Sicuramente uno dei reality più seguiti e catalizzanti nell’ambito musicale è X-Factor che, nella versione italiana, arriva alla 17esima edizione e in queste settimane sono iniziate le registrazioni a Milano per le Audition che porteranno ai Boot Camp del primo weekend di luglio. Abbiamo presenziato come pubblico per vedere cosa succede durante le riprese, naturalmente senza nessun tipo di spoiler
Come ogni giorno scorro il mio feed su Instagram e, tra un post sulle auto e uno di fotografi di concerti, mi appare un post sulla possibilità di fare da pubblico per X-Factor, ammetto che l’interesse era alto, sono anni che avrei voluto farlo e tutti i tentativi di essere presente ai live sono miseramente falliti, ma mi sono detto: “ci riprovo” e dopo aver mandato la mail per l’iscrizione mi è arrivata la conferma di poter fare parte del pubblico delle audition del programma.
In realtà è tutto molto semplice, si manda una mail all’indirizzo indicato dal gestore del servizio, in questo caso AG MEDIA, si indica la data in cui si vuole fare il pubblico e si aspetta la risposta, in pratica è sulla base dell’ordine di richiesta.
La data scelta è il 18 giugno, un po’ perché è di domenica e quindi non ci sono impedimenti lavorativi, un po’ perché vuoi fare qualcosa nel weekend che esuli dal normale tran tran quotidiano.
Caldo, Sole e attesa
Arrivato alla data segnata con una X sul calendario, preparo tutto il necessario per la giornata: panini, bottigliette d’acqua e powerbank visto che rimarrò chiuso nel palazzetto per le riprese fino a mezzanotte; a differenza dei grandi eventi il tappo delle bottigliette te lo lasciano, il clima è disteso, anche se la smania di entrare per primi rimane una costante di tutte le code.
Ore 12.30 arrivo all’Allianz Cloud, c’è già parecchia gente in coda, inizio ad ambientarmi e, ripensando a quanto scritto sulla mail, controllo su Instagram e vedo che gli ingressi sono due, la maggior parte delle persone è concentrata su un ingresso e allora io mi appropinquo verso l’altro ( primo consiglio su eventi del genere: controllare sempre le avvertenze nelle comunicazioni che vi inviano, molte volte vengono date informazioni aggiuntive su diversi canali come in questo caso).
L’apertura delle porte è prevista per le 13.45, in molti mormorano che verranno aperte prima, in realtà è solo una mera illusione, il tempo sotto il sole sembra non passare più, ma l’attesa non fa che solleticare l’interesse e la voglia di sapere cosa succederà per davvero dentro quel teatro. X-Factor sarà davvero come lo si vede in TV? Come saranno i giudici dal vivo? E i cantanti?

L’emozione del momento
I cancelli si aprono, la gente entra, ma con una certa compostezza, c’è posto per tutti, prima di entrare però bisogna sbrigare le formalità burocratiche, liberatorie per il pubblico minorenne e per tutti gli altri viene chiesto il nome del capogruppo e degli altri componenti per vedere se effettivamente sono in lista.
Dopo aver dato le proprie generalità si entra… No, non ancora, bisogna aspettare che prima passino tutti gli accreditati come familiari, sponsor o invitati, lo spazio antistante l’ingresso si riempie velocemente, io sono tra i primi del pubblico dei “normali”, il responsabile dell’animazione (termine brutto per dire una cosa bellissima), Luca Rossi, scambia parole con la gente in attesa, due battute, gente “abituee” del pubblico porta cibo per lo staff, il clima è disteso e divertente, certo chi si lamenta dell’attesa c’è e sempre ci sarà, ma non sarà questo a scalfire gli animi leggeri di chi è li per divertirsi.
Finalmente si entra, anzi no, inizia la prima ripresa, una delle più iconiche del reality a sfondo musicale, l’arrivo dei giudici sulle auto all’ingresso del teatro. Ecco il giudice sull’auto in realtà non c’è, ma al suo posto è presente un cameramen che registra con “gli occhi del giudice”, primo ciak buono, ma sempre meglio farne un secondo; ecco che finalmente entriamo all’interno dell’Allianz Cloud, prima gli accreditati poi tutti gli altri.

