A dieci anni dall’uscita di “Let It Go”, James Bay è tornato, e stavolta non ha intenzione di guardare indietro
Dopo aver dominato la scena con i successi del primo album “Chaos and the Calm”, un disco che ha spazzato via le classifiche britanniche e lo ha incoronato come una delle voci più affascinanti del pop-folk contemporaneo, “Changes All The Time” segna un punto di svolta per James Bay.
E lo fa con una freschezza e una libertà creativa che contagiano fin dal primo ascolto. Il singolo apripista “Up All Night”, che vede la partecipazione di The Lumineers e Noah Kahan, ci porta subito in un’atmosfera carica di energia e vibrazioni positive.
Il disco si distingue poi per collaborazioni prestigiose, come quella con Brandon Flowers dei The Killers su “Easy Distraction”, che mescola riff rock e delicatezza emotiva, e con Kevin Garrett in “Crystal Clear”, dove la voce di Bay sembra fluttuare in equilibrio perfetto su una linea di chitarra folk appena accennata, creando un momento di pura intimità.

Non mancano i brani che mettono in luce la versatilità dell’artista: “Everburn” è un crescendo di emozioni che brucia lentamente fino a esplodere, mentre “Hope” ti avvolge dolcemente con le sue armonie corali. “Hopeless Heart”, invece, si muove su ritmi più veloci, pronta per essere suonata live e diventare una nuova hit per il pubblico.
Il viaggio musicale culmina con “Dogfight”, in cui i testi introspettivi di Bay si fondono con arrangiamenti ricchi e stratificati, creando una narrazione coinvolgente che chiude l’album in modo potente.
Libero dalle convenzioni
Con “Changes All The Time”, James Bay supera le aspettative e crea un album che lo vede finalmente libero dai limiti imposti dal passato. Non ci sono più compromessi, non c’è più il bisogno di inseguire le mode o di rifugiarsi in ciò che è sicuro. La sua scrittura è ora libera, spontanea, e questo si riflette in ogni traccia dell’album.
“Changes All The Time” è un viaggio tra passato e futuro, tra sperimentazione e autenticità, che segna una nuova fase nella carriera di James Bay.
a cura di
Chiara Serri

