Zara Colombo e l’album di debutto “Madre Lingua”. L’intervista

Esce il 3 aprile “Madre Lingua” per la Sugar, l’album di debutto per gli Zara Colombo. Un duo che riesce a coniugare arte e musica con uno stile unico. Un’identità già ben definita, matura e non scontata

Zara Colombo è un’unione di anime che coniuga mondi lontani. È arte che si fa musica e vibrante. Sono un duo musicale composto da Zara C. Massaro e Luca Massaro, compongono canzoni che sono istanti di vita densi di spontaneità. Creano un suono che è senza tempo, avvolgente con una leggerezza indie che non è nichilista. Dietro la voce sognante di Zara, Massaro tesse la tela di una musicalità che risente del suo mondo fatto di immagini, fotografie e installazioni. Ma lasciamo la parola a loro.

Ciao ragazzi e complimenti per il vostro nuovo lavoro. Il vostro incontro nasce da due realtà diverse ma in un certo senso simili, America del Sud ed Emilia. Ci volete raccontare come è nato il vostro incontro?

Ci siamo conosciuti in un bar di Milano: una delle prime cose che Luca ha chiesto a Zara è stata se il suo fosse un nome d’arte, perchè “Zara Colombo” gli sembrava il nome di una cantante. 

È bello l’accostamento che hai fatto tra Emilia e America del Sud, anche noi abbiamo sempre avuto questa sensazione. Pensiamo che anche a livello musicale ci siano similitudini tra Charly Garcia e Lucio Dalla, Lucio Battisti e Spinetta.

Quanto sono determinanti, secondo voi, gli umori e le sensazioni che trasmettono i luoghi a cui apparteniamo?

Per noi i luoghi e le sensazioni che trasmettono sono fondamentali. Ci siamo sempre sentiti a casa nei luoghi dell’altro, come se le nostre origini fossero comuni. Un po’ come nei luoghi raccontati da Borges o Melville, che sembrano esistere davvero pur non essendo su nessuna mappa.

Zara Colombo oltre ad essere una band è un modo di far rivivere l’arte concettuale attraverso la musica. Oltre a Mario Schifano, che citate nel brano “Le Stelle”, quali sono i vostri riferimenti artistici musicali e non che fanno parte del ricco universo degli Zara Colombo?

Forse non direi concettuale, la cosa bella della musica è proprio che non sia mediata da riferimenti e che si possa apprezzare a diversi livelli immediati. I nostri ascolti vanno in tutte le direzioni, dal pop di Rosalía e Bad Bunny, a Neil Young e CCCP. Entrambi veniamo dal mondo delle arti visive, quindi ci è piaciuto molto leggere di Schifano e Boetti che suonano strumenti musicali o viceversa dei Sonic Youth che collaborano con Gerard Richter, Raymond Pettibon e Mike Kelley.

Come si riesce a unire la musica al vostro percorso artistico fatto di parole e immagini, fotografie e installazioni?

È stato tutto molto naturale. Luca ha spesso utilizzato il suono nelle sue installazioni in gallerie e musei. In più entrambi suoniamo un po’ fin da piccoli, ma sicuramente nel nostro caso la Parola che diventa Voce è il filo conduttore che ci accompagna. 

Qual è il vostro palco e il vostro ascoltatore ideale?

Siamo grati per qualsiasi palco e qualsiasi ascoltatore, ci sembra un sogno poter condividere le cose nate in intimità con quante più persone possibili. L’immagine che mi viene in mente come situazione ideale per rispondere alla tua domanda è quella di una barchetta con 100 persone intorno a una qualche piccola isola del mare italiano. 

Avete realizzato il vostro album d’esordio con la prestigiosa etichetta Sugar. Ci volete parlare della realizzazione e produzione oltre ai vostri collaboratori?

I nostri collaboratori e producer sono per noi veri e propri fratelli: alcuni per legame familiare, come Bandalos Chinos, altri per affinità elettive, come Dumbo Gets Mad. Con il team di Sugar è scattato fin dal primo incontro qualcosa di magico.

Domanda “marzulliana”: qual è il vostro sogno nel cassetto e con quale artista vi piacerebbe collaborare in futuro?

I sogni nel cassetto sono chiusi a chiave finché non si avverano. Di artisti ce ne sarebbero tanti, ma per rimanere nel mondo dei sogni, ci  piacerebbe collaborare con Paolo Conte o Rosalía.


a cura di
Beppe Ardito

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di Beppe Ardito

Da sempre la musica è stata la mia "way of life". Cantata, suonata, scritta, elemento vitale per ridare lustro a una vita mediocre. Non solo. Anche il cinema accompagna la mia vita da quando, già da bambino, mi avventuravo nelle sale cinematografiche. Cerco di scrivere, con passione e trasporto, spinto dall'eternità illusione che un mondo di bellezza è possibile.

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