologna – 27 marzo 2025

Bdrmm TPO Bologna

Bdrmm in Italia: un concerto imperdibile al TPO di Bologna

Non è passato molto tempo dalla prima volta che i Bdrmm sono arrivati in Italia. Era il maggio del 2022, meno di tre anni fa. In quel periodo i Mogwai erano in tour con il loro acclamato album As The Love Continues, che ha conquistato la posizione numero uno nelle classifiche UK, superando star come Dua Lipa e Ariana Grande. In quella circostanza, i ragazzi di Hull si esibivano come gruppo spalla, con una performance che ha lasciato il segno.

Voglia di esplorare senza rinnegare le proprie origini

A distanza di tre anni, l’attitudine non è cambiata ma l’approccio musicale è evoluto. La prova più evidente di questa trasformazione è il loro ultimo album, Microtonic (febbraio 2025), che segna una svolta di carriera. Lo shoegaze non è stato abbandonato: lo ritroviamo nitidamente nella title track con la quale hanno scelto di aprire ogni data del tour. Dall’altra, la voglia di esplorare nuovi orizzonti musicali con questo nuovo disco è innegabile.

I Bdrmm hanno intrapreso un percorso di sperimentazione sonora che mescola elementi elettronici con la loro tradizionale estetica sonora. La transizione era già iniziata con I Don’t Know (2022), dove la traccia Alps si inseriva a cavallo tra la techno meno spinta e la musica dance.

Bdrmm TPO Bologna
Tracciare il percorso come Pollicino, ma non per paura di perdersi

Stiamo parlando di un timido sporgersi oltre i confini conosciuti, una briciola di pane lasciata lì più come segnale verso il quale tornare per cercare una svolta più che un’indicazione per orientarsi. Una briciola sulla quale i fratelli Smith, Murray e Vickers sono tornati con una maturità musicale diversa. Con il progetto di Microtonic hanno scelto di proseguire su un percorso sconosciuto che però torna più volte a intersecarsi con quello a loro più noto, fondendo elementi di chiaro stampo elettronico (John on the Ceiling e Snares), ai più classici giri di chitarra monocorda e tastiera.

Questo terzo album è una chiara dichiarazione di indipendenza dalle etichette di genere, un coraggioso atto di libertà artistica che mostra la maturità della band, ma anche la sua voglia di sperimentare senza paura di osare. I fan sembrano apprezzare questa nuova direzione, come dimostra l’entusiasmo per le date di Milano e Bologna.

Jagwari TPO Bologna
In apertura, i Jagwari, “una cover band di Domenico Bini”

La serata è iniziata con i Jagwari, un gruppo garage punk/rock originario di Genova e Milano. Nonostante il TPO fosse ancora lontano dal riempirsi, la band ha attirato subito l’attenzione con il loro look da britpop anni ’90 e una attitudine chiaramente punk. Tuttavia, 35 minuti non sono stati sufficienti alla band per far decollare il suono tanto da scuotere davvero il pubblico. L’energia da parte loro però non è mancata e neanche quell’atteggiamento sfrontato tipico del genere musicale di cui si fanno portavoce.

Nomen omen, si inizia alle 22.15, ma siamo tutti belli svegli

Sulla tape di Angel dei Massive Attack i Bdrmm prendono possesso del palco alle 22:15 circa e partono subito con la title track da cui l’album prende il nome. Microtonic è il pezzo giusto per impostare il termometro emotivo della serata. A seguire Clarkycat e Push/Pull sono le istruzioni per l’uso del concerto, quasi un bugiardino da farmaco, in cui i pezzi dell’ultimo album saranno alternati a canzoni dei precedenti due LP.

I suoni sono nettamente migliorati rispetto all’esibizione dei Jagwari ma ancora lontani dall’essere nitidi, con i bassi prepotenti a riempire lo spazio degli altri strumenti. In fondo, però, ogni concerto da club che si rispetti ha queste caratteristiche.

Elettronic vibes
Bdrmm TPO Bologna

Il momento culminante della serata arriva durante John on the Ceiling. È sulle note di questo pezzo che avviene la metamorfosi. Le luci virano dal blu a rosso e la nebbia creata dalla macchina del fumo, che ha avvolto fino a quel momento il palco neanche fossimo dentro Twin Peaks, si dirada, levigando il contorno frastagliato di musicisti e strumenti. Lo shoegaze cede il posto alla musica elettronica con la quale condivide tuttavia la struttura ritmica ripetitiva che fa da tappeto armonico alla voce di Ryan Smith. Infinity Peaking è la canzone del nuovo album che rende meglio dal vivo, non si capisce se per struttura intrinseca o perché i suoni sembrano ulteriormente migliorati.

Durante The Noose, Ryan si denuda della chitarra, esce da dietro i synth con il microfono in mano e va verso il pubblico, in bilico sul bordo del palco, quasi come sull’orlo del precipizio. Al primo ascolto dell’album in studio si poteva già intuire come questo pezzo fosse forse il più intimo dell’intero album ma ora, visto e sentito dal vivo, l’intuizione sembra trasformarsi in certezza.

L’encore è tutto dedicato ai vecchi pezzi della band con Happy e (Un)Happy richieste più volte dal pubblico e Port.

Bdrmm TPO Bologna
Tornate presto!

Non possiamo prevedere quale sarà il futuro artistico dei bdrmm, ma siamo ansiosi di vederli di nuovo in Italia, magari già questa estate. Non ci preoccupiamo di quale direzione prenderà la loro musica, se torneranno alle radici shoegaze o se continueranno a sperimentare nuove sonorità. Quello che ci auspichiamo è che i bdrmm rimangano sempre loro stessi, sempre diversi, sempre curiosi e coraggiosi nella sperimentazione.

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a cura di
Illary Terenzi

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