Sanremo 2023: conferenza stampa di Mr Rain

Sanremo 2023: conferenza stampa di Mr Rain
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Mr Rain, in gara al Festival di Sanremo con il brano “Supereroi”, racconta del messaggio che vuole condividere con i giovani e di come il coro dei bambini sia una parte fondamentale per rappresentare al meglio il significato del testo.

Mr Rain, pseudomino di Mattia Balardi, è un rapper e cantautore che recentemente è spopolato sui social, in seguito alle sue esibizioni sul palco dell’Ariston. Porta in gara “Supereroi”, un brano che racconta di un momento cupo della sua vita, nel tentativo di poter aiutare altre persone che vivono un periodo di difficoltà.

L’artista, durante la conferenza stampa, non nasconde la sua gratitudine e la felicità di questa esperienza:

Sono emozionatissimo, è stata una fantastica serata ieri. Ogni volta che salgo su questo palco mi regala una magia irreplicabile che non so spiegare a parole e sono onorato di essere stato inserito in questo cast, perché stiamo facendo una gara incredibile. Qui è pieno di artisti giganteschi, bravissimi, le canzoni sono tutte stupende, mi sento proprio fortunato di star vivendo questo periodo, che mi porterò sempre nel cuore. Sono felice di leggere tutti i messaggi che mi arrivano dalla gente che sta ascoltando “Supereroi”, ci tenevo a portare questo pezzo perché è un pezzo che parla della mia storia. Sono felice di aver portato esattamente me stesso. Per chi conosce i miei vecchi dischi e i miei vecchi album, sa che sono esattamente così. Quindi sono grato a tutti coloro che mi stanno supportando. Sto dormendo due ore a notte perché sono troppo felice e non riesco a dormire, è un periodo stupendo e sto vivendo dei giorni indimenticabili.”

Ecco la nostra intervista in occasione della conferenza stampa
Nelle varie edizioni di Sanremo abbiamo sempre visto delle performance a volte forti, a tratti aggressive. Tu invece sei stato così genuino, e molto dolce nel portare un coro di bambini sul palco dell’Ariston. Da dove nasce questa esigenza di avvicinarsi alla dolcezza?

La scelta di portare un coro di bimbi è semplicemente perché il coro di bambini, o comunque il coro in generale, è un po’ un tratto che mi distingue. Infatti è dal 2015 (quindi dal mio primo album) che sono sempre stato dell’idea che una cosa detta da un bambino abbia un peso specifico molto superiore. Nei pezzi in cui sento tanto l’argomento che sto trattando, do priorità al coro dei bambini o al coro dei più grandi, appunto per potenziare questo messaggio.

L’ho fatto con “Fiori di Chernobyl”, l’ho fatto con “I grandi non piangono mai”, “Carillon”; è una cosa che faccio spesso e portarla sul palco dell’Ariston è stato un sogno, perché ci ho sperato fino all’ultimo con le dita incrociate. Sono felice di fare questo cammino insieme a questi otto supereroi, è tutto magico. Quindi a prescindere dalla classifica o meno, io sono già felice così perché so che la canzone sta arrivando nel cuore delle persone, e lo sto facendo con persone che mi vogliono bene. Si è creata una sintonia magica tra noi, l’orchestra, il maestro è tutto stupendo.

La tua canzone sta avendo molto successo, erano queste le tue aspettative?

Assolutamente no, infatti sono ancora sconvolto Devo tutto questo ai supporti di coloro che stanno ascoltando il brano, quindi grazie di cuore alle radio, e tutti coloro che mi stanno supportando. Non pensavo fosse una cosa possibile: sapevo di essere un outsider e che avrei fatto una po’ la mia gara portando un pezzo che è il mio genere, e ogni giorno mi stupisco di più. Sono veramente felice.

Qual è il tuo rapporto con i social, e cosa pensi della musica di oggi?

Penso che i social siano fondamentali e soprattutto agli artisti emergenti. Io stesso ho ricevuto molto aiuto da parte dei social. Non riesco questa settimana a guardarli perché sto facendo numerose interviste, ho un’adrenalina pazzesca, mi sento mi super agitato e sopraffatto. Però ogni sera appena ho un momento libero guardo messaggi, commenti, è la cosa più bella del mondo. Saper di aver aiutato qualcuno con una canzone è una soddisfazione unica, mi basta questo.

La scelta dei bambini ha creato qualche polemica. Ieri sei arrivato 3 in classifica, e il reel della tua esibizione ha avuto oltre 9milioni di visualizzazioni. Cosa ti rende più orgoglioso e cosa è cambiato della percezione del tuo brano?

Secondo me non è cambiato nulla. Ho fatto la stessa esibizione della prima sera, semplicemente la gente si è appassionata a questo progetto. Quindi è stata una evoluzione, io sono lo stesso, è tutto il resto che sta cambiando. Riguardo al coro dei bimbi, ripeto, io uso i cori dal 2015.

Una curiosità. Prima serata il canto liberatorio della bambina, ieri il bambino a tema calcistico con Amadeus, è stato concordato o improvvisato?

Allora, nulla è stato programmato. La bambina è scoppiata in lacrime è stato magico, anzi. Prima di salire sul palco ero molto teso, i bambini erano tranquilli. Ma questi otto bambini come fanno a non essere emozionati? Quando siamo usciti dalla performance ci siamo commossi, è stato bellissimo. Li ho invitati a casa e abbiamo fatto una piccola festa, come ieri sera. È bellissimo fare questo cammino con loro.

Vorresti dire qualcosa ai giovani in merito al tema della canzone?

Grazie per questa domanda, sono a Sanremo proprio per questo. Sono emozionatissimo, è stata una fantastica serata e ci tenevo a portare qualcosa che lasciasse il segno. In “Supereroi” racconto la mia storia. Ho passato un momento cupo e mi sentivo l’unico al mondo a soffrire di questa cosa, avevo una visione completamente distorta. Quando ti senti solo al mondo ma trovi il coraggio di dimostrarti per come sei, e riesci a chiedere aiuto, è questo il superpotere più forte.

Come sei riuscito ad uscire da questa crisi?

Essendo molto riservato, mi sono sempre vergognato di dimostrare come mi sentivo dentro. Non so aprirmi anche con chi mi è più vicino. Ho sempre avuto questo peso, ma da 3 anni ho iniziato questo percorso che mi ha cambiato la vita. Non mi vergogno più di dimostrare chi sono e questa cosa ha cambiato il mio rapporto con le persone. Non ho più ansie, e sono fiero di me stesso. È una cosa che ha capito un po’ tardi, ma non è mai troppo tardi a trent’anni e continuerò a farlo fino alla fine dei miei giorni. È la cosa più bella del mondo avere la piena consapevolezza di sè e mostrarlo agli altri.

Chi è il tuo idolo Sanremese e non?

Sanremese sicuramente Ultimo. Amo ogni sua canzone e sono un suo grande fan; anche di Mengoni, hanno influenzato molto la mia musica. Invece fuori da Sanremo è riduttivo sceglierne solo uno… per dirti, i miei genitori, la mia ragazza, e tutte le persone che hanno il coraggi di aprirsi con il mondo.

a cura di
Staff

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Morena Kercuku

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