Una botta di fortuna chiamata parterre
Appena entrato seguo il gruppo fino ad arrivare alle scale che mi porteranno a sedermi all’interno del teatro, penso a dove mi faranno sedere e con mia grande sorpresa mi trovo in uno dei posti privilegiati degli spalti, subito dietro ai giudici in quello che viene considerato come parterre.
Il caldo patito nell’attesa all’esterno lascia spazio alle temperature che pian piano si abbassano grazie al climatizzatore che entra in funzione, in maniera lenta, ma la gente continua a riempire il palazzetto e tutti i presenti iniziano a rilassarsi, fare delle foto, mangiare un panino, parlare nell’attesa di quello che sarà.
Una volta seduti tutti sugli spalti arrivano le prime indicazioni: “registriamo le reazioni del pubblico prima delle audizioni perchè durante non sarebbe possibile in quando le telecamere sono su cantanti e giudici”; Le luci si spengono, dalla regia il primo ciak con le indicazioni verso tutti noi: applaudite, ballate, muovetevi, stringetevi, non cantate (appunto più che necessario visto che in sottofondo passano hit stranote e i labiali potrebbero incasinare le riprese).
Le registrazioni del pubblico durano poco più di un’ora, i telefoni sono proibiti, nessun filmato o utilizzo di essi come torcia pena esser mandati fuori, in realtà non è così stringente l’ordine e qualche telefono ogni tanto fa la sua presenza tra gli spalti.

Giù le luci, entrano i giudici
Superato questo momento che, per una persona come me, è stato intenso e impegnativo si torna a respirare un attimo e a rilassarci, ma non dura molto questo attimo di quiete; è ora di tornare a girare, ma stavolta entrano i giudici e le audizioni hanno veramente inizio.
I quattro giudici sono rilassati, c’è chi scambia parole col pubblico, chi fa due foto e chi disegna al posto, molti fan sono in visibilio e urlano a più non posso il nome del giudice preferito, dagli spalti Luca Rossi ristabilisce la calma e si possono sentire per la prima volta le parole che tutti stavano aspettando: “Entri il primo concorrente”.
Tra promossi e bocciati il tempo passa facendo perdere completamente lo scorrere delle ore, ogni cantante ha un minuto e mezzo per colpire i giudici che si prendono tutti il tempo a loro disposizione per dare i loro giudizi, a volte pochi minuti a volte anche più di venti.
Il pubblico, anche se indirizzato all’inizio su cosa sarebbe meglio non dire, inizia a dare il proprio parere sui cantanti: chi è meritevole dei quattro si o meno, ma al tempo stesso per quanto preso dalle canzoni difficilmente si scatena, forse in molti, come me, si sentono ancora bloccati e non riescono ad esplodere come dovrebbe essere.
Tra una pausa trucco dei giudici e momenti conviviali con gli stessi, finalmente anche noi riusciamo a scioglierci e a scatenarci sempre più anche se la fatica avanza.

Ancora uno sforzo, Ultimo Kilometro
Noi dentro il palazzetto non ce ne accorgiamo, ma fuori la luce inizia a calare, l’orologio segna le 20.30 finalmente facciamo la pausa, mezz’ora di relax dalle riprese, una capatina al bar, una birra presa, due passi fuori per prendere un po’ d’aria e controllare i messaggi sul telefono.
Finito questo momento di tranquillità è ora di tornare al proprio posto, ci aspettano gli ultimi cantanti, è innegabile che ormai siamo tutti provati, gli applausi e i dimenamenti non sono più quelli di quattro ore prima, ma non si molla fino alla fine.
Nella mail era indicato come orario di fine riprese le 00.00 e così è stato, con l’ultimo cantante e gli ultimi voti si chiude una giornata lunghissima e stancante sia per il pubblico che per tutta la macchina organizzativa di X-Factor.
È innegabile che un’esperienza del genere ti fa vedere il mondo dei programmi col pubblico in una maniera totalmente diversa, ma questo non deve far cambiare la valutazione sulla veridicità di quello che succede perché è tutto reale e non ci sono artifici di nessun genere.
Le riprese separate del pubblico sono una necessità di regia e non un semplice orpello stilistico, l’organizzazione che sta dietro ad eventi del genere è oliata e rasenta la perfezione, l’unico limite è quello fisico del pubblico.
Lo rifarei? Non so, troppo stancante per me e sicuramente visto seduto sul divano di casa magari commentando i cantanti in compagnia ha tutto un altro sapore.
Lo consiglierei? Certamente, è un’esperienza da fare e godersi, un modo per vedere quello che succede dietro le quinte del nostro programma preferito e sentirsi un po’ parte di quella macchina organizzativa che ormai da 17 anni ci attacca agli schermi cercando di capire se quei cantanti potranno sfondare.
a cura di
Andrea Munaretto

